Enna; Incontro con Claudio Fava : occasione colta o mancata?

Incontro con Claudio Fava : occasione colta o mancata?

A distanza di qualche giorno dall’incontro col Presidente della Commissione Regionale Antimafia al teatro Garibaldi di Enna qualche considerazione è necessario farla.
Il punto di partenza che ha portato l’Anpi ennese a organizzare in breve tempo l’evento di giorno 28 novembre sono state le minacce di morte rivolte con busta anonima e proiettili a una persona che dalla criminalità mafiosa è stata duramente colpita negli affetti più cari e che a partire da questa tragica esperienza ha costruito un percorso esistenziale e politico, non occasionale e scevro dalla ricerca di rendite di posizione, caratterizzato da coraggiosa e intransigente denuncia del malaffare mafioso.
Seconda considerazione : Giovanni Falcone ci ha insegnato che in Sicilia si muore di mafia quando si viene lasciati  soli e quindi indifesi e più  facili da colpire.
Terza considerazione: l’assenza di una reazione adeguata all’entità della minaccia. 
Da chi poteva partire una risposta forte e decisa a difesa della integrità di Fava ma anche della nostra sete di verità e del bisogno di giustizia? Atteniamoci ai fatti. 
Non dalla sinistra, impropriamente definita così, intendiamola come puro elemento orientativo per indicare una posizione spaziale, ridotta ai suoi minimi storici sia in Italia che in Sicilia.
Non dalla destra, questa volta con piena corrispondenza di forma e contenuto; ma non si è sempre detto che la lotta alla mafia deve, giustamente, prescindere dallo schieramento politico?
 Ma neanche quelli che non stanno nè a destra nè a sinistra, ma stanno al governo del paese hanno forse sussurrato qualcosa?
Forse che gli occupanti degli spazi televisivi, pubblici e privati, privi di data di scadenza come si usa pei i farmaci e gli alimenti, hanno sottratto un risicato spazio ai loro torment-show per informarci delle inchieste che la Commissione Antimafia Siciliana sta conducendo?  Ma questi argomenti fanno calare l’audience, mentre lo spread o le spacconate di Salvini, o le saghe familiari di bravi figli con pessimi padri quelli lo tirano su. O bei tempi felici quando il bunga bunga tirava su il morale e anche l’audience.
Non parliamo  poi dell’antimafia di facciata, quella che potremmo anche definire di regime, un puzzle di tessere che una dopo l’altra vergognosamente si sfaldano e lasciano aperti mille interrogativi. 
Così accadde che in  un piccolo capoluogo di provincia della Sicilia più marginale e bistrattata, una piccola Anpi  decise di invitare Claudio, come molti qui lo chiamano, e Ottavio Terranova, l’ottuagenario vicepresidente nazionale dell’Anpi, straordinaria figura di resistente, ex sindacalista dei cantieri navali di Palermo per discutere di Antimafia e Resistenza per sostenere e avvalorare la tesi che le loro rispettive battaglie  sono una stessa unica battaglia per affermare libertà, democrazia, diritti civili e sociali, per abbattere discriminazioni e rimuovere le condizioni che generano diseguaglianze, per dare dignità a tutti. 
Questa è l’occasione che abbiamo colto alcune sere fa. 
L’attualità di principi e valori che devono necessariamente informare e formare  le coscienze di cittadini consapevoli, non condizionabili da propagande che facendo leva sulla diffusa insicurezza scatenano paure e odi che avvelenano le coscienze e i rapporti sociali . 
Ancora una volta ci siamo resi conto che la Costituzione Repubblicana, ci indica la strada maestra da seguire per affrontare i problemi del difficile presente.
L’occasione  che abbiamo perso invece è stata quella di non essere riusciti a portare sulle pur comode poltroncine del Teatro i consiglieri comunali e i sindaci dei paesi della Provincia. Ad eccezione del Comune capoluogo che ha patrocinato in toto l’evento e che è stato rappresentato, essendo in corso in contemporanea a Sala d’Euno la seduta del Consiglio Comunale, solo dall’assessore Giovanni Contino. Le Amministrazioni Comunali sono le prime realtà istituzionali e la dimensione più capillarizzata dello Stato, Stato anch’esse, che occupandosi del bene comune sono le prime realtà a subire pressioni e intimidazioni dalla criminalità organizzata che talvolta porta anche i propri affiliati a occupare posti di rilievo nelle Amministrazioni. 
Nonostante le gravi e diffuse minacce al territorio ennese per l’avvio di inquietanti ‘progetti di sviluppo’ in vari comuni i loro rappresentanti istituzionali non si sono sentiti di portare solidarietà e sostegno al Presidente della Commissione Antimafia.
Indolenza? Indifferenza? Non informazione?
Noi l’abbiamo data.
Questo è per noi dell’Anpi di Enna motivo di profonda amarezza.
Renzo Pintus

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