Enna Castello di Lombardia Siciliantica Enna, chiede completamento lavori e rimozione cantiere

CASTELLO DI LOMBARDIA: SiciliAntica chiede il completamento dei lavori e la rimozione del cantiere

Il 13 luglio si è svolta l’udienza preliminare al tribunale di Enna riferita all’esposto presentato dall’avv. Gaetano Cantaro su mandato di alcune associazioni culturali cittadine tra cui SiciliAntica Enna, in merito ai lavori di consolidamento del costone roccioso su cui poggia il castello di Lombardia che avevano causato dei danni di natura ambientale e archeologica con l’asportazione di parte della base della roccia sottostante la Torre Pisana, su cui in seguito, come programmato da Soprintendenza e Genio Civile, si dovevano apporre reti e funi paramassi con relativa chiodatura. A seguito di quei lavori, la segnalazione di SiciliAntica e di alcune associazioni culturali cittadine, preoccupate per la trasformazione di luoghi sottoposti a tutela, produsse il fermo dei lavori e l’apertura di indagini da parte del Comando della Guardia di Finanza di Enna coordinate dal Magg. Roberto Russo. La fine delle indagini portò all’apertura di un procedimento giudiziario nei confronti di tecnici e funzionari della Soprintendenza ai Beni Culturali di Enna del Genio Civile e del Comune di Enna.
Dopo la conclusione delle indagini, il G.I.P. dott. Augusto Rio, consentì che si riprendessero i lavori per mitigare i danni provocati dall’intervento iniziale e procedere a interventi di consolidamento più rispettosi del luogo e del monumento. Se i lavori nella parte alta del costone erano in linea con i dettami del restauro ambientale corretto, la base della roccia intaccata dalle ruspe fu ricoperta, purtroppo (a nostro avviso in maniera non idonea) da un muretto di pietrame, di diversa natura dalla pietra locale, secondo le indicazioni della Soprintendenza di Enna.
Oggi la situazione dell’area appare in stato di forte degrado e non si comprende l’abbandono del cantiere visto che l’autorità giudiziaria ne aveva disposto il dissequestro già nel novembre 2016. Su tutto il costone si possono intanto “riammirare” una serie di piccoli alberi e cespugli che continuando a crescere provocheranno certamente gli stessi scompensi che portarono in passato alla caduta di pietrame sulla sottostante strada, segno inequivocabile della inutilità dei lavori finora svolti. Quello che infatti si richiedeva era, intanto la estirpazione (non il taglio) della vegetazione, la bruciatura chimica delle radici, l’asportazione della terra dagli interstizi e la conseguente sarcitura con malte adeguate. Così facendo si sarebbe assicurato per un lungo periodo la pulizia e la coesione del costone. La situazione attuale invece è quella di un cantiere sulla carta attivo ma allo stato di fatto fermo e in abbandono, con la natura che continua con i suoi cicli ad arrecare danni alla consistenza del costone.
SiciliAntica Enna chiede agli Enti interessati di intervenire urgentemente per la soluzione delle problematiche sopra esposte. Se la situazione di immobilismo dovesse perdurare, si richiederà l’intervento dell’Autorità Giudiziaria in merito al mancato intervento di ripristino.

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