Enna, il Comitato Tutela Ambiente e Salute “Vogliamo sapere la verità sulla miniera di Pasquasia”

Il COTAS, Comitato Tutela Ambiente e Salute ha incontrato cittadini ed associazioni sulle emergenze ambientali nel territorio di Enna.

Venerdì 27 febbraio si è svolta la riunione organizzata dal CO.T.A.S. Comitato Tutela Ambiente e Salute, che ha visto la presenza di cittadini e rappresentanti di diverse associazioni ennesi che hanno affrontato il tema scottante delle emergenze ambientali.

I temi trattati Miniera di Pasquasia, Parchi Eolici ed Osservatorio Tumori, Ambiente e Salute.

Relatori sono stati Tonino Palma, Presidente del CO.T.A.S. e Giuseppe Amato in rappresentanza di Legambiente.

Il primo argomento trattato da Tonino Palma ha riguardato la cronistoria delle vicende legate a Pasquasia, dall’inizio delle attività estrattive ai nostri giorni, sono state passate in rassegna le due tesi discordanti, oltre a quella ufficiale, sui possibili motivi che hanno portato alla chiusura della miniera: una è quella riconducibile a fattori commerciali, ovvero al prevalere degli interessi delle multinazionali del “Magnesio”, l’altra è quella relativa allo stoccaggio di scorie radioattive.

Durante l’intervento sono state proiettate le slides relative ai documenti pubblicati su riviste scientifiche, articoli di giornale, interrogazioni parlamentari, è stato preso atto delle varie inchieste nate attorno alla controversa storia della miniera e delle indagini che hanno riguardato lo stoccaggio di rifiuti tossici nell’area superficiale, amianto e olii dielettrici, delle opere di bonifica iniziate nel 2013 e bloccate dopo alcuni mesi per il sequestro del sito ad opera della Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta che ha avanzato ipotesi di reato relative a traffico illecito di rifiuti tossico nocivi, associazione per delinquere finalizzata alla frode in pubbliche forniture e vari reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica.

Si è preso atto dell’ennesima vicenda che ha portato all’avvio delle indagini dei carabinieri del N.I. di Enna e del N.O.E. di Catania che hanno portato alla scoperta di un deposito in cui sono stati sequestrati quattro autotreni con lastre di cemento amianto rubate nel sito di Pasquasia e alla notifica di una serie di avvisi di garanzia ai responsabili della ditta aggiudicataria dell’appalto di 20 milioni per la bonifica dall’amianto e dagli olii dielettrici, ad alcuni responsabili di cantiere e sub-appaltatori e ad altri pubblici ufficiali.

A seguire Palma ha prospettato la necessità di costituire ad Enna l’Osservatorio Tumori, Ambiente e Salute, per poter prendere in esame gli effetti che eventuali fattori di rischio ambientale possono avere sulla salute, per svolgere attività di indagine conoscitiva, di informazione e di prevenzione a tutti il livelli.

Il successivo intervento di Giuseppe Amato ha messo in luce il rischio connesso alla realizzazione di impianti eolici nel territorio di Enna, almeno di quelli che sono in attesa di autorizzazione e che, da un’attenta analisi, risultano poter incidere negativamente sull’assetto idrogeologico, sul contesto naturalistico ed ambientale dei luoghi e su una serie di ulteriori fattori che sono stati esposti con perizia e precisione.

Amato ha presentato in particolare uno studio dettagliato sugli effetti che uno di questi impianti, quello di Monte Stella nelle contrade di Rossomanno e Mandrascate, potrebbe avere sulle aree in quanto in prossimità di un sito archeologico, di un Sito di Interesse Comunitario, di boschi, di falde acquifere e pozzi che riforniscono acqua potabile alle città limitrofe.

E’ stata presa in esame anche la mappa dei flussi migratori e l’incidenza delle pale eoliche che ricadono lungo le traiettorie di molte specie che da anni attraversano le nostre zone e che rischiano di impattare in questi impianti.

Il dibattito scaturito dagli interventi ha messo in luce la necessità di una mobilitazione efficace e costante, supportata da elementi tecnici non facilmente confutabili.

E’ stata evidenziata l’opportunità di portare a sintesi, di mettere in rete e condividere i lavori svolti dalle varie associazioni in tema ambientale ed è stata ribadita l’importanza di un approccio qualificato, con il dovuto rigore scientifico ed il corretto supporto tecnico, per poter affrontare in maniera efficace i delicati temi che riguardano le emergenze ambientali e la salute.

A tal fine è scaturita la proposta di costituire un gruppo di lavoro congiunto, con esperti e professionisti delle varie associazioni, in grado di verificare con continuità gli impatti che potrebbero avere gli atti autorizzatori che riguardano il territorio, in modo da poter dare supporto, suggerimenti e di orientare le scelte degli organismi territoriali che si occupano di pianificazione territoriale e di difesa dell’ambiente.

Relativamente alla Miniera di Pasquasia, gli intervenuti hanno condiviso la proposta di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Enna con tutti gli elementi fin qui raccolti, al fine di accertare in maniera definitiva e con il rigore scientifico necessario la verità su quello che c’è nel sottosuolo, nella speranza che le paura possano essere dissipate e si possa parlare finalmente di riapertura e di sfruttamento economico della miniera.

Contestualmente è stato deciso che il CO.T.A.S. si costituirà parte civile nell’eventuale processo che scaturirà dalle indagini in corso, assieme a tutti i cittadini e le associazioni che faranno pervenire la propria adesione nei prossimi giorni.

Sull’Osservatorio Tumori tutti hanno concordato sulla necessità della sua istituzione, per cui nei prossimi giorni verrà richiesta la sottoscrizione del relativo protocollo d’intesa a COTAS, RTI, ASP, ARPA KORE e Ordine dei Medici.

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