Enna, Comitato promotore per i Diritti dei Cittadini su Toponomastica

Nella riunione avuta il giorno 15 Febbraio 2018 con l’Assessore Colianni delegato presidente della Commissione toponomastica è stata data comunicazione che la Commissione, nominata come “organo consultivo della Giunta comunale” prevista dal Regolamento approvato dal Consiglio comunale in data 31-7-2013 n.70, ha deciso alcune cose. Fra questi di cambiare denominazioni a vie e piazze sostituendoli con le diciture tradizionali come comunemente ancora sono menzionati: piazza Vittorio Emanuele con Sanfrancì, quella di Giacomo Matteotti con Balata, quella di Francesco Paolo Neglia con Santumasi, ecc., anche se le proposte sono per conservare la memoria storica, ma nei fatti invece creerebbero molti problemi per gli abitanti di quelle località che li costringerebbero a cambiare tutti i loro documenti con la nuova denominazione e nemmeno sarebbe giusto di non rispettare la tradizione per alcune altre piazze o vie, inoltre occorre valutare se le nuove denominazioni attuali hanno motivi seri, storici, di meriti biografici come dice la legge per avergli potuto intestare una via o una piazza.
Mentre invece tra le varie proposte fatte da questo Comitato con lettera del 24-9-2016 e precedenti per potere mantenere la memoria storica dei passato e quella dl dopo, basta aggiungere sotto le targhe, la precedente denominazione, poiché sicuramente chi ha dato la nuova denominazione ha tenuto conto della legge e della biografia, vedi piazza Napoleone Colajanni, prima era pizza S. Chiara e poi Felice Cavallotti, Giovanni XXIII, prima era piazza Carmine, piazza Pietro Coppola invece di piazza S. Benedetta, piazza Umberto l, prima la piazza era intestata a Lincoln e con altre denominazioni quando da tutti comunemente tradizionalmente veniva chiamato “o Chianu di casi ranni”, ecc., ma questo vale anche per le vie e altre piazze, Cap. Alberto Colajanni morto nella prima guerra mondiale già Via Fra diavolo, Cap. Emma Marcello anche lui caduto nella guerra 1915-18, già via Varsalona, piazza S. Croce poi diventata Piazza Alessi, Via Apollonio Di Bibilio ex Via Castellana, Piazza S. Lucia poi intestata a Bovio, Via Passo Signore è diventata Via Roma allorquando il corso che attraversa tutta Enna fu denominata Via Roma, Via Pergusa prima era ”Via strada Nuova dal 1806, ecc., ecc.” Fra queste nuove denominazioni proposte dalla Commissione toponomastica vi e anche menzionata nella comunicazione data dall’Assessore Colianni, piazza “del Popolo”, o “Popolo” invece di piazza Santa Maria del Popolo come risulta da tutti gli atti che si trovano nell’archivio storico del Comune di Enna dal 1978 e alle SS. LL. inviate dal 2009.
Si ritiene giusto ricordare, sperando di non doversi più a ripetere. che il quartiere nominato “del Popolo” nasce da tre fattori importanti della storia: accanto alla Chiesa denominata Chiesa di Santa Maria del Popolo del 1530, con quella stessa data fu fondato il Monastero di Santa Maria del Popolo come si evince dal documento allegato, e quella che oggi si chiama dall’Unita d’Italia Via Vittorio Emanuele intestata al re Vittorio Emanuele II che si volle tributare al pari di tante altre città, un giusto è doveroso omaggio all’uomo che tutta l’Italia volle onorare con insigni monumenti, con piazze, con targhe e, che Massimo d’Azelio ,lo definì il “re galantuomo ” e come fu definito dai connazionali dopo l’Unità d’Italia “Padre della Patria”, prima era denominata Via Del Popolo, come risulta dalla Toponomastica scritta a pag.52 dai Dott. Angelo Vetri nel dicembre 1965. La via iniziava come si trova scritto: “da piazza balata oggi “Giacomo Matteotti” sino all’attuale edificio comprendendo la scuola d’arte e una chiesa intitolata a Santa Maria dl Popolo; donde la vecchia e tuttora denominata derivata al corso”. (pag. 52 Toponomastica di A. Vetri, come detto prima). Ma Angelo Vetri pure descrive la fondazione del Monastero di Santa Maria dei Popolo. Tutto ciò dimostra che la toponomastica o anche chi ha l’onore di farne parte di tale Commissione ha il compito di valutare attentamente i documenti storici esistenti, non per niente la toponomastica venne apprezzata dai savi come sussidiario della storia. Fra l’altro e importante di tenere conto e di “raccogliere al riguardo, anche le eventuali indicazioni che scaturiscono dalla cittadinanza”.
