Enna e la Rotatoria…che non c’è

La rotatoria… che non c’è

  ” Il traffico automobilistico a Enna è uno dei problemi più sentiti. Vi sono aspetti connessi alla circolazione e alla sosta di difficile soluzione, ma vi sono alcune misure che sarebbe davvero semplice adottare e, ove ciò avvenisse, molte delle criticità esistenti si dissolverebbero di colpo.”

Abbiamo visto, non molto tempo fa, come Enna sia piena di rotatorie inutili e per di più costruite in maniera sbagliata. Di contro, non può non osservarsi che mai nessuno ha pensato di dotare di “rotonde” alcuni incroci pericolosi che invece trarrebbero grande giovamento da queste particolari intersezioni a raso. Nessuno ci ha pensato? Mi pare davvero incredibile. Certo è facile costruire una rotatoria inutile, perché il rischio è minimo e tuttalpiù si costringono gli automobilisti a fare qualche girotondo. Costruire una rotatoria utile è invece probabilmente più difficile, perché non si può improvvisare e deve anche essere fatta bene, se si vogliono evitare incidenti. Ciò indubbiamente comporta responsabilità e capacità e anche un bel po’ di soldini ma i benefici per tutti sarebbero enormi.

Le rotatorie servono ad evitare gli incroci regolati dai semafori e nello stesso tempo a costringere gli automobilisti a moderare la velocità.

Ci sono almeno quattro incroci che trarrebbero grande giovamento se venissero dotate di una “rotonda”, che nessuno ha mai costruito, nonostante esista lo spazio sufficiente e tutte le indicazioni per poterla considerare necessaria.

1) Quadrivio di Enna Bassa

Per esso transita a tutte le ore un enorme volume di traffico. Si trova nei pressi del Terminal dei bus che collegano Enna Bassa con il resto della Sicilia ed è stato diverse volte teatro di drammatici incidenti stradali. Qualche anno fa, l’amministrazione comunale del tempo, ha eliminato l’uso dei semafori mediante la creazione di un particolarissimo sistema di circolazione basato sull’obbligo di dare la precedenza a sinistra, utilizzando due rampe costruite allo scopo e una strada già esistente, che però non ha le caratteristiche per assorbire grandi flussi veicolari, costituiti anche da mezzi pesanti. Permangono alcune grosse criticità mai risolte, come quelle che hanno determinato il moltiplicarsi dei punti di conflitto e la pressoché totale mancanza di segnaletica orizzontale.

Per alleggerire la zona dalla presenza dei molti autobus di linea, si potrebbe spostare il Terminal in quel grandissimo spazio incolto dirimpetto all’Ospedale Umberto I. Si qualificherebbe un vasto spazio urbano che oggi è solo un enorme campo di erbacce non utile a nessuno e si faciliterebbe la vita a quanti giornalmente, da varie città giungono a Enna, per far visita ai degenti ricoverati in Ospedale.

2) Incrocio tra la via Pergusa e la Monte – Cantina

E’ una intersezione tra due grosse arterie di comunicazione a grande volume di traffico di pari intensità. Ad oggi è regolato da un semaforo a tre tempi. Nelle ore di punta si trasforma in un imbuto che rallenta molto la circolazione. Spesso i semafori sono guasti e ciò rende anche molto pericoloso attraversarlo.

3) Incrocio tra la via Scifitello e il viale dell’Unità d’Italia

Anche questo è un incrocio ”difficile” regolato da semafori a diversi tempi ma che non eliminano totalmente i punti di conflitto. Le strade che vi afferiscono assorbono una grosso volume di traffico e nelle ore di punta, i tempi di attesa sono troppo lunghi. Vi è sufficiente spazio per realizzare una rotatoria a grande circonferenza che certamente consentirebbe di eliminare i semafori ed assicurerebbe grande fluidità del traffico con buoni margini di sicurezza.

4) Incrocio tra la via Pergusina e la traversa che conduce all’Hotel Federico II

Si tratta di un’intersezione pericolosissima, non regolata da semafori e teatro di diversi incidenti automobilistici di cui alcuni mortali. Realizzare una rotatoria in questo punto non solo sarebbe utilissimo ma addirittura indispensabile. Contemporaneamente si dovrebbe sistemare meglio la strada d’accesso all’Hotel allargandone adeguatamente la sede stradale.

Michele Pirrera

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