Enna, domenica prossima al teatro Garibaldi “Giorni Felici”

TEATRO GARIBALDI ENNA
Nicoletta Braschi e Winnie, un tenace corpo a corpo
Questa messinscena di “Giorni felici” è una sfida sull’asse della fragilità e della resistenza, su quello dei pieni e dei vuoti, della logorroicità e del silenzio, del candore e della dolorosa consapevolezza

Enna, Teatro Garibaldi, domenica 12 marzo ore 20.30

Sarà una superlativa Nicoletta Braschi l’interprete principale di “Giorni felici”, spettacolo di Samuel Beckett, per la regia di Andrea Renzi, che sarà messo in scena domenica 12 marzo alle ore 20.30 al Teatro Garibaldi di Enna per la stagione firmata da Mario Incudine e realizzata grazie alla sinergia tra il Comune e l’Università Kore.
Pubblicato per la prima volta nel 1961 a New York, “Giorni Felici” andò in scena in prima mondiale al Cherry Lane Theatre di New York il 17 settembre 1961, diretto da Alan Schneider e interpretato da Ruth White. Il testo fu poi rappresentato al Royal Court di Londra un anno dopo; il regista era George Devine e il ruolo della protagonista era affidato a Brenda Bruce. Alla fine del 1962 Beckett concluse la traduzione in francese di Giorni felici e propose il testo al regista Roger Blin, che mise in scena con l’attrice Madeleine Renaud.
In questa messinscena Winnie è Nicoletta Braschi, donna assoluta e minimale, in scena sepolta fino alla vita in un cumulo di sabbia, con Willie, il marito (lo stesso Andrea Renzi). E mentre la sabbia ricopre inesorabilmente entrambi, Winnie chiacchiera senza sosta, in un’alternanza insensata di momenti che sono il cuore della straordinaria esplorazione beckettiana della vita ai margini della follia.
«E’ con emozione e timore – scrive il regista Andrea Renzi -, che ci si accosta a Giorni felici, uno dei maggiori testi contemporanei che appartiene di diritto al canone del teatro del secolo breve. In questa pièce visione e scrittura sono tutt’uno e nella corrispondenza tra Beckett e Alan Schneider, il suo regista di riferimento statunitense, scopriamo come l’uomo di libro, il romanziere, poeta, saggista è, fino in fondo, uomo di scena attento ai dettagli dei materiali scenografici, alle luci, e intensamente coinvolto nella misteriosa arte dell’attore in un teatro che si offre come precisissima partitura per gli interpreti e sfugge alle riscritture delle regie “creative”. Abbiamo dedicato una prima fase allo studio dello spartito senza ipotesi interpretative. Muoversi nel rispetto del dettato dell’autore e, nei margini definiti di questa strada stretta, sintonizzare i nostri strumenti di lavoro su una lunghezza d’onda tutta interna all’opera ci è sembrato un approccio naturale. Ci siamo interrogati sui preziosi documenti costituiti dai quaderni di lavoro del Beckett regista e sulle testimonianze dei suoi attori di riferimento, Jack Mac Gowran, David Warrilow e più in particolare Billie Whitelaw che da lui è stata diretta proprio in Giorni felici nel 1979 (una versione con piccole ma significative varianti). Giorni felici ha rappresentato per Beckett, dopo anni di volontario esilio linguistico, un ritorno alla lingua madre, e ci è stato utile confrontare il testo inglese con la versione francese per meglio aderire alla versione italiana di Carlo Fruttero. Non si tratta di un atteggiamento filologico o di fedeltà all’autore, ma della semplice necessità di una comprensione profonda. Solo in una seconda fase di lavoro abbiamo cercato di personalizzare il margine di libertà che ci lasciava la partitura. Non è in contraddizione con quanto scritto sopra: un sorriso che cade, tanto per fare un esempio, ha infinite declinazioni. Quando Beckett, in risposta a Schneider che gli chiede suggerimenti riguardo il tono di una battuta del primo atto, risponde che il tono è la questione, ci invita alla misura della sottigliezza e all’avventura della nuance e ci indica un cammino di autodisciplina che è fatto di molte possibilità. Abbiamo cercato di non dimenticare mai che si tratta di un testo a due che richiede la tessitura di una relazione continua tra Winnie e Willie. Il controcampo dalla parte di Willie sarebbe davvero una riscrittura, un altro giorno felice con una sua autonomia che Beckett ci lascia solo intravedere, ma i suoi riflessi sulla protagonista sono determinanti tanto che l’iniziativa nel memorabile finale passa tutta a Willie. Sono numerosi all’interno del testo i riferimenti al mondo del teatro: “strana sensazione che qualcuno mi stia guardando” dice la protagonista, interrogandosi anche sul parasole che ritorna sempre nella stessa posizione, il campanello interpretabile anche come segnale del chi è di scena, l’operetta come memoria condivisa della coppia Winnie e Willie, i vuoti di memoria e i trucchi. Abbiamo messo in evidenza questa linea. I segni della scena che abbiamo scelto, una collinetta e un paravento, si dichiarano in tutta la loro artificialità e i costumi e le luci, in filigrana, rimandano al mondo dello spettacolo: spalline con pailletes e cilindro e scarpe bicolore, una ribalta, un seguipersona.
Il resto è il tenace corpo a corpo tra Nicoletta Braschi e Winnie. Una sfida sull’asse della fragilità e della resistenza, (su quello) dei pieni e dei vuoti, della logorroicità e del silenzio, del candore e della dolorosa consapevolezza, della regola e della libertà, della dipendenza e della solitudine, del riso e del pianto, dell’urlo e del canto, della grazia e del caso. Noi, stretti nel terreno come lei, facciamo ricorso a tutte le nostre risorse, a tutte le benedizioni travestite, per intrattenerci a lungo e ancora con la relazione vitale che più amiamo: il teatro».
GIORNI FELICI
Di Samuel Beckett
traduzione Carlo Fruttero (Giulio Einaudi Editore)
con Nicoletta Braschi e Andrea Renzi
regia Andrea Renzi
luci Pasquale Mari
scene e costumi Lino Fiorito
suono Daghi Rondanini
Produzione Melampo e Fondazione Teatro Stabile di Torino
INFORMAZIONI ENNA
Teatro Garibaldi, piazza Umberto I
Botteghino aperto da lunedì a sabato ore 10-13, lunedì e mercoledì anche h 16-18. tel. 093540540 – 40560
Inizio spettacoli ore 20.30
Biglietti da 25 a 15 euro, prevendite on line liveticket.it

