Enna capitale della poesia, inaugurato il Symposium alla Torre di Federico

Parlare di letteratura, poetare e declamare versi d’amore per il puro piacere di farlo, gustando le rime una per una, dando intenzione alle singole parole, commentando con verità storica gli autori e le loro creazioni.
Lo faceva Federico II con i suoi amici della Scuola poetica siciliana nel 1200 e – con un coraggio che rasenta la follia – lo hanno fatto anche un gruppo di appassionati (ennesi e non) mercoledì 27 giugno pomeriggio, anno del Signore 2018, inaugurando un Symposium (un incontro di studio) su poesia e letteratura ispirato proprio all’anima federiciana del capoluogo più alto d’Italia. La location era la stessa scelta dall’imperatore svevo: la Torre di Federico di Enna.

Ideatori dell’iniziativa, patrocinata dal comune di Enna, sono stati Paola Rubino, presidente del Centro studi “Federico II di Svevia” e Pietro Colletta, presidente del nuovo corso di laurea in Lettere dell’università Kore di Enna. Con loro, gli amici e collaboratori Cettina Rosso, presidente della Casa d’Europa di Enna e ideatrice della Settimana federiciana ennese, Rocco Lombardo, storico dell’arte e presidente della società Dante Alighieri di Enna, Salvatore Ferlita, docente di Letteratura italiana alla Kore, Loredana Trovato, docente di Lingua francese all’Unikore e l’attrice e drammaturga Elisa Di Dio.
Variegata la platea che ha visto tra i presenti docenti delle scuole ennesi, animatori culturali della città, appassionati di letteratura, giornalisti.

Nonostante il rinomato maniero avesse riservato ai presenti una frescura autunnale, gli animi si sono presto riscaldati attorno alla potenza delle parole, alla luce delle citazioni, alla chiarezza delle esposizioni accurate e appassionate, regalando un soffio caldo di speranza al panorama culturale ennese.
Ampio e a tratti esilarante l’excursus proposto dagli esperti Ferlita, Trovato e Colletta: dall’età augustea che ha cancellato (letteralmente bruciato) pagine di letteratura non asservita al potere all’irriverente e romantico medioevo di Abelardo ed Eloisa fino al moderno e anticonvenzionale Leopardi e agli inediti e “imbarazzanti” Ungaretti e Moravia. Riflessioni sulla scuola contemporanea, sul modo di proporre testi e opere agli studenti, sugli scrittori in auge, sulla verità e sulla vita rispecchiate da poesia e letteratura: tutto questo e altro ancora si è gustato accanto ai brani declamati con ardore da Elisa Di Dio.

Un primo passo, certo, per il gruppo dei poeti federiciani 2.0, ma come ha spiegato Cettina Rosso, “attivare la conoscenza della Storia recuperando luoghi e tradizioni è responsabilità di tutti noi, di tutti coloro che credono a quelle che i Greci chiamarono virtù politiche, le sole che consentono agli uomini di vivere nell’affetto per la polis, da uomini liberi”.
L’augurio è che il Symposium poetico e letterario vada avanti, proponendo l’esperimento a giovani studenti e che sia da faro per una città che ha sete – grande sete – di arte letteraria e poetica. E che Enna riscopra la sua vocazione di capitale della poesia, da anni sollecitata dalla lungimirante Paola Rubino.

Mariangela Vacanti

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