Enna, facoltà Medicina, botta e risposta tra Miur e Dunarea De Jos

Angela Montalto

Fonte; Giornale di Sicilia

Mentre gli aspiranti medici ricominciano le lezioni il serrato botta e risposta tra Miur e “Dunarea de Jos”, non si fermano dunque le polemiche sulla Facoltà di Medicina romena realizzata a Enna una sorta di succursale o estensione, come preferiscono definirla l’Ateneo romeno e il Fondo Proserpina, interfaccia italiana. Questa volta è il rettore dell’Ateneo di Galati lulian Gabriel Birsais a scrivere al Ministero dell’Istruzione chiedendo un incontro urgente tra le due parti per chiarire la situazione. A poche ore dalla cerimonia (14 dicembre), in pompa maglia, dell’apertura del primo anno accademico della facoltà a Enna, alla quale ricordiamo partecipavano anche tre assessori regionali tra cui il più importante per la giornata l’assessore alla Pubblica Istruzione Bruno Marziano compariva un avviso sul sito istituzionale del Miur dove si ribadiva l’illegittimità del Corso in Italia mettendo in guardia gli studenti iscritti. Il rettore in una lettera chiede su quali basi legali l’estensione della facoltà di Medicina sia qualificata come se la stessa è possibile ai sensi di legge del nr. 575/2015 sull’approvazione delle specializzazioni e programmi di studi universitari pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Romania nr. 554, del 27.07.2015. Le lezioni sono comunque regolarmente iniziate e ricominciate ieri negli ex locali del Collocamento dopo le festività natalizie. La nota dell’ateneo romeno ( con 15 facoltà, 14.000 studenti e 46 campi d’insegnamento) inviata appunto al Miur, replica su ogni accusa e chiede che l’avviso sia cancellata. «Chiediamo – si legge – di comunicarci il perché della possibile inosservanza da parte della vostra istituzione, delle disposizioni del diritto italiano, in relazione alla legislazione quadro a livello europeo». Come ribadito da sempre dagli stessi e dall’amministratore delegato della Srl Proserpina Mirello Crisafulli, la loro azione trova fondamento nel Diritto di stabilimento sancito dal Trattato per il funzionamento dell’Unione Europea. La lettera di cui veniamo a conoscenza solo oggi ma protocollata il 29 dicembre si chiude con un messaggio al Ministro Stefania Giannini: «Egregia Signora Ministro, vi preghiamo di accettare le nostre considerazioni, con la speranza che anche Lei consideri, L’Educazione un Diritto ed una Responsabilità!».

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