Enna, il Comitato Promotore per i Diritti dei Cittadini su anniversario nascita Napoleone Colajanni

QUEST’ANNO FRA LE PIU’ IMPORTANTI RICORRENZE VI E’ LA NASCITA DI NAPOLEONE COLAJANNI
Centosettanta anni fa il 27 aprile 1847 nasceva Napoleone Colajanni figlio di Luigi, l’indimenticabile rivoluzionario per la causa dell’Unità d’Italia, animatore e cospiratore assieme al barone Angelo Varisano.
Cresciuto Napoleone da quei sentimenti del padre, nel 1860, con lo sbarco dei Mille passando da Enna ancora 13enne scappò di casa per raggiungere Garibaldi, ma venne riportato a casa da un amico di famiglia che lo incontrò a Villarosa.
Altra fuga fu il 13-8-1862 nel battaglione Menotti con Garibaldi di nuovo ad Enna, ospite per tre giorni nel palazzo Varisano. Colajanni fu ferito al tallone ad Aspromonte, catturato e tradotto in diversi carceri. Accostarsi a Napoleone Colajanni con l’intento di descriverlo, studiarlo, trarne valutazioni complessive è sicuramente difficile per la poliedricità del personaggio per la pluralità di interessi che contrassegnarono la sua vita. Scrittore, politico, sociologo sono momenti diversi ma nel contempo unificati dell’uomo Colajanni.
Ci si trova di fronte ad una figura complessa, fortemente impegnata in vari campi di ricerca di problemi, dalla pubblica amministrazione alla riforma delle Istituzioni, ai fenomeni di malcostume, alla mafia e alla “questione meridionale”.
Fu Consigliere e Assessore comunale. Da Deputato nel 1891 (eletto dal 23-11-1890 fino alla sua morte 2-9-1921), fra le sue molteplici iniziative parlamentari, propose una legge mineraria che prevedeva l’istituzione di scuole minerarie e di assicurazioni per i lavoratori.
Difese i “carusi” delle zolfare; sollecitò il completamento della rete ferroviaria isolana con linee di collegamento.
Nel 1892 sollevò alla Camera dei Deputati la questione del nuovo catasto. Nello stesso anno, a maggio, si dimise da Deputato perché la residenza a Roma era molto costosa e le sue condizioni economiche si erano aggravate (i Deputati allora non avevano indennità).
Ma la “Gazzetta Piemontese” poi diventata LA STAMPA, deplorò che un tale uomo dovesse dimettersi per povertà dalla vita politica.
Ma dopo una lettera inviata al GIORNALE Dl SICILIA per fare appello ai cittadini, questi s’impegnarono a garantirgli i mezzi di sussistenza e lo elessero plebiscitariamente.
Il 20-12-1892 denunciò alla Camera lo scandalo della Banca Romana, autorizzata all’emissione, che aveva stampato doppia serie di cartamoneta per 40 milioni di lire e pose alla “gogna i dilapidatori del pubblico risparmio”.
Vari Deputati lo accusarono di indebolire il credito italiano e di irriverenza. Il Colajanni rispondendo alle varie accuse ribatte “Che colpa ne ho io se tralignarono?”.
Successivamente da questo scandalo nacque la Banca d’Italia. Fu, tra i protagonisti in difesa dei lavoratori dei Fasci Siciliani che furono repressi dal Governo Crispi.
Nel 1895 fonda la sua RIVISTA POPOLARE dopo che si era dimesso da corrispondente del giornale “L’Italia al Plata”, perché si era rifiutato di scrivere un elogio a Crispi, rinunciando così a 400 lire mensili.
Fu sfidato il 18-8-1895 ad un duello al Bosco dei Portici con il Deputato Aurielo Casale che l’aveva ingiuriato per lettera, perché Colajanni aveva accusato in un articolo nel “SECOLO” di servilismo il Parlamento nella seduta dell’ 31-7-1895 e la maggioranza tentò di linciarlo.
Nel 1910, in dissenso con i suoi elettori sulle elezioni provinciali, si dimise da Deputato, deplorando che “il corpo elettorale del suo collegio mette con entusiasmo nel negare criteri morali, sincerità è carattere”.
Fu rieletto plebiscitariamente il 24-7 ma continuò ad insistere sulle dimissioni e quando anche il Sindaco lo esortava di non dimettersi comunicando la sua candidatura rispose: ,,… certe ferite, certi dissidi morali, non si risanano con i voti… prego di far conoscere irrevocabile decisione, non riaccettazione mandato…”.
E ancora rieletto il 9-1-1911, tutto il collegio elettorale lo esortò a non ritirarsi dalla vita politica e, commosso decise di riaccettare il mandato.
Nel 80″ anniversario della sua morte il 6-10-2001 il Rotary di Enna commemorò Napoleone Colajanni con una manifestazione nella Galleria civica, con mostre e interventi oratorie, tanto che le Poste Italiane emesse nell’occasione un annullo postale.
Alcuni anni fa fu organizzato dal Comune di Enna un Convegno sulla figura di Napoleone Colajanni che durò alcuni giorni e vennero studiosi da tutta l’Italia. Il 22-9-1922 fu inaugurato un monumento alla sua personalità.
Non appena gli Istituti scolastici furono dal Ministero della Pubblica Istruzione invitati a darsi una denominazione, il 30-1-1921, il Collegio dei Docenti del nuovo Ginnasio, istituito il 24-9-1891 con R. D. n.581, decise all’unanimità che venisse intestato a Napoleone Colajanni, raro esempio di riconoscimento di valore e gratitudine verso un cittadino ancora vivente, il quale ebbe sempre a cuore le condizioni sociali e culturali del suo paese.
Nel verbale della seduta fra l’altro si trova scritto la motivazione, dal discorso del Presidente prof. Palermo Parera Girolamo: “… Napoleone Colajanni, figlio di un emigrato politico, fu con Garibaldi soldato volontario della nostra indipendenza, è stato sempre assertore della libertà nel Parlamento e nel Paese, posponendo sempre, ed ormai da solo tra tanti mercanti del Tempio, ogni interesse proprio, sia economico, sia elettorale, ai supremi interessi della Patria… il nome di Napoleone Colajanni deve richiamare allo spirito dei giovani alunni il simbolo di perfetto cittadino; oggi specialmente che nella crisi morale che travaglia la coscienza nazionale, si sono offuscati, e quasi capovolti tutti i valori della vita…”.
Facciamone sempre un simbolo di orgoglio per la nostra città, anche istituendo un premio da intestare a Napoleone Colajanni a livello scolastico in occasione del 170° anno della sua nascita. ln attesa di iniziative in proposito si inviano distinti saluti.

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