Enna gruppo Consiliare M5S su Acqua Pubblica

La polemica di cui si parla, che sarebbe stata innescata dal M5S  in ordine al C.C. dello scorso 20 novembre per noi va considerata decisamente in senso opposto”, afferma la portavoce al consiglio del M5S Marilina Frattalemi.

Dopo l’entrata in vigore della legge regionale n. 19/2019 sull’acqua pubblica, lo scorso 23 agosto, l’intero Movimento 5 Stelle Sicilia si é prodigato in tutti i modi per spiegare alle amministrazioni comunali interessate opportunità e conseguenze della stessa che, anche se recentemente impugnata dal governo nazionale, per dubbi di legittimità, rimane del tutto efficace fino ad un eventuale pronunciamento negativo da parte della Corte Costituzionale.
Allo stesso modo, il Movimento 5 Stelle di Enna ha ripetutamente sollecitato il Sindaco e le altre forze politiche presenti in Consiglio, affinché prendessero atto della opportunità offerta dalla legge, pur riconoscendo la mera natura di indirizzo della delibera consiliare, ma senza ottenere alcun risultato.
“Ripetuti interventi diretti, richieste scritte, scambi di pareri con gli uffici e discussioni in Commissione capigruppo, non sono riusciti a smuovere un Sindaco che, fino a 6 mesi fa, dell’acqua pubblica aveva fatto uno dei suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale ed un’opposizione che aveva a lui affidato il compito di fare quanto in suo potere per sciogliere il contratto con il gestore del servizio idrico”, spiega l’altro consigliere pentastellato Davide Solfato.
Alla fine, il Sindaco Dipietro si era comunque convinto a far sua la proposta di delibera, su richiesta all’unanimità della commissione capigruppo che, in extremis, solo il giorno prima della scadenza prevista dalla legge regionale per l’approvazione della delibera, sembrava essersi convinta della bontà della proposta del m5s.
Amministrazione ed opposizione, fino all’ultimo momento, sono apparse molto tiepide e contradditorie riguardo al tema, ma compatte e risolute nel prender tempo. Hanno manifestato molti, troppi dubbi sulle conseguenze di una tale delibera, non ultimo quello della mancanza del parere da parte del Segretario Comunale e quello
derivante dalla circolare dell’assessore all’Energia Contrafatto che, tuttavia, non incideva in alcun modo sulla mera manifestazione di voler abbandonare il gestore privato per intraprendere una gestione diretta, unitaria e associata del servizio idrico integrato.
Senza tener conto, d’altra parte che tale delibera era già stata adottata in molti comuni dell’ex provincia come Agira, Calascibetta, Catenanuova, Centuripe, Cerami, Nicosia, Piazza Armerina, Pietraperzia, Regalbuto, Troina e Valguarnera, (molti dei quali governati da quello stesso PD che a Enna ha detto no), così come nei comuni dell’agrigentino.
Coloro che, nei fatti si sono opposti a quest’iniziativa, Partito Democratico, Sicilia Democratica e parte dei consiglieri dello schieramento che appoggia il Sindaco, non hanno neanche avuto il coraggio di votare apertamente contro la proposta di delibera, ma, hanno prima tentato di farla ritirare e, alla strenua opposizione dei due consiglieri del Movimento 5 Stelle, non hanno trovato di meglio che far mancare il numero legale in Aula.
Se chi mandato a monte il Consiglio comunale del 20 novembre (costato alle tasche dei contribuenti ennesi qualche migliaio di euro), sollevando prima perplessità di ogni genere e poi fuggendo dalla responsabilità di esprimersi, avesse mostrato, nei mesi scorsi, reale interesse, informandosi e documentandosi per tempo, avrebbe avuto chiaro che nessuna conseguenza negativa sarebbe potuta derivare per il Comune di Enna.
Questi, con il loro atteggiamento, hanno negato alla nostra comunità la possibilità di affrancarsi, in un prossimo futuro, a quella logica privatistica che ha finora fatto lievitare le bollette, senza migliorare affatto il servizio.
Il Movimento 5 Stelle di Enna chiedeva solo di cogliere l’opportunità offerta dalla legge, aprendo la strada ad una ulteriore alternativa (quella offerta dalla legge qualora la situazione in futuro si evolvesse).
Adesso, invece, le alternative sono due: o seguire lo stretto e tortuoso sentiero di una rescissione del contratto con l’ATO idrico per inadempienza, come proposto dal Sindaco Dipietro, o mantenere l’attuale gestione delle nostre risorse idriche, affidata ad AcquaEnna, fino alla naturale scadenza del contratto, prevista per il 2035.
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