ENNA. La fiera di Settembre e quella di Maggio: due appuntamenti stagionali irrinunciabili per gli ennesi.

ENNA. La fiera di Settembre e quella di Maggio: due appuntamenti stagionali irrinunciabili per gli ennesi.

Da secoli nel pianoro di Montesalvo la fiera di Settembre e quella di Maggio sono due appuntamenti stagionali irrinunciabili per gli ennesi.
All’interno dell’attuale Piazza Europa, quasi ai margini, esisteva un grosso fabbricato a tre livelli, i cui locali furono adibiti a sale espositive, di rappresentanza e per ricevimenti, tra cui molto gettonati quelli matrimoniali, oltre che per uffici e magazzini. Costruito nell’immediato dopoguerra, fu inaugurato alla fine degli anni quaranta con la “1a Mostra dell’artigianato ennese”, nell’ambito dell’annuale Concorso Regionale a premi per ovini e bovini la cui organizzazione era curata dalla Camera di Commercio e dalle Associazioni degli allevatori. L’idea del Concorso fu quella d’incrementare e sostenere la fiera di bestiame e di merce varia che si teneva nel pianoro del Monte, le cui origini risalgono ad oltre cinque secoli fa. Fu battezzato “Palazzo dell’Ente Fiera” e quando nel 1952 venne inaugurato il servizio urbano alla linea numero uno venne dato il nome di “Ente Fiera – Lombardia”, mentre, viceversa, alla linea numero due quello di “Lombardia – Ente Fiera”. Era sempre lo stesso bus! Cambiava solo il cartello. La fiera-mercato si teneva, come da tradizione, dal 12 al 15 Settembre di ciascun anno in coincidenza con la festa “dù Signuri” di Papardura e, insieme a quella di Maggio, erano le più attese specie nel mondo contadino. Vi partecipavano venditori e compratori provenienti da tutta la Sicilia. Alle cinque del mattino del primo giorno di fiera, entravano in città migliaia di ovini provenienti da tutti i paesi e contrade del circondario. Transitavano dalle regie trazzere e dalle vie meno frequentate, fino ad arrivare al Monte percorrendo le strade di arroccamento. La notte del giorno successivo i pecorai con le loro mandrie lasciavano la zona fieristica per far posto ai bovini e a tutti gli animali da soma (asini, muli, giumente e cavalli). Il pianoro del Monte, dalla collina della Torre di Federico allo Spirito Santo e dalla chiesa di Montesalvo fin quasi a Papardura, era un susseguirsi ininterrotto di animali e di uomini, i quali, durante i quattro giorni di fiera si accampavano, in loco, con giacigli di fortuna. Era spettacolare quella distesa di bestie e di uomini, in attesa di contrattazioni per la compravendita dei loro quadrupedi. Poi, negli anni a seguire l’urbanizzazione di tutta la zona e motivi igienico-sanitari, hanno indotto le autorità comunali a trasferire la fiera di bestiame nel campo boario di contrada Scifitello a Sant’Anna, dove fino a qualche tempo fa si è tenuto in vita anche il concorso zootecnico, finanziato dalla Regione. Da molti anni questo evento, come tanti altri, è caduto nell’oblio. La Fiera merceologica, invece, è rimasta sempre nella zona del Monte, con alti e bassi, anche perché di anno in anno l’interesse dei cittadini è venuto meno per il mutare delle consuetudini e per la presenza del mercato settimanale del martedì, registrando il minimo storico nei trascorsi ultimi anni. Dallo scorso anno l’amministrazione comunale capeggiata dal sindaco Dipietro ha riportato la Fiera ai fasti di un tempo, con gli stalli in via IV Novembre e Viale Diaz, con vasta partecipazione di venditori ambulanti e, quel che più conta, con numerosi visitatori provenienti dai paesi vicini.
Il palazzo dell’”Ente Fiera” venne demolito agli inizi degli anni ’70 per consentire la creazione della Piazza Europa e la sistemazione delle aree limitrofe. L’ultimo capannone, a suo tempo costruito per il ricovero degli animali partecipanti al concorso, poi adattato a locali per il mercato ortofrutticolo, è stato demolito non molto tempo fa per far posto al comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri ed alloggi degli ufficiali e sottufficiali.
Dalle cronache del tempo apprendiamo notizie sulle Fiere e mercati in Enna, allora Castrogiovanni, a partire del 1420 quando la città chiese “alcune concessioni per la fiera di settembre, cioè le stesse franchigie, libertà ed esenzioni” di cui già godeva la fiera di San Pietro, che si svolgeva in località Misericordia, nella valle di Scaldaferro, tra Enna e Calascibetta. Nel 1434, invece, la richiesta dei notabili ennesi fu quella di svolgere la stessa fiera di San Pietro “non più extra moenia, ma all’interno della città, in una piazza da stabilire, e comunque dopo il 29 giugno per non interferire con la fiera di Calascibetta”.
Porta la data del 28 novembre 1444 la petizione avanzata al vicerè di poter acquistare alcuni “lochi vacui” per ampliare il sagrato antistante la chiesa Matrice e ricavare una piazza ancora più grande “per subsidiu di…la fera et grandi utili di la Aecclesia Maiuri”. Fino ai primi decenni del secolo scorso, la fiera merceologica si teneva lungo la via che conduce al quartiere Fundrisi la cui onomastica è ancora “Via Mercato”.
(nella foto anni ’50: il pianoro del monte in un giorno di fiera)

Salvatore Presti

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