Enna, il Comitato promotore per i diritti dei cittadini su importanti ricorrenze da non dimenticare

Alcune ricorrenze da ricordare:

– Quest’anno compie 500 anni l’opera di scultura del 1515 della Madonna della Consolazione che si trova nell’altare maggiore della Chiesa di S. Tommaso, l’ipotesi, da documenti pare sia sorta la chiesa, nel dodicesimo secolo. L’opera della Madonna fu scolpita da carrarese Giuliano Mancino. Il critico d’arte Vittorio Sgarbi visitando la chiesa e vista la scultura della Madonna disse: “una delle sculture più rilevanti dell’arte mondiale”.

– Nel 1815 esce a Palermo il primo giornale che parla diffusamente di Castrogiovanni il “GiornalePariottico”

– Nel 1895 inizia una pubblicazione settimanale con il titolo “ La libertà” stampato nella tipografia Scandaliato, costava cinque centesimi. Il giornale d’ispirazione monarchica che aveva come presidente onorario Francesco Crispi, era polemico e attaccava la politica di Napoleone Colajanni e dei suoi sostenitori.

– Sempre nel 1895, usciva un altro settimanale “L’Enna”, che sosteneva e propagandava la politica di Napoleone Colajanni. Stampato nella tipografia Scandaliato, con il costo di cinque centesimi

– Negli anni 1924-25 esce un settimanale “satirico, umoristico, dinamico, futurista schioppettante” con il titolo “D’Artagnan”, stampato nella tipografia Arengi e Coppola. In una copia del giornale, per evidenziare lo stato di abbandono del quartiere di fundrisi scriveva: “Li Funnurisi suna una contrada, unni un si vidi mà, lusciu di luna, la strada iè fitusa e malandata e sunu ancora cu li lampiuna”. La luce elettrica nella città era stata già realizzata nel 1923. Il giornale propugnava il progresso della città, conteneva poesie di Alfredo Rutella.

– Nel 1945 inizia la pubblicazione di un quindicinale “Roccia Viva” organo dell’Azione cattolica. Si stampava nella tipografia Arengi. Diretto da Santi Marotta con la collaborazione di Giuseppe Fiammetta e dell’allora padre Napoli.

– 9-11-1935 viene inaugurata la fontana del Belvedere con la statua del “Ratto di Proserpina”.

– 8-1-1915 L’Orfanotrofio femminile, fondato da Costanza Casale a suo spese nel 1624, viene retto dalle Canossiane.

– Durante la guerra del 1915, muoiono il Cap. Alberto Colajanni nipote di Napoleone e l’armerino Gen. Antonio Cascino e gli vengono intitolate delle vie.

– Nel 1985 viene istituito il premio “Euno” dal Kiwanis.

– Nel 1985 viene istituito il coro della Madonna della Visitazione.

– Nel 1985 avviene l’apertura del museo archeologico.

– Nel 2005 vengono girate alcune scene ad Enna del film “Tre giorni di anarchia”.

– Il 14-5-2005 il Consiglio comunale nomina cittadini onorari: Rocco Lombardo,Liliana Ilici, padre Pietro, Roberto Speciale.

– Giuseppe Petroso fu capitano di giustizia di Castrogiovanni nel 1745-46.

– Nel 1545 gli abitanti di Enna erano 20.000.

– Nel 1805 nasce Angelo Varisano, patriota garibaldino e generoso finanziatore dell’impresa dei “Mille”. Ospitò per 3 giorni nel suo palazzo Giuseppe Garibaldi nell’Agosto 1862.

– Ottavio Catalano, peritissimo nella musica, eletto dal Pontefice Paolo V direttore dei cori della cappella pontificia, autore di un libro dedicato al Pontefice, scrisse, fa altro i “Sacri effetti” nel 1625.

– Dal 1755 al 1758 Castrogiovanni fu afflitta dalla carestia, per cui il vicerè Fogliani cercò di non far gravare sul popolo, nuove contribuzioni e supplì alle spese straordinarie con gli avanzi dei patrimoni civici.

– Nel 1525, in seguito alla terribile pestilenza, gli ennesi compresi gli esuli di Fundrò, Gatta e Rossomanno che abitavano dal 1396 i quartieri di Fundrisi, Pisciotto e S. Matteo e S. Giovannello, in forma penitenziale si recarono al Duomo per invocare la Madre SS. della Visitazione. Di fronte a quella grave e preoccupante situazione gli abitanti di Castrogiovanni alta, (perché il paese era così diviso), decisero di abrogare la distinzione con gli esuli di quei quartieri, “considerandoli in tutto uguali a loro”. L’avvenimento viene ricordato dalla funzione della Paci e dalla Spartenza.

– Nel 1575 il cappellano della chiesa di S. Giovanni in ringraziamento di altro periodo di pestilenza fece fondere la campana più grande e la città fece voto di fabbricare una chiesa col titolo Maria delle Grazie, che sorse col suo dormitorio sotto Portosalvo (fuori della Porta di S. Calogero), ove per ricordare tale beneficio, l’ottava di Pasqua di ogni anno, il popolo vi concorreva a sciogliere i voti di ringraziamento.

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