Enna: Educazione alla Legalità; gli studenti delle scuole superiori incontrano il Procuratore della Repubblica

Martedì 26 Marzo 2019 presso l’Auditorium“Falcone-Borsellino” della Procura della Repubblica di Enna, nell’ambito del progetto “Dai ali alla LegALItà – Voci, Vite, Storie” percorsi di legalità, lotta alla mafia e alla criminalità organizzata si è tenuto un incontro tra una rappresentanza di studenti di tutte le scuole secondarie di Enna, aderenti al progetto e GIOVANNA RAITI, sorella del carabiniere Salvatore Raiti, ucciso nella strage della circonvallazione a Palermo il 16 Giugno 1982.
Il Procuratore della Repubblica di Enna, Massimo Palmeri, nell’aprire i lavori ha sottolineato la valenza educativa di questo tipo di incontri, manifestando la disponibilità della Procura a partecipare ad iniziative progettuali che accrescano la consapevolezza etica e formino una coscienza civica.
La Dirigente scolastica Giuseppina Gugliotta ha sottolineato che l’incontro si inserisce in un progetto più ampio di lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, che prevede vari momenti di incontro con i familiari vittime della mafia, al fine di non abbassare mai la guardia. Gli incontri saranno l’occasione per ricordare le vittime della mafia attraverso le parole dirette dei familiari, allo scopo di ravvivare la memoria dei giovani, scuotere le loro coscienze e impedire che l’inesorabile trascorrere del tempo offuschi i ricordi.
L’incontro ha visto protagonista Giovanna Raiti, sorella del carabiniere ucciso a Palermo il 16 Giugno 1982 nell’attentato conosciuto come “strage della circonvallazione”, il sanguinoso agguato mafioso, in cui vittima designata era il boss catanese Alfio Ferlito, che doveva essere trasferito da Enna al carcere di Trapani. Insieme al boss morirono nell’agguato i tre carabinieri della scorta: Luigi Di Barca, Salvatore Raiti e Silvano Franzolin, tutti in servizio presso il Comando Stazione di Enna ed anche il ventisettenne Giuseppe Di Lavore, autista della ditta privata che aveva in appalto il trasporto dei detenuti, il quale aveva sostituito il padre. Presente all’incontro anche il fratello di Giuseppe Di Lavore.
Giovanna Raiti ha raccontato con dovizia di particolare la genesi della strage, i legami tra mafia e camorra e la lotta per il predominio nel Catanese in quel particolare periodo storico, mettendo a nudo i suoi sentimenti ha fatto rivivere alla platea degli studenti le emozioni provate da un familiare in quei tragici momenti, l’efferattezza di quell’attentato, lo strazio familiare, la rabbia nei confronti delle Istituzioni. Toccò al generale Carlo Alberto dalla Chiesa, diventato Prefetto di Palermo da soli due mesi, prima di essere a sua volta assassinato in un altro vile attentato, rendere omaggio ai suoi carabinieri uccisi. Quella strage voleva dimostrare la forza di Cosa Nostra che poteva agire impunemente, godendo di appoggi e di preziose informazioni provenienti da talpe annidate in ogni posto, senza  alcun timore di coinvolgere nella tracotante azione stragista, anche le forze dell’ordine.
Attraverso la sua esperienza diretta la signora Raiti ha invitato i ragazzi a muoversi nella società con senso di responsabilità, ad agire quotidianamente con rettitudine e correttezza, ad adempiere i propri doveri di studenti e di cittadini con onestà e senza cercare scorciatoie, ad avere la forza di dire no, a fare fronte comune verso qualsiasi forma di illegalità.
Alla fine del suo intervento il Procuratore ha ringraziato Giovanna Raiti per aver saputo scuotere le coscienze dei ragazzi in maniera incisiva attraverso la propria testimonianza, e ha invitato i ragazzi a fare tesoro dei suggerimenti avuti. Il primo incontro con i familiari delle vittime di mafia, ha concluso la preside Gugliotta, ha certamente lasciato in ogni studente presente un segno indelebile, un profondo coinvolgimento emotivo, oltre che una grande lezione di dignità ed umanità.

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