Enna il segretario cittadino Udc Michele Macaluso su esito crisi al Comune di Enna

Una riflessione sull’esito della crisi al Comune di Enna perviene da parte dell’UDC per bocca del Commissario Provinciale del Partito Michele Macaluso.
“Inizio con il riportare una citazione, (se non ricordo male appartiene al Presidente Ciriaco De Mita), che può non piacere ma che io condivido : la politica esige pensiero, la categoria di modernità non è una categoria di merito.
Oggi sono state calpestate tutte le regole della politica, assistiamo da una parte ad un inizio di percorso comunale caratterizzato dalla novità del c.d. civismo che ha visto il sindaco di Enna, vittorioso, cavalcare le liste civiche che lo appoggiavano e successivamente, dall’altra, a seguito del suo tesseramento al PD, (Partito contro il quale era stata imperniata la campagna elettorale) e quindi con il conseguenziale allargamento della maggioranza consiliare solo ai consiglieri di opposizione del PD di Renzi, un ritorno ai partiti politici tanto vituperati all’inizio del cammino ! Se tutto questo può essere inserito nella categoria di modernità, nel nome del quale tutto è comprensibile e giustificabile, significa pure che non si ha un pensiero politico da portare avanti e non basta affermare che il programma è quello che conta di più o che gli amministratori sono, pur tuttavia, dei bravi ragazzi ! Non basta, non è giustificabile, la gente non capisce, si tratta di una iniziativa personale del singolo o di una iniziativa politica ? Le persone, se pur brave, da sole, non possono essere considerate punti di riferimento certi nel tempo, ma solo una delle componenti importanti della politica, ma non le uniche e le loro inziative se non hanno una giustificazione politica ragionata e coerente, sono da considerarsi di appartenenza esclusivamente del singolo.
Tutto ciò stride con i canoni della politica, anzi è la non politica che si fa scudo della politica per giustificare i cambiamenti. I cambiamenti, in realtà, ci sono sempre stati, compito della politica è stato quello di saperli governare. Se oggi questi cambiamenti ci appaiono complessi e confusi, è perché la politica non li governa. E’ evidente, quindi, che è necessario che ritorni la politica, assente dal lontano 1994, con il rispetto delle regole e soprattutto perseguendo la coerenza, altrimenti l’operato del Sindaco e l’accondiscendenza dei consiglieri che saranno chiamati a formare la maggioranza di governo della città, potrebbero essere considerate il frutto di alchimie tendenti ad un unico scopo che non è il raggiungimento del bene comune, ma “sic et simpliciter”, la conservazione della poltrona a qualsiasi costo !
Per mia indole appartengo alla categoria dei moderati e ho rispetto delle opinioni di tutti e grazie alla mia età e alle mie esperienze di vita politica non sono portato a scandalizzarsi facilmente, ma per favore, non mi si venga a dire che chi critica il Sindaco è di conseguenza contro la città, perché questa affermazione è la sintesi di una logica bizzarra che non sta né in cielo né in terra, lasciamoli a Renzi questi inutili, assurdi e improponibili sillogismi !
Cosa ha tenuto fermo il primo cittadino, per più di quattro mesi, dal nominare gli assessori al posto di quelli defenestrati e usciti anche dalla c.d. maggioranza di governo ? E cosa, oggi, lo giustifica politicamente a proporre nuovamente queste poltrone alle stesse liste da cui provenivano quelli defenestrati ? Non solo, ma con quale “animus” e quale coerenza politica i neo consiglieri di maggioranza del PD Renziano sposeranno la realizzazione di un programma che appena due anni orsono si presentava in contrapposizione a quello da loro sostenuto in campagna elettorale se non la loro “folgorazione di massa” sulla via di Damasco ?
La riflessione, invero, è sempre condizionata dal dubbio, ma non il dubbio dell’incertezza, il dubbio della comprensione, ed è difficile capire qual è il “leitmotiv” che lega questi avvenimenti tra di loro se non lo stato confusionale e la poca linearità di una crisi nata male e finita peggio, e risolta non nell’interesse pubblico ma “pro domo sua” !

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