Enna, Comitato promotore per i diritti dei cittadini: proposte sulla Toponomastica

PROPOSTE SULLA TOPONOMASTICA
Si riprende la pubblicazione delle proposte fatte da questo Comitato per la Commissione toponomastica, inviate al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale, ai componenti della Commissione Toponomastica, ai Consiglieri comunali, agli Assessori comunali e.p.c. al Prefetto e All’ Associazione Storia e Patria di Catania.
Le pubblicazioni delle proposte iniziarono con il Notiziario “LA VOCE DEI CITTADINI” di questo Comitato con il numero 7 del Settembre 2016 e continuarono con il numero 8 dell’Ottobre 2016.
Questo Comitato ritiene di proporre alla Commissione Toponomastica, nominata dalla G.M. n.112 del’11-5-2016 con riferimento alla delibera di G. M. n.244 del 4-12-2015 deliberato dal Consiglio comunale del 31-1-2011 compreso l’impegno di “RIVISITARE”, tutte le nomine non adottate dalla Commissione Toponomastica, tenendo presente nelle proposte, di essere rispettosi delle norme previste dalle leggi.
Prima di passare alle proposte dei nominativi è giusto che la Commissione tenga conto delle seguenti proposte:
1) Ritoccare le targhe non più leggibili; 2) completare le Vie e le Piazze con i riferimenti storici; 3)ripristinare le denominazioni sostituite con altre; 4) completare le vie con i numeri civici dove mancano; 5) mettere sotto le denominazioni l’intestazione precedente, già…….; 6) inserire sotto la denominazione della via o piazza il quartiere di appartenenza anche possibilmente in dialetto;7) intestare anche le contrade, con segnaletica, dove vi sono stati episodi storici.
8) Perimetrare la città in quartieri, anche con la segnaletica: Giudecca, Fundrisi, ecc.; particolarmente vale per la istituzione di nuovi quartieri di intestarli al posto di chiamarsi contrade o zone, S. Anna, Ferrante, S. Lucia, S. Caterina ed altre dove ormai sono sorte abitazioni abitate e peggio di peggio invece di chiamarle “Enna bassa”, con una topografia di questi nuovi quartieri a valle del centro storico perché possano i cittadini meglio essere individuabili dove si trovano quelle vie o piazze.
9) E’ necessario che l’elenco di vie e piazze formulato con la delibera di G. M. del 16-4-2014 n. 122, si completino con i cenni biografici e i luoghi dove essi si trovano e i collegamenti con altre vie, così come risulta dalla toponomastica del dott. Angelo Vetri del 1965.
10) Correggere e modificare alcuni errori che si riscontrano nell’elenco sopra citato, ad iniziare: della piazza Pulcini, diventata altra denominazione. Si ricorda che anche nell’elenco del catasto del 1880, per italianizzare la denominazione usuale che si fa in dialetto, chianu di prucini, la chiama “Piazza Pulicini”, denominazione ripresa dal Comune nel 1946, come Piazza Pulcini e nella toponomastica di Angelo Vetri; la piazza S. Maria del Popolo che nel 1978 il Comune spese £ 160.00.000 per la sistemazione della piazza e oltre £ 65.889.654 per la fontana.
Documentazione che le SS. LL. già sono da tempo in possesso; rivedere vie e piazze intestati a nominativi che i quelle località non sono compatibili ne con la storia, ne con la mitologia o la tradizione.
Vedi Rocca di Cerere, che sarebbe più giusto intestare quella via a Gelone che fu quello che fece edificare il tempio di Cerere nell’anno 402 a.C. o Viale della Rocca di Cerere, ecc.; nel piazzale del Castello di Lombardia, dal nome dato alla Cittadella dal Conte Ruggero che fra l’altro per la storia che ha rappresentato per Enna, non ha nessuna via o piazza intestata; per la piazza della Madonna di Valverde, tradizionalmente così sempre chiamata e purtroppo non è stato tenuto conto anche di questo, così per altre vie e piazze che la Commissione sicuramente attenzionerà; di rivedere anche le targhe tolte e non ripristinate, vedi Via Giovanni Gallina e piazza Pulcini.
Comunque sarebbe opportuno e giusto potersi fare un giro per la città e poter accertare gli eventuali errori da correggere e modificare.
11) Inoltre si propone che la Villa Pisciotto sia cambiata con la denominazione di Villa Farina, che fu l’artefice della villa negli anni ’50 quando in quel posto esisteva la discarica. Infatti anche i cittadini la individuano più facilmente chiamandola Villa Farina. Mentre per la definizione del quartiere PISCIOTTO, sarà sicuramente ricordato storicamente la sua formazione con la provenienza anche degli stessi abitanti e con la segnaletica che si propone per i vari quartieri.

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