Enna Ospedale Umberto Primo ancora problemi al Reparto di Cardiologia

Ridotti i ricoveri in cardiologia e sospese le altre attività ambulatoriali per la carenza di personale infermieristico. Se alla carenza di personale si aggiungono le ferie estive e una gestione del personale poco attenta il guaio è fatto. Il nuovo piano sanitario prevede un incremento del dieci per cento del personale infermieristico ma nel reparto al secondo piano dell’Umberto I non ci sono più neanche quelli sufficienti per gestire le tante attività ambulatoriali e i ricoveri ordinari. La carenza di personale infermieristico adeguatamente addestrato va avanti ormai da giugno nel reparto diretto da Lello Vasco e adesso non c’è altra soluzione che sospendere le attività che non sono classificabili come “emergenza”. Sospesi anche controllo di pacemaker e rido9tti appunto i ricoveri in degenza ordinaria per garantire livelli minimi di assistenza ai malati, il reparto garantirà comunque i sei posti letto di Utic, la terapia intensiva cardiologica. Unico obiettivo: evitare di8sagi in corsia. La decenza degli ammalati è indispensabile tanto quanto le cure ad essi rivolte. “La direzione sanitaria – torna a dichiarare Vasco – si è impegnata a integrare il personale mancante, al momento è arrivato solo un infermiere che ha bisogno di un training di almeno qualche settimana per poter lavorare in autonomia garantendo la sicurezza dei pazienti”. Poco o niente dunque è cambiato. E quindi? “Se nulla accadrà mi vedrò costretto a ridurre l’attività ma sono fiducioso – dice il Cardiologo, che aggiunge – in compenso sono molto soddisfatto perché il reparto nei prossimi mesi sarà potenziato con due nuovi medici”. I due cardiologi assegnati garantiranno maggiore efficienza non appena sarà sciolto il nodo degli infermieri. La cardiologia dell’Umberto I è un reparto dinamico che di anno in anno ha aumentato la sua offerta sanitaria anche in collaborazione con l’Oncologia e la Medicina nucleare e facciamo riferimento alla cardio – oncologia, tra i pochi ambulatori di questa tipologia in Sicilia che agevola molto i malati oncologici, le attività diagnostiche come le miocardio scintigrafie, risonanza magnetica e ancora la riabilitazione, la cardiologia pediatrica e per ultimo, in ordine d’arrivo, le ablazioni. Negli infermieri, che dovrebbero essere tre ogni turno ma forse arrivano a due, è palese la stanchezza e la delusione perché non gli vengono riconosciuti gli sforzi compiuto eppure qualcuno di loro ha rinunciato anche alle ferie per sopperire alle emergenze. A proposito ma a cosa servirebbero i corsi di formazione sullo stress correlato? Il segretario Uil, Gaetano Faraci a riguardo in una recente nota alla direzione sanitaria ha ribadito: “Sarebbe corretto che l’azienda sanitaria stabilisse le priorità operative in relazione agli obiettivi fissati dall’assessorato alla salute ed alla Ministero della Sanità sull’effettivo bisogno del personale infermieristico, il quale deve essere assegnato ai reparti in relazione alle attività che essi svolgono quotidianamente idem gli spostamenti degli infermieri fatti spesso con superficialità dell’ultimo periodo vengono ritenuti effettuati con la superficialità”. E sulla Cardiologia ha rilanciato chiedendo alla direzione di ampliare e quindi ultimare, cosi come in programma, la diagnostica cardiologica per immagini, che renderebbe il reparto ennese di forte attrattiva anche per le provincia di Enna Caltanissetta e Agrigento oltre a comuni della provincia di Catania e Palermo

Angela Montalto

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