Enna, chiusura Ecopunto; i responsabili di Liberambiente Enna replicano al Sindaco Maurizio Dipietro

Questo il testo della lettera che i responsabili della Cop Liberamente Enna hanno scritto ai consiglieri comunali in cui replicano alle dichiarazioni del sindaco Maurizio Dipietro in consiglio comunale sulla ancora non riapertura dell’Ecopunto

Noi soci della cooperativa LiberAmbiente Enna, gestore dell’ecopunto Enna, troviamo doveroso fare delle precisazioni in merito alle inesattezze, dette dal Sindaco, in risposta all’interrogazione posta dal Consigliere Frattalemi sulla gestione dei rifiuti e sull’ecopunto, nell’ambito del Consiglio Comunale del 26 Gennaio.

In particolare, il Sindaco ha affermato che:

  1. ha incontrato i soci della cooperativa “molteplici volte”;
  2. l’ATO EnnaEuno ha fatto alla cooperativa una proposta economica, rifiutata dai soci per questioni di “vile denaro”;
  3. la convenzione firmata tra Comune, ATO e LiberAmbiente sarebbe, a detta di alcuni tecnici dell’ATO, illegittima;
  4. ha fatto tutto ciò che era in suo potere per riattivare l’ecopunto;
  5. le percentuali di raccolta differenziata raggiunte a Enna Alta tramite il “porta a porta” si attestano al 35-40%, quando c’era l’ecopunto si era raggiunto “solo” il 9,3%.

1. Abbiamo incontrato il Sindaco in tre occasioni: le prime due perché ci siamo letteralmente “appostati” presso l’ufficio del Sindaco al Comune, la terza durante un incontro voluto dal Vice-Sindaco Girasole. Durante questo incontro il Sindaco ci ha degnato della sua presenza per 5 minuti, dicendo le stesse cose che ha poi ripetuto in Consiglio, senza darci modo di controbattere e di elencare le numerose soluzioni, che pure avevamo trovato, per riaprire l’ecopunto.

Nell’autunno 2015 il Sindaco ha ripetutamente incontrato l’ATO. Consiglieri e Assessori a lui vicini ci assicuravano che stava portando avanti anche la trattativa per la riapertura dell’ecopunto. Peccato che a noi non è mai stato dato modo di partecipare: insomma si è parlato di ecopunto senza l’ecopunto.

2. Durante quegli incontri, Sindaco e ATO stabiliscono che tra la cooperativa LiberAmbiente Enna e l’ATO debba trovarsi un accordo e che l’ATO preparerà una proposta. Nonostante le nostre insistenze presso chi di dovere all’ATO, noi non abbiamo mai ricevuto alcuna proposta, nè economica né di altro genere. Quando ne abbiamo fatto richiesta in via ufficiale, presso gli uffici dell’ATO, ci è stato risposto che QUESTA PROPOSTA NON ESISTE, il tutto protocollato, firmato e controfirmato. Che i tecnici dell’ATO abbiano preso in giro il Sindaco?

3. E non è che gli stessi tecnici dell’ATO abbiano preso in giro il Sindaco pure quando hanno parlato di illegittimità della convenzione operativa tra ecopunto, ATO e Comune di Enna? La convenzione firmata a Enna è così illegittima che è uguale a quelle tuttora in vigore in tutti quei Comuni in cui è sorto un ecopunto. E’ così illegittima che è stata scopiazzata da chi, a Piazza Armerina prima e a Caltagirone poi, ha attivato un’ecostazione, progetto copiato esplicitamente sull’ecopunto di Enna. A Enna siamo così bravi che quando abbiamo un’attività di successo, sostenuta da 16.000 cittadini, ce la facciamo portare via, nell’indifferenza e nell’impotenza della politica.

4. Le competenze dei sindaci in materia di rifiuti sono regolamentate dalla Legge Regionale 9 del 2010 all’articolo 4, e non si tratta solo di far partire la raccolta differenziata. Inoltre il Sindaco di Enna è socio di maggioranza nel CdA dell’ATO EnnaEuno e quindi ha responsabilità e obblighi ben precisi.

