Enna ha festeggiato il suo Santo che per un giorno unisce nuovamente le due chiese cristiane; S.Elia

Il 17 agosto la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa fanno memoria di Sant’Elia il Giovane o il Nuovo (per distinguerlo da Sant’Elia Tesbita, profeta, e Sant’Elia Speleota, santo calabrese coevo al Nostro). A Enna, città d’origine di Elia, centro di irradiazione del culto del Santo è la chiesa del Carmine, che si erge imponente nel sito ove si dice sorgesse il “castello di Santa Maria” (Paolo Vetri), rifugio per Giovanni Rachites (questo il nome di battesimo di Sant’Elia) e la sua famiglia durante le invasioni e le scorrerie saracene. È questo il luogo in cui è possibile “incontrare” il nostro santo concittadino, prendere confidenza con la sua figura, conoscere e approfondire la sua vita, mistica e avventurosa al contempo, costellata di profezie, visioni e miracoli. Preceduto da un triduo di preghiera, il giorno della festa è stato salutato da 17 colpi di cannone a salve, quasi a richiamare gli ennesi ad accorrere a salutare e rendere omaggio e onore a un santo il cui ricordo si era perso nell’oblio del tempo. Una folla numerosa di fedeli ha quindi partecipato alla S. Messa solenne delle ore 19: dopo l’ingresso dello stendardo portato per le vie limitrofe e raffigurante Elia fra girali e ricami di fiori, allietato dalla banda cittadina, si è proceduto alla concelebrazione presieduta dal vicario generale della diocesi armerina, mons. Antonino Rivoli, insieme al parroco della parrocchia San Tommaso Apostolo, don Filippo Marotta, i diaconi Cardaci e Orlando e con la partecipazione di padre Alessio Mandanikiotis, Archimandrita del Sacro Eremo della Candelora (Santa Lucia del Mela, Messina), della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli: quest’ultimo ha dato vita a un momento toccante con la recita del “tropario” (nella liturgia bizantina, una preghiera ritmica di diverse forme e contenuti) in onore di Sant’Elia, recante alcune parti in greco. Sentita e partecipata è stata la funzione (animata dal coro della parrocchia San Tommaso): i fedeli, entusiasti, con lo sguardo rivolto al santo monaco, hanno potuto così riscoprire un pezzo della storia religiosa della nostra città. A seguire, nella piazza antistante, l’anguria party e un concerto jazz, ricadente, questo, nell’ambito degli eventi organizzati dal Comune (“Estate a quota mille”). L’auspicio è che ci si possa riappropriare sempre di più di Sant’Elia, che si riesca a sentirlo vicino e fratello, che possa essere simbolo e volàno di ecumenismo, dialogo e comunione.

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