Enna in occasione della Settimana Santa ci sarà una mostra del fotografo documentarista Salvatore Mazzeo

In occasione del Riti della Settimana Santa Ennese di quest’anno tra gli eventi collaterali in programma anche una mostra fotografica di caratura mondiale. Infatti all’interessamento del presidente del Collegio dei Rettori delle Confraternite Ferdinando Scillia, saranno esposte alla Galleria Civica i lavori del fotografo documentarista torinese ma calabrese di origini Salvatore Mazzeo. Si tratta del fotografo che un suo scatto relativo al Venerdì Santo del 2016, dal nome “Il sacro volto”, ha vinto l’edizione 2017 del Sony Word Photography Awards nella categoria “Open Culture” sezione Italia, uno dei concorsi fotografici più importanti al mondo con mostra e cerimona del premio finale a Londra portando così alla ribalta internazionale il millenario simbolo della città di Enna. Mazzeo ha definito il Venerdì Santo ennese “un patrimonio di così immenso valore, storico, religioso, antropologico, culturale che forse neanche gli stessi ennesi se ne rendono conto.” Il WPO la massima rappresentazione fotografica in cui si delineano la filosofia e le nuove frontiere fotografiche. Prodotta dalla World Photography Organisation (WPO) nella scorsa edizione vi hanno partecipato 183 paesi, con oltre 80.000 fotografi e oltre 230.000 fotografie. Nei mesi estivi Salvatore Mazzeo è stato a Enna incontrando i rappresentanti del Collegio dei Rettori delle Confraternite con in testa il Presidente Ferdinando Scillia e con cui sono stati delineati gli aspetti organizzativi della mostra che sarà organizzata in occasione della Settimana Santa con molta probabilità alla Galleria Civica. “Per il Collegio dei Rettori e ancor di più per tutti noi ennesi è uno vero piacere potere ospitare una mostra di questo grande professionista quale è Salvatore Mazzeo – afferma Ferdinando Scillia – è indubbio che il suo scatto sul nostro Venerdì Santo che gli ha fatto vincere questo prestigioso premio, ha dato anche alla nostra Settimana Santa una grande visibilità e notorietà di caratura mondiale”. “Quello di Enna è stato un viaggio intenso, intimo, impegnativo quanto straordinario per la partecipazione religiosa di un popolo così ancora legato alle tradizioni e alla propria identità culturale – commenta parlando del Venerdì Santo – un evento che vale da solo il viaggio, ricco di momenti che meritano un fermo immagine per poterli ricordare e tramandare – raccontava lo scorso anno parlando della foto scattata – ma quello che mi hanno particolarmente colpito sono il “sacro silenzio” e la “sobria eleganza” durante buona parte del rito unitamente alla grande, ma discreta, partecipazione del popolo. Ma c’è una cosa su tutte che mi ha colpito. Una cosa che difficilmente dimenticherò. Le bambine vestite da giovani suore in onore della “Passione di Cristo”. Sono loro insieme alla sincronia dei movimenti dei portatori delle “Varie” i veri protagonisti e la “sintesi” del Venerdì Santo di ENNA. Il Sacro volto di ENNA” è anche il risultato di quella “straordinaria macchina religiosa” ENNESE ancora capace di stupire ed affascinare con la sua intima spiritualità e per tal motivo orgoglio non solo siciliano ma nazionale”

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