Enna, il Comitato promotore per i diritti dei cittadini su situazione economica Suore Canossiane

Dalle notizie apprese dalla stampa è scandaloso oltre che ingiusto che le Canossiane sono costrette a vendere i cimeli importanti oltre che i pianoforti per debiti verso il Comune.

Si ritiene che occorre intervenire subito per rimediare, perché gli oggetti in vendita restano qui ad Enna, per
la memoria storica di un secolo, iniziata nel gennaio 1912, proponendo, di istituire un museo nello stesso locale contemporaneamente alla definizione della proprietà dello stesso o momentaneamente di essere ospitati in qualche altro locale religioso fino a quando non si trovano soluzioni migliori.

Intanto si ritiene che le SS. LL. intervengono subito per bloccare le vendite (o svendite?) per pagare i debiti,
nello stesso tempo l’Amministrazione comunale, trovare le giuste soluzioni per tamponare il pagamento dei debiti arretrati.

Non mortifichiamo la storia di Enna, custodiamo il patrimonio culturale religioso che ci appartiene, rendiamo omaggio ed onore a chi ha dato tanto a tantissimi cittadini ennesi, perché chi per un motivo o un altro siamo stati presenti nell’Istituto, educati di tutte le varie attività, da quelle religiose dalla prima comunione e della cresima a quelle scolastiche e asili, dai lavori artigianali a quelle culturali, attraverso tante canossiane per l’assistenza a tutte le attività, che si sono dedicate con amore per la città, financo di avere una tomba propria al cimitero di Enna per essere seppellite e restare anche da morti qui.

Confidiamo urgentemente nelle SS. LL. per intervenire presto per evitare che si disperda questo preziosissimo patrimonio importante, purtroppo dopo l’amarezza di avere perduto per sempre l’Istituto Canossiano ad Enna che fu il primo istituto in Sicilia, che sono venuti per interessamento della famiglia Grimaldi Geracello nel gennaio 1912.

Salviamo la dignità storica e il ricordo infinito di quello che hanno rappresentato le canossiane ad Enna e per quello che hanno dato anche come assistenti dell’Orfanotrofio dall’8 gennaio 1915 fino alla chiusura il 13 settembre 1983.

L’appello che i cittadini fanno ai rappresentanti della collettività ennese è di salvare questo patrimonio della città.

Speranzosi di un risultato positivo, distintamente saluta.

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