Enna, non si placa la diatriba sui parcheggi o no in Via Roma

Il problema del traffico ad Enna è divenuto drammatico. Le automobili ormai hanno preso il sopravvento e sono le vere padrone della città. Le persone devono accontentarsi degli spazi residuali. Risolvere il problema, a mio parere, richiede scelte difficili ma coraggiose, magari all’inizio impopolari ma necessarie se gli esseri umani vogliono riappropriarsi dei propri spazi. Occorrerebbe un cambio di mentalità da parte dei cittadini e la ferma volontà di chi amministra di mettere in atto misure idonee ed efficaci ma soprattutto bisogna evitare le soluzioni parziali e limitate, che il più delle volte complicano le cose anziché facilitarle.

C’è poco da fare, bisogna prendere atto che se tutti usiamo la macchina per fare due metri è come se non la usassimo. Ci ostacoliamo a vicenda, ci costringiamo l’un l’altro a respirare aria inquinata e perdiamo un sacco di tempo per arrivare a destinazione e per cercare un posteggio; e tutto ciò senza voler considerare l’aspetto economico della faccenda. In pratica, per la maggior parte delle persone, usare l’auto in città è divenuto inutile ed allora tanto vale non usarla.

Enna ha un grosso problema che è alla base di gran parte del traffico automobilistico che la sta strozzando e mi riferisco alla divisione della città in alta e bassa. Forse bisognava pensarci prima ma ormai non ha più importanza e bisogna solo rimediare nella maniera migliore.

Ogni giorno, migliaia di auto, per tante ragioni, fanno la spola tra le due parti della città e ciò crea intralcio, rallentamenti, e inquinamento. Occorre assolutamente trovare un modo per evitare tutto ciò ma è necessaria lungimiranza e capacità di programmazione da parte degli amministratori e contemporaneamente, la buona volontà dei cittadini che devono essere disposti a cambiare abitudini e mentalità. Se sapremo affrontare insieme questo problema, forse sarà possibile trovare una soluzione condivisa, ma se non ne fossimo capaci temo che dovremo rassegnarci a vivere in una bidonville, soffocata dalle auto e via via abbandonata dai turisti e dai suoi stessi abitanti, per i quali la vita diventerà sempre più difficile.

A Enna si stenta a capire ciò in gran parte d’Italia e d’Europa da tempo è già una realtà consolidata e ancora si sentono le rivendicazioni di chi chiede che vengano creati nuovi posteggi nel centro storico. E non ci si rende conto che, se vogliamo salvarla davvero questa città che tutti diciamo di amare, dobbiamo liberarla dalle auto e dalla loro ingombrante presenza.

E per capire quanto il problema sia grave bisogna anche affrontare un altro aspetto che non tutti riescono a mettere in relazione al fatto che in giro ci sono troppe auto.

Enna è un’antica città che sorge su un altipiano urbanizzato ininterrottamente da migliaia di anni; ciò significa che le case e le strade di oggi si trovano probabilmente adagiate sopra strati più profondi e più antichi che a loro volta ricoprono qualcos’altro. Gli antichissimi abitanti di Enna vivevano in abitazioni scavate nella roccia e gli ingrottati sono ovunque, sotto le nostre case e sotto le nostre strade. Enna non può reggere oltre la mole di traffico che, in misura sempre crescente, la sta distruggendo nelle fondamenta e le nostre strade hanno iniziato a sprofondare, vi siete accorti?
Ciò che è successo in via Mercato può accadere ovunque. E qualcuno ha notato un avvallamento, che non promette nulla di buono, lungo la via Roma di fronte al palazzo INAIL? Forse no, ma vi prego di farci caso.

Usare l’auto a Enna Alta non può essere considerato un diritto ma un bisogno indotto. Il diritto è invece quello alla mobilità e pretendere dei servizi pubblici efficienti e sufficienti ai bisogni dei cittadini e dei tanti turisti pronti a venire a spendere da noi i loro soldi ma che invece facciamo di tutto per tenere lontani.

La settimana scorsa i social sono letteralmente esplosi dopo che l’assessore al traffico aveva osato eliminare ben cinque posti auto lungo la via Roma, nel tratto compreso tra la Balata e San Tommaso, usando dei vasi dissuasori. E i commenti inferociti di tante brave massaie e tanti onesti padri di famiglia facevano solo accapponare la pelle. Per difendere l’indifendibile sono stati usati gli argomenti più pretestuosi e molti addirittura si sono erti a paladini dei diritti dei disabili che con “quegli orribili vasi” adesso non potranno più fare la loro passeggiata quotidiana in carrozzina mentre prima con le auto posteggiate a tappeto, potevano farla tranquillamente!

Comunque quel ch’è certo è che Enna sta morendo anche a causa della nostra cocciutaggine ed alla nostra incapacità di immaginare una città a misura d’uomo, esattamente com’era al tempo in cui sono state scattate quelle antiche foto che ci piace tanto guardare e collezionare nei nostri pc.

E mi raccomando per gli acquisti continuiamo ad andare all’Outlet perché lì si può passeggiare in santa pace e non ci sono auto che ci costringono a scansarci.

Michele Pirrera

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