Enna, le società sportive all’Amministrazione Comunale “Svolgiamo un servizio sociale”

Un importante movimento anche da un punto di vista sociale pronto a chiudere i battenti. E’ quello dello sport del capoluogo che interessa diverse centinaia di persone ed in particolare giovanissimi, qualora l’amministrazione comunale attuale revocherà il provvedimento della passata amministrazione di far fruire gratuitamente gli impianti sportivi. Dal calcio al calcio a 5, alla pallamano, basket, pallavolo, tennis tavolo, atletica leggera, al rugby, agli stessi enti di promozione sportiva il coro è unanime. Considerando che lo sport non trova risorse ne pubbliche che private per finanziarsi, caricando le società anche delle spese per la fruizione degli impianti, significa costringerle e chiudere con l’attività. E tutto ciò sarebbe un gravissimo danno sia per l’immagine stessa della città ma anche sul piano sociale visto che la quasi totalità delle risorse umane di queste discipline sono locali e giovanissimi. Quindi togliere la possibilità di poter fare sport significa anche di fatto “buttarli in mezzo alla strada” con tutti i rischi annessi e connessi. E tra l’altro il movimento dello sport è uno dei pochi che lo scorso anno ha regalato alla città non cpoche soddisfazioni con ben 4 promozioni in categorie superiori di società in altrettante discipline la pallamano maschile in A-1, il calcio a 5 in C-1, il tennis tavolo in B1 e la pallavolo femminile in serie D. Venerdì scorso l’assessore allo sport Paolo Di Venti incontrando le società di calcio, calcio a 5 e rugby, con non poco imbarazzo ha cercato di motivare l’eventuale decisione dell’amministrazione perchè obbligati per legge. Ma a questo punto però viene da chiedersi, se ha ragione questa amministrazione ad applicare la legge, significa che la precedente si è mossa nell’illegalità. Ma c’è anche da dire che la differenza tra un bravo amministratore ed un buon amministratore è quella che nei momenti di difficoltà, fermo restando il rispetto delle regole e delle leggi si deve fare venire una idea per trovare una soluzione a questa spinosa vicenda. Chissà una potrebbe essere quella di legittimare finalmente l’equiparazione tra l’attività sportiva giovanile con quella di carattere sociale, poiché in una realtà come quella ennese fare attività sportiva giovanile prima di tutto è svolgere un ruolo sociale sul territorio, sopperendo anche alle manchevolezze degli enti locali che a questo punto dovrebbero tenerne conto.

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