Enna, il Collegio di Maria diventa un B&B…?

Il Collegio di Maria diventa un B&B?

E’ ormai certo: il prossimo mese di giugno chiuderà definitivamente l’Istituto Canossiano di piazza San Tommaso. Per evitare l’ennesimo scippo alla città, da qualche tempo si registrano varie iniziative portate avanti da un comitato a cui hanno aderito tanti cittadini abitanti nella zona e diversi commercianti. Ci sono stati incontri con il Vescovo e con i vertici romani delle Madri Canossiane ma senza risultato. Sembra proprio che le poche suore rimaste non siano più in grado di mantenere la struttura né pagare le utenze, tanto che da un po’ di tempo hanno cominciato a vendere le suppellettili e gli oggetti di maggior valore di proprietà dell’Istituto.
Mantenere la struttura, per Le Figlie della Carità seguaci di Maddalena di Canossa, è divenuto ormai impossibile e la chiusura del Convento, annunciata in un primo momento per il prossimo dicembre, pare sia invece imminente. Enna sta per perdere un’Istituzione plurisecolare nata per volontà del nobile Felice Petroso barone di Ramursura, che nel suo testamento del 1758 disponeva il lascito del suo feudo “per l’erezione di un Collegio di Maria… da servire per l’educazione ed istruzione della gioventù della città” (tratto da “Il Campanile” –Il Collegio di Maria-). All’Inizio l’opera pia fu affidata alle Vergini Convittrici della Sacra Famiglia, dette suore collegine e ciò fino alla prima guerra mondiale quando l’Istituto fu trasformato in caserma e le poche religiose ancora presenti, si estinsero del tutto. Nel 1922 il Collegio di Maria fu, infine, affidato alle Madri Canossiane presenti a Castrogiovanni fin dal 1912.
Il prossimo mese di giugno tutto ciò avrà termine ed un’Istituzione, che ha segnato la storia di questa città per circa 250 anni, cesserà di esistere. Il vecchio e glorioso Collegio di Maria, durante la sua lunga esistenza, molte volte si è trovato in difficoltà non di poco conto, ma sempre era riuscito a risollevarsi e a proseguire nella sua opera in favore dei giovani. Stavolta, nonostante le belle intenzioni e i nobili intenti di quanti hanno cercato salvarlo, prevedendo, anche senza le suore, un suo utilizzo per scopi e finalità sociali, sembra proprio che la sua fine sia segnata.
Secondo alcune voci, che in questi giorni circolano sempre più insistentemente, pare che l’Istituto stia per essere o, addirittura, sia già stato acquistato da alcuni imprenditori che lo trasformeranno in una struttura ricettiva. Se la notizia si rivelasse vera, sarebbe davvero triste dover assistere ad un altro scempio di un pezzo della nostra storia e si potrebbe addirittura pensare che le difficoltà delle suore, siano state in qualche modo pilotate e rese insormontabili da chi, grazie al silenzio delle Istituzioni e alla mancanza dello strumento urbanistico che non riesce mai a venire alla luce, abbia solo voluto montare la solita ennesima speculazione.

Michele Pirrera

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