Ma poi è forse e una vergona per la città ed i suoi abitanti di onorare la decisione della G.M. del 1978 che incaricò il proprio ufficio tecnico di predisporre un progetto pe la ” sistemazione della piazza Santa Maria del Popolo” come risulta all’oggetto da tutta la documentazione, dal progetto, alla consegna dei lavori, al direttore e il collaboratore rispettivamente i geometri; Mario Assennato e Salvino Leonardo e poi lo stato finale dei lavori e la nomina ciel collaudatore ingegnere Giuseppe Rampello, delibera di G.M. dell’8-9-1983 n.2421,(che si allega copia) dove furono spesi per la piazza Santa Maria del Popolo lire 160 milioni compreso l’interrato per parcheggi mai utilizzato e poi altre 65.889.654 di lire per la fontana? Si aggiunge, anche se c’è ne di bisogno, non ci furono per coloro i quali componevano quella Giunia Municipale che spesero quel denaro né indagati né processati, perché effettivamente quei soldi furono spesi per la piazza Santa Maria del Popolo come a tutti è vedente.
Quello pure che ci amareggia di più e il contrastare la denominazione intestataria alla Madonna, quando si sa che è la protettrice della città e del popolo ennese e che il popolo ha un grandissimo culto verso di Lei e lo dimostra in occasione della festa del 2 Luglio, che è la protettrice di Enna, da disastri, terremoti e peste.
Ora oltre al “pasticcio” della legalità e della verità di come vennero spesi i denari e per quale motivo facendo fantasticamente risultare che la piazza non aveva denominazione come se fosse invisibile o che appartenesse a privati anziché al suolo comunale, tutto riscontrabile da documenti che si trovano nell’archivio storico del Comune e purtroppo coinvolgendo in buona fede in documenti errati (vedi anche “ex Sindaco”) e atti da risultare invece “ignoti” trascinandoli a sbagliare ignari dai veri documenti esistenti ai esprimere pareri, vedi la Commissione consiliare che fece le proposte e alla G. M. del 19 ottobre 2009 n.263 che li approvò, la G. M. era formata, vedi delibera allegata. il parere di Storia Patria che diede parere favorevole pur concludendo “purché non si tratta di cambiamento di denominazione” e poi pur in buona fede e involontariamente a sbagliare anche il Prefetto che diede il parere favorevole definitivo, ma che il Comitato dopo avergli dimostrato che quella delibera non diceva il vero, dimostrando tutta la documentazione compresa la relazione dell’ufficio tecnico, che in ogni modo ancora una volta si allega, scrisse al Sindaco per dare notizie in merito e al Comitato per conoscenza, ma non ebbe mai risposta che questo Comitato sia stato informato.
Ora possibile che di nuovo si ripresenta questo “pasticcio”? Ma allora si chiede alle SS. LL., dove furono spesi quei milioni di lire se non esiste la piazza Santa Maria del Popolo? Qualcuno e giusto che lo dica, anche per salvaguardare l’onore di chi spese quei soldi deliberati della G.M. nel 1978 e vedi caso è lo stesso Comune di oggi quello di ieri del 1978 che viene contestato. Non si tratta quindi di cose che riguardano eventualmente a persone anzi sempre da questo Comitato è stato scritto, nel rispetto di tutte le persone, ma invece è per essere contro la illegalità e per fare trionfare la legalità, la giustizia e la verità.
Ecco perché questo Comitato ma assieme ad altre Associazioni firmatari del documento del 7-12-2015 inviato a tutte le SS. LL. sono in contrasto con tutte le posizioni che si riscontrano contro la legalità e la verità. Si ricorda che iniziative furono prese contro questo “pasticcio”, fin dal 2009 con raccolta di firme, la sosta della processione religiosa davanti il Comune, con incontri con la Prefettura per fare trionfare la verità e la legalità.
Ci spiace che la Commissione toponomastica tanto attesa dal 31-1-2011 da quando fu approvata in Consiglio comunale all’unanimità meno un voto la mozione che prevedeva di “rivisitare” le denominazioni precedenti si sia adeguato a quel “pasticcio” della delibera del 19 ottobre 2009 almeno per quanto riguarda specificatamente la piazza Santa Maria dei Popolo.
Ora si chiede alle SS. LL. coerenza tra il Comune del 1978 con quello di oggi che è sempre lo stesso Comune,
che spese dei soldi per la sistemazione della piazza Santa Maria dei Popolo nel 1978 e chi io rinnega nel 2009, con la delibera del 19 10 2019, anche se in buona fede non essendo stati a conoscenza dei due grossi errori, uno quella che la piazza esisteva ed era dal Comune intestata piazza S. Maria del Popolo e l’altro grosso errore rischiando il penale dell’attribuzione al presunto nuovo intestatario “ex Sindaco” che nessun atto porta che ha avuto questa carica istituzionale, così anche quello che è stato dichiarato da un Assessore pubblicamente a Sala Cerere quando fu esposto ii progetto per la riqualificazione del quartiere compresa la piazza Santa Maria del Popolo ribadendo più volte che in questa riqualificazione c’entra anche la piazza Santa Maria dei Popolo, mentre un altro Assessore che aveva promesso “per me la piazza è Santa Maria del Popolo” invece dopo cambiò versione.
Si domanda, perché si vuole continuare a sbagliare ?
Questo Comitato così con tutta la cittadinanza continuerà ad insistere perché trionfi la legalità, la giustizia e
la verità iniziando di togliere l’abusiva targa che si trova nella piazza Santa Maria del Popolo non autorizzata e non sostenuta da atti veritieri, installando una dignitosa targa, come merita la Madonna con la scritta Piazza Santa Maria dei Popolo. Distinti saluti

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