Enna; frana viale Caterina Savoca; il racconto di uno sfollato

Colpa di nessuno ma l’importante prima di tutto che la frana non abbia avuto conseguenze più gravi. La analizza con un certo “far play” quanto accaduto il signor Giuseppe Incudine, che con la sua famiglia di 5 persone e ed insieme altri 5 nuclei famigliari è stato costretto ad evacuare la propria abitazione. “Anche se io non abito direttamente sul viale ma in via Porta Palermo – precisa – ma per sicurezza ci hanno fatto uscire da casa. Voglio però evidenziare la tempestività del Comune che immediatamente ci ha fornito tutta l’assistenza necessaria facendoci ospitare all’hotel Sicilia”. Il signor Incudine racconta come ha vissuto l’accaduto. “Ero a casa e verso le 10 mi ha chiamato una vicina dicendomi che era crollata la strada – racconta – siamo scesi increduli ed ancora non c’era nessuno tanto che le macchine continuano a transitare. Ma nell’arco di pochi minuti sono arrivati tutti, Vigili del Fuoco, Vigili Urbani, Protezione Civile, il vice sindaco Angelo Girasole, l’assessore Giovanni Contino. Dopodichè sono tornato a casa ma poco dopo sono venuti i Vigili del Fuoco per dirci che per motivi di sicurezza dovevano lasciare le case”. Ma sono stati sgomberati anche dei garage e locali sulla strada ed il ristorante nei pressi della frana. “Ci hanno dato il tempo di prendere le cose indispensabili – continua – e siamo andati all’hotel Sicilia”. Ma come ci si sente una persona che in una tranquilla domenica si ritrova invece “sfollato”?. “Ancora non lo abbiamo metabolizzato – continua – lo capiremo probabilmente meglio nei prossimi giorni. Di Chi è la colpa? A Mio avviso di nessuno. Doveva andare così. Anzi cerchiamo di guardarla da un lato positivo. E’ successo fortunatamente in una giornata come la domenica con uffici e scuole chiuse. Ed anche oggi (ieri per chi legge ndr) in un orario dove il traffico veicolare è molto limitato. E poi alla fine anche con tutti i disagi che avremo per le prossime settimane, noi la nostra vita la continueremo a fare il nostro lavoro lo abbiamo. Ma invece io penso a quei ragazzi del ristorante (La Trinacria ndr) che non sanno quando potranno riprendere a lavorare. Mi auguro però che adesso chi di competenza si muova immediatamente per cercare di ridurre al massimo i tempi di attesa per capire come intervenire”.

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