Enna, l’area di Janniscuru si gemella con il Farm Cultural Park

Un’area dalle notevoli potenzialità che punta al turismo sostenibile e all’arte contemporanea. E’ quella di Janniscuru tra le più suggestive del capoluogo, che in occasione della quarta edizione di Janniscuru Fest ha stretto un gemellaggio con il Farm Cultural Park di Favara oggi una delle più belle novità culturali in Sicilia. Fautore di questo incontro Francesco Mungiovino, nella vita ingegnere, da sempre convinto assertore della bellezza di quest’ area che custodisce la porta di Janniscuru, l’ultima monumentale di accesso alla città posta lunga l’omonima scala, e una trentina di grotte, tutte diverse tra loro, tra cui spiccano per storia e bellezza, quella della spezieria (oggi purtroppo inaccessibile) e del dazio. A fianco a quest’area, il quartiere Fundrisi, costruito dal 1396 dai deportati di Fundrò, che conserva ancor oggi il suo impianto antico fatto di vicoli e vicoletti e case costruite sopra i “catoi”, grotte che vennero anticamente usate come abitazioni e poi trasformate in stalle o magazzini. “Siamo entrati in contatto con il Farm Cultural Park grazie al progetto “Urban Farmer” da loro organizzato per trovare gli “ambasciatori del Farm”, persone che facessero conoscere il Farm nelle loro città che in esse organizzassero una festa all’insegna dei suoi principi – spiega Mungiovino – rigenerazione urbana e cultura del contemporaneo. Sostanzialmente ci chiedevano di fare quanto già facevamo dal 2013 quando abbiamo liberato l’area di Janniscuru dal degrado e abbiamo realizzato la prima edizione dello Janniscuru Fest. Ho così proposto ad Andrea Bartoli, il creatore del Farm insieme alla moglie Florinda Sajeva, di gemellare lo Janniscuru Fest con il Farm Cultural Park, entrare nella loro rete e fare anche arrivare a Janniscuru alcuni dei tanti artisti che popolano giornalmente il Farm. Janniscuru e il quartiere Fundrisi ha le potenzialità per diventare qualcosa di importante. La dimostrazione sta nella vitalità non solo nei due giorni di Janniscuru Fest ma anche nel periodo natalizio quando nei catoi si allestiscono decine e decine di presepi”. Ma quindi cosa manca per far fare a questa area il cosiddetto salto di qualità? “E’ indubbio che servono delle risorse economiche – continua – il Farm cultural Park è nato prima di tutto per volontà di una persona del luogo che ha investito capitali propri acquistando ruderi e trasformandoli in gallerie espositive, residenze per artisti ed attività commerciali. Noi non abbiamo i capitali necessari ma si potrebbero utilizzare i fondi europei per mettere in sicurezza le aree, creare un sistema d’illuminazione, liberare e mettere a sistema le grotte e creare uno spazio espositivo diffuso. Se il Comune, con il nostro supporto gratuito, presentasse dei progetti, potremmo trovare i soldi che servono senza alcun costo per le casse comunali. Pensate, riaprire l’antico sentiero “Cannataro” dal benzinaio Eni di via Pergusa, attraverso una vegetazione rigogliosa, sino all’abbeveratoio di Janniscuru. Da lì la scalinata e il passaggio attraverso la porta darebbe la sensazione di entrare in una città dalla storia millenaria. Superata la porta un percorso rupestre che per dimensione non ha simili a Enna e che potrebbe ospitare esposizioni permanenti. Da Fundrisi poi ci si muoverebbe verso la torre di Federico e quindi lungo via Roma visitando le chiese e i monumenti, per giungere, al Castello di Lombardia. Noi nel nostro piccolo cerchiamo di riqualificare quell’area e siamo sicuri che l’arte sia lo strumento per eccellenza per la rigenerazione. Chiediamo da anni alle amministrazioni di aiutarci in quest’opera e qualche buon segno quest’anno dal Comune è finalmente arrivato”.

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