Enna l’Amministrazione Comunale punta alla valorizzazione delle grotte rupestri presenti in città

L’amministrazione comunale vuole puntare alla valorizzazione delle sue grotte all’interno del tessuto urbano e promuovere un percorso turistico di queste che rappresentano un importante patrimonio storico, culturale e turistico della città. Si da atto quindi agli assessori alla Cultura Francesco Colianni ed al Verde Giovanni Contino che stanno puntando con decisione verso questa ditezione iniziando in questi giorni la pulizia di diverse greotte. Verrebbe da dire “finalmente”, visto che nel gennaio del 2016 e quindi quasi 2 anni fa, questa testata aveva pubblicato un articolo che andava in questa direzione. Intervistato da Ennapress l’archeologo Enrico Giannitrapani faceva una “radiografia” del patrimonio delle grotte presenti in città e come queste se adeguatamente mantenute e valorizzate potessero diventare per la città di Enna un importante volano di promozione turistica sulla falsa riga di quanto le grotte siano state importanti per la città di Matera.
Vi riproponiamo nuovamente l’articolo pubblicato il 22 gennaio del 2016

Grotte Rupestri a Enna, l’Archeologo Enrico Giannitrapani “Enna come Matera”

Fare del suo patrimonio rupestre quello che è stato fatto a Matera con i suoi “Sassi”. Lo afferma l’archeologo Enrico Giannitrapani prendendo spunto dalla “riscoperta” delle grotte rupestri in via S. Agrippina nel capoluogo e che hanno riportato dall’oblio un pezzo di storia della città. Ma questa però rischia di ritornare “invisibile”. Infatti da un allarme lanciato da alcune associazioni locali, il Genio Civile per quella area soggetta a vincoli archeologici, come tutta la zona del cosiddetto “Vallone Pisciotto”, ma con il benestare della Soprintendenza, avrebbe previsto degli interventi invasivi di consolidamento della parete con chiodature e reti metalliche che di fatto andrebbero a nascondere nuovamente questo sito che invece con degli accorgimenti come ad esempio l’illuminazione artistica, rappresenterebbero una ulteriore attrazione turistica della città. Dell’importanza sia da un punto di vista scientifico che turistico di questo pezzo di storia della città ne è assolutamente convinto Giannitrapani, che proprio nei mesi scorsi ha collaborato con gli Scout nella realizzazione della cosiddetta “Via Sacra”, che mette in collegamento l’area rupestre della Rocca di Cerere con la “grotta dei Santi” sottostante la Rocca di età Bizantina. Giannitrapani, prendendo spunto da Italo Calvino, definisce Enna una “città aerea ed invisibile” dal fascino millenario: il suo paesaggio urbano rupestre incantò lo stesso Cicerone. Giannitrapani ricorda che i primi ritrovamenti di questo pezzo della città risalgono al 1930 grazie a degli scavi fatti eseguire dall’allora Soprintendente Paolo Orsi con il ritrovamento della fortificazione che cingeva il centro abitato, riconoscendo i resti delle murature antiche e medievali conservati lungo le scoscese pendici del vallone Pisciotto, a difesa della naturale via di accesso alla città. Solo tra il 2006 ed il 2009 grazie ai fondi strutturali della Comunità Europea e alla collaborazione tra Comune e Soprintendenza di Enna sono venuti alla luce nuovi siti urbani di alto interesse archeologico. Sono stati infatti riscoperti alcuni monumenti rupestri funerari di età romana, tra i quali la cosiddetta Grotta della Spezieria, mentre sulla parete soprastante la via Pergusa sono state esplorate una serie di piccole catacombe paleocristiane. Ed altri monumenti rupestri sono stati scoperti nella valletta di Santa Ninfa, tra la Rocca di Cerere ed il Castello di Lombardia. Ma per Giannitrapani si corre il rischio che questo patrimonio archeologico “invisibile”, una volta messo in luce, venga nuovamente sepolto dall’abbandono e dall’oblio. Quindi è necessario un radicale mutamento di mentalità rispetto al diffuso patrimonio rupestre che la nostra città ancora conserva. Come è avvenuto a Matera, prossima Capitale Europea della Cultura, con una importante campagna di valorizzazione dei Sassi, si deve fare per le “grotte” di Enna. Oggi, nel momento in cui l’amministrazione comunale, con coraggio e speranza nel futuro, candida Enna a Capitale Italiana della Cultura, è necessario unire tutte le forze “civili”. “Oggi gli incerti filari di pietra di quelle fortificazioni – commenta Giannitrapani – ricompaiono, miracolosamente conservati nell’area delle grotte di via S. Agrippina. Auspichiamo che l’attuale intervento di pulitura e bonifica dell’area archeologica diventi l’occasione per uno studio e migliori la fruibilità del suo patrimonio culturale della città che gli stessi ennesi hanno, più o meno consapevolmente, reso “invisibile”, con il tacito assenso di istituzioni”.

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