IL CARTELLONE 2016/2017 continua con
15 marzo 2017 EVENTO
IL CASELLANTE
Di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale
Con Moni Ovadia, Valeria Contadino e Mario Incudine
regia Giuseppe Dipasquale

19 marzo 2017 TEATRO RAGAZZI (data recuperata)
I MARRUNATI DI GIUFA’
Dai racconti del repertorio popolare 
Con Cosimo Coltraro, Laura Giordani,Gianluca Barbagallo e Agata 

26 marzo 2017 PROSA
LA MERDA
Di Cristian Ceresoli, con Silvia Gallerano

30 marzo 2017 ENNA X ENNA
GREASE 2 – INSIEME SI PUO’
Società cooperativa Sociale la Contea

2 aprile 2017 DANZA
RE-GARDE + BEVIAMOCI SU_NO GAME
Coreografie Francesco Colaleo e Maxime Freixas

5 aprile 2017 EVENTO
VITTORIO SGARBI
“Caravaggio”

8 e 9 aprile 2017 ENNA X ENNA
QUEEN FLOYD NIGHT
Artisti ennesi riuniti coordinati da Max Busa

12 aprile 2017 PROSA
SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE
Di Luigi Pirandello, con Marina La Placa, Ramona Polizzi e Luca Iacono
Regia Giampaolo Romania

15 aprile 2017 CLASSICA
LIRICA
Dario Russo basso
Marianna Cappellani soprano
Massimo Leonardi pianoforte

23 aprile 2017 TEATRO RAGAZZI
ISIDORO E LE TRE MELARANCE
Con Fabio Guastella, Luca Iacono e Anita Indigeno
adattamento e regia Luca Iacono

27 aprile 2017 DANZA
MYTHOS CHOREIA ANTIGONE
Sicily Ballet

14 maggio 2017 TEATRO RAGAZZI
IL GOBBO DI NOTRE DAME
Associazione Aretè – Big Family

26-28 maggio 2017 EVENTO
ENAN – LA CITTA DI ENNA LEGGE
Lettura guidata da Gian Luca Favetto
Autobiografia di una città, da Le Città invisibili di Italo Calvino al nostro sguardo
Un progetto di Sergio Maifredi e Gianluca Favetto

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