Enna il “Re” della Pizza Pepata Paolo Pavone: “Il mio sogno lavorare tutti insieme collaborando e sempre con il sorriso”

La storia di una comunità la si racconta anche attraverso l’arte culinaria. E un pezzo importante di storia degli ultimi 50 anni della città di Enna e di uno dei suoi quartieri più caratteristici come “A Chiazza” la si può raccontare attraverso un punto di riferimento di arte culinaria per diverse generazioni come la rosticceria Pavone. Nata nel 1971 da Francesco Pavone che dopo l’esperienza da chef in diversi ristoranti ennesi decise di mettersi in proprio, oggi è gestita dal figlio Paolo. Ma le sue prelibatezze come gli arancini, i calzoni fritti ma in particolare la pizza pepata definita in modo scherzoso ma che però identifica il legame che c’è con il territorio “patrimonio dell’umanità”. “Sentire questi attestati di stima sul nostro operato storia e famiglia non può che farci piacere – commenta – significa che in questi quasi 50 anni abbiamo cercato di fare il meglio ed anche se non abbiamo nessun timore delle novità siamo molto legati alle tradizioni. Utilizziamo sempre gli stessi prodotti e per quello che vediamo dai clienti che vengono e quello che ci viene detto questo modo di fare paga. Anche nei momenti di crisi siamo riusciti lo stesso ad andare avanti ed a mantenere la nostra clientela”. A proposito di novità in questi giorni è sorta un “dibattito” sui social sul probabile arrivo in città di una importante catena di Fast Food. Chi è favorevole chi è contrario. Tu cosa ne pensi. “Io sono da sempre convinto che la nostra città ha bisogno di aprirsi all’esterno e ritornare quella che era negli anni 80 quando era un punto di riferimento da un punto di vista commerciale non solo per la provincia di Enna – dice – e quindi ben venga qualsiasi novità che possa fungere da attrattiva. Poi io rimango dell’avviso che la gente avrà una opportunità in più per scegliere e quindi poi tutto si stabilizzerà. C’è chi apprezzerà le novità chi sceglierà la mia pizza o l’arancino di altri colleghi. Il mercato poi regolerà tutto. Noi continuiamo per la nostra strada. Insomma la concorrenza fa bene”. Tu sei stato uno dei promotori della nascita dell’Associazione di quartiere A Chiazza che punta alla promozione e valorizzazione di questo angolo caratteristico della città. “Io sono molto legato a questo quartiere perchè da sempre il nostro luogo di lavoro e dove ci trascorro come altri miei colleghi commercianti anche 16 ore della giornata. Mi ricordo che nei momenti felici quando tutta la via pullulava di attività si respirava una bellissima aria tra noi commercianti di diverso settore e c’era un forte senso solidaristico e ci si voleva bene. Ecco il mio primo intento per cui sono stato favorevole alla nascita dell’Associazione non è solo quello della promozione e valorizzazione per un rilancio solo economico, ma sopratutto di valori. Dobbiamo ritornare a volerci bene, dobbiamo andare a lavorare con il sorriso perchè sicuramente la giornata si affronta in un altro modo a prescindere dai problemi che ci sono quotidianamente perchè opera nel commercio come noi. Tra noi del quartiere ma non solo dobbiamo cercare di vivere volendoci prima di tutto bene e rispettandoci”.

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