Enna, Concerto “No hai problemi” al Caffè letterario Al Kenisa

NO HAI PROBLEMA

in concerto

SAB 29  NOV 2014 

Al Kenisa CaffèLetterario Enna

Info:

https://www.youtube.com/watch?v=GyXPS4q5I1k&feature=youtu.be

el 2006, quando la crisi globale era ancora uno spettro lontano e non una realtà quotidiana, sette giovani musicisti palermitani decisero di mettere su una cover-band: la chiamarono No Hay Problema, citando il titolo di un famoso brano dei Pink Martini, ma volendo con ciò richiamare lo spirito del loro incontro: suonare insieme divertendosi, senza troppi problemi.

Ma i problemi puntualmente arrivano: il chitarrista e il saxofonista trovano un lavoro in Toscana, e partono; il trombettista si sposta nella capitale per cercare fortuna, il batterista e il percussionista sono costretti a intensificare i loro impegni lavorativi e non hanno più il tempo di suonare per il puro piacere di farlo. La crisi dilaga, e i due musicisti rimasti, Irene Ientile, cantante, e Marco Faldetta, bassista, insieme alla percussionista Lucia Lauro, decidono di andare avanti, nonostante tutto. Irene Ientile (voce) proviene da esperienze musicali varie: una formazione accademica, un repertorio cameristico classico e uno spiccato interesse per la sperimentazione vocale e per l’improvvisazione.  Marco Faldetta (basso) è un jazzista, di quelli puri, rigorosi e appassionati. Lucia Lauro (percussioni) predilige la musica latina, le percussioni etniche e i ritmi sudamericani. Il rischio c’è, ed è grande: interessi e backgroud musicali eterogenei, un organico ridotto all’osso, nessuno strumento armonico; ma il desiderio di continuare a suonare insieme è altrettanto grande. E così, nel 2010, parte il progetto dei No hay problema 2.0. Occorre ripensare tutti gli arrangiamenti dei pezzi per la nuova formazione, e lì comincia il bello: perché in una big band, quando suoni un pezzo famoso, la tentazione di riprodurre quello che già c’è può facilmente condurre a risultati imitativi. Ma quando ti devi arrangiare con una voce, un basso e un cajon, la necessità diventa virtù, la mancanza si trasforma in opportunità, e gli spazi creativi si moltiplicano. 

I No Hay Problema ristrutturano tutto il loro repertorio, gli arrangiamenti si fanno via via sempre più originali: i primi concerti sono un successo al di sopra di ogni aspettativa. Il pubblico riconosce i pezzi, ma – quel che è più difficile – già da subito riconosce la cifra stilistica e le scelte musicali del bizzarro trio, apprezzandole e chiedendone di nuove.

Dopo due anni di ricerca in questo senso, però, a Irene Ientile, Marco Faldetta e Lucia Lauro le cover cominciano a stare strette. Ciascuno dei tre musicisti conserva nel cassetto idee musicali, testi, melodie. Il lavoro compositivo comincia: la versatilità vocale di Irene Ientile (che nel frattempo ha inciso un disco di musica da camera) consente al gruppo di aggiungere nuovi timbri e nuove sonorità ai canovacci iniziali; nuovi testi vengono scritti, in italiano, inglese, francese e spagnolo, si aggiungono una cumbia messicana e un set di percussioni brasiliane, in un groove che ammicca da un lato al pop europeo degli anni ’80, dall’altro al melodismo della tradizione classica italiana: il tutto, ovviamente, in salsa No hay problema.

Ne esce fuori un disco, per l’etichetta indipendente Artilea Records, con la collaborazione dell’esordiente Sergio e del pianista Manlio Messina. Un disco che racconta, con lingue e linguaggi diversi, le vite complicate dei (non più)giovani nell’era della crisi, tra amori finiti, avventure mancate e ubriacature di una sera, relazioni interculturali e temi sociali. Un disco che nasce nella crisi, ma che dalle difficoltà e dalle incertezze di questi strani tempi trae ispirazione per ridare voce al gusto di incontrarsi e fare musica insieme.

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