Enna, ha il suo “Re”, quello del Marranzano: Calogero Gugliotta

La passione abbinata alla storia in questo caso di un particolare ed unico strumento musicale come il Marranzano. E’ quanto porta avanti l’ennese Calogero Gugliotta non per niente chiamato il “Re del Maranzano”. Ventotto anni dipendente in un centro di accoglienza per immigrati, “La porta del mondo”, Calogero è appassionato di musica. I suoi strumenti preferiti sono le percussioni come il tamburo a cornice o Tammorra, il tamburo Medievale e percussioni varie. Non disdegna la chitarra acustica, classica ed elettrica. Ma poi quasi per caso scopre il Maranzano che diventa così il suo compagno di viaggio. Ma come nasce la sua passione per la musica? “Nasce facendo parte del gruppo del gruppo Folk Dazera – spiega – dell’Associazione La Rupe Centro Ricerche tradizioni culturali della presidente Ivana Antinoro, l’Officina Medievale e la compagnia Triskele”. Calogero tiene diverse collaborazioni anche se si esibisce anche da solo. “Proprio così – continua – mi esibisco da solo ma nello stesso tempo faccio parte anche di diversi gruppi come quello Folk de I Faijddi, l’Officina Medievale, la Compagnia Teatrale il Loggione. Inoltre faccio parte dello staff di “Bedda Radio e in più dell’Associazione Giosef che si occupa di scambi interculturali internazionali. Il genere musicale che porto avanti è quello della tradizione popolare siciliana, Folk e Medievale”. Ma come nasce la passione per uno strumento tanto conosciuto quanto poco suonato in particolare dai giovani come il Marranzano? “Facendo parte del gruppo folk Dazera , l’unico strumento che mancava nel gruppo era proprio il Marranzano – ci racconta – ne ho acquistato uno in un negozio di musica e piano piano lo iniziato ad esplorare lo strumento e di cercare di accompagnare la classifica tarantella siciliana”. Così sei diventato un vero professionista di questo strumento. Ed in Sicilia a suonarlo ed a studiarlo siete rimasti veramente in pochi. “Si in Sicilia siamo pochissimi a portare avanti questa tradizione – continua – a maggiore ragione a Enna. Dietro questo strumento c’è una vera cultura. Non è cosi facile suonarlo come si potrebbe pensare. La cosa principale è che bisogna avere tanto fiato ed i denti buoni. Fa parte degli strumenti a pizzico ed è Areofonico”. È il primo strumento che nasce in Sicilia. Il Marranzano Siciliano (Scacciapensieri Siciliano) u Mariualu a palermo, U Marauni a Catania, U Ngannalaruni ad Agrigento, è uno strumento che ha origini molto antiche nell’antico impero romano, Ma in Sicilia ma fu importato nel periodo tardo medievale. Il marranzano siciliano è uno strumento musicale idiofono costruito da una struttura di metallo ripiegata su se stessa a forma di ferro di cavallo in modo da creare uno spazio libero in mezzo al quale si trova una sottile lamella di metallo che da un lato è fissata alla struttura dello strumento e dall’altro lato è libera. Si suona ponendo l’estremità con l’ancia libera poggiata sugli incisivi (senza stringere troppo altrimenti sbatte la lamella) e pizzicandolo la lamella con un dito mentre si cambia la dimensione della cavità orale per regolare l’altezza dei suoni che può avvenire anche per mezzo di diversi posizionamenti della lingua .Il marranzano siciliano dovrebbe diventare un tutt’uno con il corpo del musicista. Bisogna però fare attenzione a non urtare la lamella contro i denti, poichè potrebbe procurare danni permanenti. Utilizzato con i canti dei carrettieri, il Marranzano Siciliano si abbina facilmente con i pezzi in chitarra dei cantastorie siciliani, che solevano allietare le giornate del popolo ai tempi in cui né televisione né radio potevano fornire cronache e notizie. Con la sua forma certamente non comune, con un suono che difficilmente risulta armonioso alle orecchie, questo strano strumento musicale che accompagna sempre i canti popolari dei carrettieri è divenuto un simbolo spettacolare e tipico della Sicilia. Il marranzano siciliano si abbina agli altri strumenti tipici delle sonate folkloristiche, quali il Friscalettu, ossia il flauto dritto a canna, U Bummulu, il recipiente di terracotta che emette un suono soffiandoci dentro, e trova spazio nei pezzi strumentali d’epoca in Sicilia sin dal Seicento. Solamente un buon suonatore riesce a far emettere dei suoni corretti, mentre chi si avventura senza cognizione di sorta ottiene solamente dei rumori sordi e strani. Espressione e immagine di esportazione, il Marranzano Siciliano viene spesso abbinato in senso intimidatorio alle interpretazioni di mafia e di malavita, sconvolgendo in maniera ingiusta il valore culturale e popolare dello strumento musicale”. E da questo particolare strumento Calogero ne ha fatto la sua passione musicale principale. “Ho suonato con grandi maestri della musica siciliana e popolare tipo Gino Finocchiaro il numero 1 della fisarmonica il grande cantante Pino Villa, il maestro Carmelo Salemi e costruttore di strumenti siciliani con il maestro Carlo Muratori e tanti altri musicisti – continua – ho anche creato dei miei brani inediti – continua – uno si chiama “Marranzano Special”, un altro “Super Tarantella Sciok la cavalcata del cavallo”. Ormai Calogero con il Marranzano fa tutto, è un bravissimo arrangiatore. “Accompagno poesie con un bel arpeggio di Marranzano e tanti altri brani sempre fatti con il Marranzano – ci spiega – poi accompagno tutti i brani della tradizione popolare siciliana con il Marranzano. Ma non solo musica siciliana anche la tarantella napoletana la pizzica salentina e dei brani di musica italiana e moderna anche da discoteca ed altro ancora”. Il sogno nel cassetto di Calogero è quello di fare della musica la sua vita anche se in parte il suo sogno principale, quello di partecipare ad una importante trasmissione televisiva in parte l’ha realizzato. “Proprio così – racconta – il mio era di partecipare in una trasmissione televisiva ed esibirmi con il mio Marranzano che oggi è il mio compagno di viaggio. Mi sono iscritto per fare il provino ad Italia’s Got Talent, mi registro su internet nel mese di gennaio 2014 mi inviano una email di conferma e non se ne sa più nulla. Ci avevo perso le speranze ma dopo 9 mesi mi arriva una telefonata da Roma dicendo che entro 5 giorni mi dovevo presentare a Roma allo Studios 90 per fare il provino. Dopo quella telefonata la mia gioia era immensa e mi organizzo per andare a Roma. Faccio il provino l’ansia era tantissima mi esibisco davanti la giuria e mentre che suonano vedevo la giuria che ballava da seduti. Una emozione indescrivibile, finisco di suonare mi fanno tanti complimenti e mi dicono “gli faremo sapere”. Dopo 3 settimane mi chiamano dicendomi che avevo superato il provino, hanno voluto un video di un minuto e trenta che è andato in onda su Sky ed è stata una esperienza fantastica è indimenticabile”.

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