ENNA, CONTRASTO AI REATI TRIBUTARI: PROCURA, AGENZIA DELLE ENTRATE E GUARDIA DI FINANZA RAFFORZANO LA COLLABORAZIONE.

ENNA, CONTRASTO AI REATI TRIBUTARI: PROCURA, AGENZIA DELLE ENTRATE E GUARDIA DI FINANZA RAFFORZANO LA COLLABORAZIONE.

Siglato in data odierna un “accordo di collaborazione” tra Procura della Repubblica, Direzione Regionale delle Entrate e Guardia di Finanza, volto a rafforzare le sinergie per il contrasto all’evasione fiscale, in presenza di illeciti penali di natura economico-finanziaria

Le linee guida della collaborazione istituzionale sono state illustrate nel corso di una conferenza stampa tenuta presso l’auditorium “Falcone e Borsellino” del Palazzo di Giustizia di Enna, dal Procuratore della Repubblica – Dott. Massimo Palmeri – dal Sostituto Procuratore della Repubblica – Francesco Lo Gerfo – dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Direzione Regionale Sicilia – Dott. Pasquale Stellacci e dal Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Col. Giuseppe Licari.

L’accordo si colloca tra le iniziative volte ad incrementare la lotta all’evasione fiscale, con azione di contrasto a fatti a maggior pericolosità sociale, come l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, la creazione di schermi societari attraverso l’interposizione fittizia, l’individuazione di società di comodo ed ogni altra tipologia di frode fiscale, in grado di generare proventi illeciti da attrarre a tassazione.

Per rendere più efficace l’aggressione a siffatti fenomeni delittuosi e al fine di ottimizzare la collaborazione tra gli Attori istituzionali del procedimento penal-tributario, l’accordo ha lo scopo di affinare il potenziamento del già proficuo interscambio di flussi di comunicazioni, anche attraverso l’uso di sistemi telematici.

L’odierna intesa conferirà ulteriore impulso all’azione di prevenzione e repressione dei reati di natura economico-finanziaria, reati “spia” di più ampi disegni criminali, forieri di una concorrenza sleale agevolata dall’accumulo di patrimoni illeciti che minano alla base il tessuto imprenditoriale sano del Paese, alterando la libera concorrenza e le regole di mercato.

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