Enna, Ospedale Umberto I; l’attività dell’Unità Operativa di Cardiologia

Una sentinella sempre vigile nel cuore. Sono più di trecento i pazienti che l’unità operativa di Cardiologia dell’Umberto i di Enna, monitora h24, mentre gli stessi sono comodamente seduti sul divano di casa oppure mentre sono a lavoro, o in viaggio in giro per il mondo. Ma com’è possibile? Il piccolo miracolo tecnologico, un servizio attivo già da diversi anni nel nosocomio ennese che si perfeziona ogni giorno di più, ha il nome di “CareLink network” e serve per monitorare costantemente i pazienti che hanno impiantati dei dispositivi cardiaci. I Pacemakers o i defibrillatori che sono impiantati nel cuore inviano i dati del paziente direttamente all’ospedale grazie a una qualsiasi linea telefonica e il cardiologo di turno in qualunque momento può verificarne le condizioni di salute. A farci conoscere l’esistenza di questo servizio di monitoragio una coppia che fa anticamera qualche minuto prima di accedere al reparto diretto da Lello Vasco: «Io e mio marito – spiega la donna sulla sessantina – siamo qui perché abbiamo ricevuto una chiamata dal reparto, lui porta da qualche anno un pacemaker che gli ha salvato la vita e adesso sembra sia necessario fare un controllo lo dice il sensore e noi stiamo più tranquilli». A spiegarci come funziona questo dispositivo è proprio il primario: « Ogni volta che si verificano eventi particolari nella vita sanitaria del paziente – precisa il cardiologo – o tutte le volte che lo stesso o il medico lo ritengono necessario avviene una comunicazione silenziosa tra i due soggetti tramite l’apparecchio». Una sorta di sentinella che bisbiglia al medico quando c’è qualcosa che non va nel suo assistito e lo fa tramite sms, una mail. Ma quando succede? «In presenza di un’aritmia, un sovraccarico di liquido nei polmoni, che può avvenire in caso di scompenso cardiaco oppure più semplicemente l’esaurimento della batteria del dispositivo che va cambiata». I dati sono gli stessi che si ottengono durante i controlli ambulatoriali, il medico li analizza e decidere se modificare la terapia, prescrivere eventuali approfondimenti. «Questo – spiega il camice bianco – ci aiuta a prevenire i disturbi impedendo che accadano ma ci mette anche nelle condizioni di evitare agli stessi lunghe attese per prenotare accertamenti di routine». Le informazioni registrate dal dispositivo vengono inviate direttamente ad un server web si evitano spesso anche le visite d’emergenza e inoltre i soggetti cardiopatici si sentono più sicuri anche dopo aver subito eventi traumatici.

Fonte Giornale di Sicilia

Angela Montalto

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