Enna, il Comitato promotore per i diritti dei Cittadini sulla chiusura del convento delle Canossiane

LE CANOSSIANE AD ENNA
Fra qualche mese purtroppo con amarezza le canossiane di Enna ci lasceranno definitivamente. come si sa arrivarono ad Enna il 23 gennaio del 1912 e furono i primi in Sicilia, per volere della famiglia Grimaldi Geracello, in aiuto per due figlie sordomute, che venuti a conoscenza che le canossiane nella loro capitale a Brescia già si occupavano fra l’altro, di persone di quelle condizioni, li invitarono a stabilirsi anche ad Enna.
All’inizio furono ospitati in una casa di proprietà dei Geracello, successivamente dal 1922 vennero alloggiati fino ad oggi, alla sua chiusura, dove attualmente si trovano.

Si rende necessario ricordare l’origine del locale chiamato il Collegio di Maria. Nasce come Monastero della Madonna delle Grazie, istituito nel 1626, da Costanza Casale, moglie di un altro benefattore Francesco Rotondo che fondava a Castrogiovanni il Collegio della compagnia di Gesù per favorire l’attività di educazione ed istruzione (1514-1616). Il monastero fu instaurato sull’antico palazzo del facoltoso Niccolò Cannarozzo. Ma dopo la soppressione del collegio dei Gesuiti, (1767) le moniali del Monastero di S. Chiara istituito dalla pia donna Arcangela Bonaccolta nella propria casa, nel XVl secolo, si unirono con quelle del monastero della Madonna delle Grazie, poiché erano della stessa regola francescana di S. Chiara ed ottennero l’ autorizzazione dal vescovo Diocesano di Catania Monsignore Deodato per unirsi in quei locali.

Mentre nel locale dove vi era stato il monastero di santa Maria delle Grazie fu trasformato e sorse il Collegio di Maria, per volere e la generosità del nobile Croce Felice Petroso, con un suo testamento del 14-10-1758 per gli atti del notaio Francesco Maria Planes di Castrogiovanni e pubblicato il 6-3-1759,che il Petroso lasciava tutto il suo feudo di Ramursura alla morte della moglie, erede universale, che si prefiggeva l’educazione e l’istruzione di donzelle del popolo, alle quali s’impartiva, fra l’altro, l’insegnamento dei lavori artigianali e domestici. Il collegio fu inaugurato l’1-8-1779, dal Vescovo di Catania.

Anche il Sac. Pietro Lodato nel 1861 istituiva eredi universali di tutti i suoi beni il Collegio di Maria.
Nella prima guerra mondiale, il locale venne occupato dalle truppe ed in tale epoca, le Collegine superstite si estinsero per la loro tarda età. così vennero a cessare del tutto le funzioni del Collegio(verbale del 12-2-1921).
Questo, una volta sgombrato dai soldati, restò vuoto e si ridusse per l’abbandono, in uno stato deplorevole, per cui il Genio Militare credette di indennizzare il collegio con una magra rivalsa.

Una canossiana, Madre Virginia Giannini il 15-8-1981 scriveva sul “Collegio di Maria, che nel 1912 aveva
l’entrata… buia e col pavimento al naturale (terra battuta)… la chiesa era stile barocco, anche il pavimento… il Collegio in tempo di guerra era diventato caserma militare e la chiesa scuderia…,,

(si riportano i testi dei libri degli autori citati: di padre Marotta, “scritti sulla parrocchia di S. Tommaso Apostolo di Enna”; di Angelo Vetri, “Toponomastica di Enna”; di Ettore Liborio Falautano. “Monografia di Castrogiovanni,”; di Giuseppe Candura, “storia di Sicilia – Enna – Castrogiovanni – Urbs tnespugnabilis”).

Considerazioni, ci sorprende che dalle notizie di stampa si viene a sapere che i proprietari dei locali sono le Canossiane.
Con quale motivazioni questo diritto? E’ giusto che sia conosciuto. E non possono mai essere quello dell’uso capione, perché in tal caso, non è possibile, sia perché non vi sono scadenze per proprietà del demanio, (cc. art. 828), sia perché in tal caso non sono stati ubicati le canossiane in quel locale dal 1912 quando arrivarono ad Enna, perché là furono alloggiati dal 1922, come risulta dagli atti.

Si spera che le Istituzioni in indirizzo vogliano chiarire alla cittadinanza a quale titolo diventano proprietari le canossiane e disporre nel caso della vendita dei locali.

Si rimane in attesa di un cortese riscontro.

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