Noi avevamo messo a disposizione del Sindaco e dell’amministrazione una serie di riferimenti normativi a cui appellarsi nella trattativa per la riapertura dell’ecopunto, tra cui:

L’ordinanza del Presidente della Regione n° 20 del 14/07/2015 art 9, per quanto riguarda le funzioni e i poteri del Commissario regionale straordinario al comma 2 al punto c testualmente recita: “immediata adozione di tutte le iniziative utili a favorire l’incremento delle percentuali della raccolta differenziata, il riutilizzo, il riciclaggio e lo smaltimento dei rifiuti;”

  • l’art 9, comma 1, capoverso 2, della direttiva 2008/98/CE testualmente recita: Gli Stati membri adottano misure intese a promuovere il riciclaggio di alta qualità e a tal fine istituiscono la raccolta differenziata dei rifiuti, ove essa sia fattibile sul piano tecnico, ambientale ed economico e al fine di soddisfare i necessari criteri qualitativi per i settori di riciclaggio pertinenti;

  • l’art 178, comma 4, del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni, testualmente recita: Per conseguire le finalità e gli obiettivi della parte quarta del presente decreto, lo Stato, le Regioni, le Province autonome e gli Enti locali esercitano i poteri e le funzioni di rispettiva competenza in materia di gestione dei rifiuti in conformità alle disposizioni di cui alla parte quarta del presente decreto, adottando ogni opportuna azione ed avvalendosi, ove opportuno, mediante accordi, contratti di programma o protocolli d’intesa anche sperimentali, di soggetti pubblici o privati;

Per cui possiamo affermare che il sindaco di una città non è un mero amministratore di condominio e che le sue possibilità vanno ben al di là del controllo ordinario.

5. Il 9,3% era dato ufficiale dell’ATO EnnaEuno (protocollato, firmato e controfirmato!). La percentuale faceva riferimento all’intero territorio comunale. A quella percentuale l’ecopunto ha contribuito per l’80%: in pratica 3 soli lavoratori, senza mezzi, se non le loro braccia e la loro testa, a costo 0 per il Comune, hanno permesso un risparmio di circa 100.000 euro. Quel 35-40% è ufficiale? Il Sindaco di Enna ha controllato? Si può raggiungere quella percentuale anche senza raccogliere i metalli, con i bidoni pieni di spazzatura da Piazza Europa, lungo Viale Diaz, fino a Corsi Sicilia (solo per dirne alcuni)? O i dati sono quelli forniti ufficciosamente dai soliti tecnici dell’ATO?

La percentuale, se fosse vera, va spalmata comunque su tutto il territorio comunale per cui non sarà possibile evitare le sanzioni previste dall’ordinanza regionale del 15 luglio 2015. E la qualità dei rifiuti differenziati raccolti? Se non c’è qualità, non c’è alcun risparmio per il Comune, anzi…

Infine precisiamo che l’ecopunto è un servizio che si autosostiene attraverso la vendita del materiale riciclabile che i cittadini conferiscono. Dalla vendita del materiale il 35% torna ai cittadini sotto forma di baratto, la restante parte serve per pagare il lavoro, i costi di esercizio e gli oneri fiscali della cooperativa che lo gestisce. I materiali conferiti dagli ennesi presso l’ecopunto fanno parte dei Rifiuti Solidi Urbani per cui il Comune, o la società a cui il servizio è affidato, sono gli unici, per legge, deputati a effettuarne la gestione. L’ecopunto fa sì che parte di questi rifiuti vengano raccolti in un unico posto favorendone, anche economicamente, la logistica. L’ecopunto intercetta, grazie al sistema incentivante del baratto, rifiuti che altrimenti finirebbero nell’indifferenziato, consentendo quindi un risparmio per il mancato conferimento in discarica. Il materiale differenziato conferito presso l’ecopunto contribuisce ad incrementare le percentuali comunali di raccolta differenziata onde evitare sanzioni così come previsto dalle norme vigenti.

Se il Sindaco ha deciso di non avvalersi del contributo dell’ecopunto per incrementare la raccolta differenziata, può dirlo liberamente, sarebbe più che legittimo invece che scaricare le responsabilità sulla cooperativa LiberAmbiente Enna. D’altra parte non sarebbe l’unica delle promesse elettorali disattese da questo Sindaco.

 

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