Enna Presentato alla Biblioteca “Hennaion” l’ultimo libro di Angiolo Alerci “Ricordo dell’ing. Giuseppe Panvini Vulturo”.

Presentato alla Biblioteca “Hennaion” l’ultimo libro di Angiolo Alerci “Ricordo dell’ing. Giuseppe Panvini Vulturo”.

E’ stato presentato, nella sala lettura della biblioteca “Hennaion”, l’ultimo libro scritto da Angiolo Alerci dal titolo “Ricordo di Giuseppe Panvini Vulturo, ingegnere capo del Comune di Enna”, una monografia ricca di foto e riproduzioni di documenti rintracciati in archivi storici e nelle biblioteche, per onorare un personaggio della vecchia Castrogiovanni che ha lasciato testimonianze incancellabili: opere d’idraulica e d’ingegneria civile realizzate in città e nel territorio ennese nei primi quarant’anni del Novecento. Dopo i saluti di Mario Messina, curatore della biblioteca degli autori ennesi, Anna Dongarrà, conduttrice dell’evento, ha esordito dicendo che l’autore è sempre attivo, da cronista e opinionista, con i suoi puntuali commenti pubblicati su giornali on line e soprattutto con i suoi libri, malgrado gli annunciati propositi di voler fare solo il pensionato. In quest’ultimo volume Angiolo Alerci ha interrotto il filone dei suoi precedenti libri per scrivere di un personaggio che ha dato tanto alla nostra città, per decenni dimenticato. All’ing. Panvini Enna ha dedicato una piazza nei pressi dell’Agenzia del Banco di Sicilia-Unicredit di Enna Bassa e una targa in marmo – posta all’ingresso delle vasche scavate nella roccia sotto il Cortile delle Vettovaglie del Castello, a ricordo dell’inaugurazione dell’acquedotto comunale, avvenuta nel mese di luglio 1923 – dove è stato inciso il suo nome, a futura memoria, per avere ideato, progettato e realizzato l’importante opera. Ha presentato il volume Vicenzo Di Natale il quale ha disquisito sulla scelta dell’autore dell’uso della parola ‘Ricordo’ anzicché ‘Memoria’. “Sono due vocaboli – ha affermato – di significato analogo… la differenza è nell’etimologia. Il nostro autore, che scrive fatti, scrive storia, scrive la biografia dell’uomo che prese a cuore il bene della sua amata città, che ebbe l’incarico di dirigere l’ufficio tecnico da ingegnere capo comunale sin dal 1904, ininterrottamente per quasi 40 anni, ha scelto di titolare il libro ‘Ricordo di Giuseppe Panvini Vulturo’”, forse, aggiungiamo noi, perché da ragazzo l’ha conosciuto per avere frequentato la sua casa. “Il grande merito del lavoro di Angiolo Alerci – è quello di avere attenzionato i fatti, le opere, i ‘monumenta’ che hanno reso ricca e feconda l’attività dell’ing. Panvini e averli riportati come un ‘ricordo’…delicate note di narrazione, adatte all’ascolto delle generazioni che seguiranno. Alerci con il suo libro – ha concluso il relatore – ha raccolto il frutto della ‘memoria’ di un passato, ovvero la ‘storia’ delle opere di una persona speciale, preparato e ricco di risorse progettuali ed eccellenti realizzazioni nella sua città”. Un approfondito contributo sulla personalità e l’opera di colui che ha inciso sull’evoluzione e crescita di Enna nei primi quattro decenni del ‘900 – specie dopo l’elevazione a capoluogo di provincia – l’ha dato Pino Grimaldi, nella doppia veste di curatore della prefazione e di nipote dello stesso Panvini, nonno materno. “Egli – ha concluso – fu da tutti apprezzato per la sua professionalità di tecnico lungimirante oltre che di uomo integerrimo legato alla sua famiglia e al suo paese, Enna, dove nacque nel 1872 e morì nel 1942, all’età di 70 anni”. L’autore, a conclusione della serata, nel ringraziare il relatore Di Natale, Pino Grimaldi, Anna Dongarrà e gli amici intervenuti, ha ricordato: “Sebbene qualche mese fa avessi annunciato di volere ‘interrompere’ il mio impegno letterario, ho continuato a scrivere anche perché cordialmente sollecitato dai tanti miei lettori estimatori”. “Ad Angiolo Alerci – è scritto in una recente recensione – la Città deve gratitudine per avere fatto un pick-up di un nostro concittadino che, come si apprende dalla lettura del libro, diede ad Enna più di quanto tanti altri, pur potendo, non abbiano fatto, mai pretendendo alcunché pur avendo avuti, nella sua epoca, rispetto e ammirazione, ma solo ora, grazie ad Alerci, giusto riconoscimento postumo. Libro, dunque, interessante, utile da leggere e tenere nella propria biblioteca”. Il volume monografico, con la solita accattivante copertina e il ritratto dell’ing. Panvini, incorniciato nel titolo, edizioni Nuova Prhomos, Città di Castello, (PG), uscito nel mese di maggio scorso, pp. 112, è ricco di notizie e corredato di foto e riproduzioni di documenti storici.
Salvatore Presti

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