Enna, contrada S.Calogero, i residenti chiedono delle corse dei pullman urbani

di Angela Montalto
Contrada San Calogero, un centinaio di persone isolate se non posseggono un’automobile. Cittadini di serie B? Se lo chiedono in tanti. Presentata nelle scorse settimane una petizione per chiedere al Comune delle corse autobus per rendere più vivibile la contrada che dal Castello di Lombardia si estende sino alla Pergusina, strada percorsa spesso anche da turisti. L’assessore Biagio Scillia chiede alla Sais la fattibilità di estendere il servizio. È Maria Angela Casano, scrittrice ennese che in quella contrada abita con l’anziano padre, a farsi promotrice di una raccolta firme consegnata anche alla Sais che del servizio dei trasporti si occupa. “Ho raccolto in pochi giorni una sessantina di firme – dice la Casano – Siamo tanti a vivere il disagio di essere dimenticati da Dio e dal mondo. Anche noi paghiamo come gli altri le tasse, ma non abbiamo pari diritti?”.
La donna che si fa portavoce di un malessere comune appreso l’interesse dell’assessore al ramo si dice fiduciosa. Da anni, anzi da sempre la San Calogero, percorsa dalla strada provinciale 51, è sprovvista di ogni sorta di mezzo pubblico che la colleghi con le altre zone di Enna alta e bassa. Tra l’altro una strada che spesso in inverno è avvolta da una coltre di nebbia e non possiede neanche una segnaletica verticale e un’illuminazione appropriata che la renda di facile percorribilità a piedi. Case a ridosso della strada principale ma anche in anfratti più interni, tra i malcapitati che da anni chiedono alle Amministrazioni passate di essere raggiunti almeno da un autobus di linea vi sono tanti anziani costretti a restare a casa se non c’è un figlio o un familiare automunito che li prenda e li vada a lasciare. Abitano quei vicoli anche giovani madri che fanno avanti e indietro per accompagnare i figlioli a scuola. Niente autobus di linea e naturalmente niente scuolabus per i più piccini. “È così difficoltoso muoversi nella nostra zona che spesso i terreni che costeggiano la contrada sono stati letteralmente abbandonati”, racconta la Casano che nella petizione richiede sei corse giornaliere. Per lo stesso motivo in contrada San Calogero non si è mai avviata un’attività commerciale quindi anche per comprare il pane si devono fare centinaia di metri.
“La proposta non è di facile realizzazione – replicano dalla Sais – Il titolare del servizio è il Comune di Enna, sarà quest’ultimo a stabilire se fare un sopralluogo per verificare la fattibilità del progetto”. E quest’ultimo sembra intenzionato a sposare la causa. Per realizzarlo servono i requisiti di sicurezza e l’ok della Motorizzazione di Catania per il transito dei mezzi. Ci sarebbe inoltre la mancanza di uno slargo per le fermate dell’autobus.

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