Enna I Veglioni di Carnevale di allora.

I Veglioni di Carnevale di allora.

È tempo di carnevale… è tempo di veglioni. Un binomio, questo, che Enna (allora Castrogiovanni) sposò sin dalla seconda metà dell’Ottocento, appena qualche anno dopo l’inaugurazione del Teatro Comunale avvenuta nel 1872. Una città, la nostra, dove durante il carnevale del 1949, ricorda ancora qualcuno, furono organizzati ben ventuno veglioni (compreso quello di fine anno e oltre quello di mezza quaresima). La platea del teatro veniva trasformata in una grande pista da ballo (una pedana in legno, infatti, prendeva il posto delle poltrone della platea) e il palcoscenico veniva in parte occupato dalle sedie e dai leggii dell’orchestra che suonava ininterrottamente fino all’alba.
“I professori di Orchestra suoneranno ballabili senza interruzioni, durante tutta la notte” era scritto nel manifesto che gli organizzatori fecero affiggere nel primo “Programma dei Veglioni” datato 25 febbraio 1876, affisso nel foyer del teatro, cui fa cenno Rocco Lombardo nel libro “Il Teatro Sospirato” (ed. Fontana, 2001). E nel manifesto del 1884 (nella foto), conservato nell’archivio storico comunale, vennero annunciati “tre veglioni nelle sere del 17, 24 e 28 febbraio, con ricchi premi alle maschere dichiarate meritevoli dalla Commissione Teatrale”. Oltre ai palchi (lire 6 in prima fila, lire 8 in seconda e lire 4 in terza) l’ingresso venne fissato in lire una. Alle donne era consentita l’entrata gratuita. I Veglioni ebbero grande richiamo e un crescente successo anno dopo anno, ininterrottamente, per oltre un secolo, con due sole sospensioni dovute agli eventi bellici della prima e della seconda guerra mondiale. Quest’ultima sospensione durò solo pochi (anni perché già nel 1946, due anno e mezzo dopo la liberazione, si organizzarono nuovamente le serate carnevalesche e non solo al Garibaldi, ma in tutte le sale pubbliche fruibili in città (circoli, sale parrocchiali, dopolavori ecc.), insomma era una forsennata corsa al divertimento, forse…per dimenticare i giorni terribili della guerra con le sue privazioni. “L’ENAL (Ente Nazionale Assistenza Lavoratori), che già aveva iniziato la serie dei veglioni al Comunale, ha inaugurato anche i balli del periodo prettamente carnevalesco con un veglione organizzato la sera di giovedì grasso”: così il giornalista Nello Gandini iniziò il resoconto di quella serata in un articolo pubblicato sul giornale locale “Il Solco” del 28 febbraio 1946. “Circa l’orchestra, basta dire che si trattava dei ‘Diavoli Bianchi’ diretta dai maestri Creazzo e Assennato; una polka composta dal M° Assennato ha riscosso i più vivi consensi, un ‘valzer della neve’ lento e languido, ha incontrato il gradimento del pubblico”, scrisse ancora Gandini. All’orchestra dei ‘Diavoli Bianchi’, in auge in quegli anni, seguirono altre formazioni esibitesi al comunale. Tanti sono stati i complessi orchestrali che hanno allietato negli anni i veglioni al Garibaldi: le orchestre dei Maestri Buscemi e Madonia e poi quelle più recenti (per modo di dire) dei Maestri Colina, Peppe Di Dio, Nino Murgano (Morgan Jazz) e quella dei fratelli Puleo con l’Orchestra Azzurra. Si cimentarono anche orchestrine di dilettanti, riscuotendo consenso tra i giovani. “Un segno di entusiasmo […] ci danno cinque nostri giovani dilettanti – tutti studenti – che hanno costituito un piccolo complesso musicale: sono Aldo Puleo al pianoforte, Mario Malaguarnera alla chitarra elettrica, Alberto Sposito al contrabbasso, Angelo Bonasera al sassofono tenore, e Totò Restivo alla batteria […]. Hanno intitolato il loro complesso The Giants”: così lo stesso Nello Gandini, in un articolo del 20 marzo 1959, apparso nel Giornale di Sicilia, presentò quei giovani “innamorati” della musica. Quei giovani, oggi tutti noti e affermati professionisti, si esibirono con spirito goliardico, in serate di musica jazz, riscuotendo successi e apprezzamento per il loro talento. I tempi sono mutati, ma di giovani che si dedicano alla musica, o per studio o per diletto, oggi, per fortuna, se ne contano a decine. E comunque la voglia di divertirsi delle ragazze e dei ragazzi non è mutata. Ieri si frequentavano i veglioni, oggi si va per discoteche o ai pub per trascorre le serate. Non solo a carnevale.

(Articolo pubblicato nel libro di Salvatore Presti dal titolo: “Enna – Il filo della memoria” – edizioni Nova Graf, Assoro, 2013, pagine 238 per € 18,00 – ancora disponibile nelle librerie della città e nell’edicola Monaco di viale Diaz).

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