Enna, attività della Questura; Daspo per un giovane di Ravanusa

In occasione della Commemorazione dei defunti, numerose persone si sono recate al Cimitero per fare visita ai propri cari. Tra queste, una anziana donna con la figlia, che, probabilmente non avendo udito il segnale acustico che annuncia ai visitatori la chiusura del Cimitero, sono rimaste chiuse all’interno dello stesso. Una congiunta delle due donne, appresa la notizia, si è messa in contatto con il numero di emergenza della Polizia di Stato “113”.

L’operatore della Sala Operativa, ricevuta la segnalazione, si è subito attivato e messosi in contatto con una delle due donne, si è fatto spiegare esattamente la posizione delle stesse. Rassicurate le donne, l’agente della Polizia di Stato, si è messo in contatto con il reperibile dei servizi cimiteriali, che ha provveduto ad inviare sul posto un addetto che, aperto il cancello del Cimitero, ha consentito alle due signore di uscire e di concludere positivamente la disavventura.

Altrettanto risolutivo l’intervento di altro operatore del “113” per una donna colta da malore. Un’anziana ennese, che abita da sola, nei giorni scorsi è stata colta da malore. Chiamato il numero di emergenza della Polizia Di Stato, con voce sofferente, riusciva a dare notizie all’operatore su dove si trovasse. Questi, contattato con altra linea il “118”, ha provveduto a non lasciare sola la donna, rassicurandola per telefono fino all’arrivo dei soccorsi. La donna veniva poi condotta all’Ospedale di Enna, per le cure del caso.

Il “113”, numero di emergenza e soccorso pubblico della Polizia di Stato, è sempre a disposizione dei cittadini, vicino alla gente, nei momenti di difficoltà.

Il Questore di Enna emette Daspo nei confronti di un tifoso della società calcistica “RAVANUSA”.

In data 24.11.2014, su richiesta della locale Procura della Repubblica, il Giudice delle Indagini preliminari presso il Tribunale di Enna ha convalidato il provvedimento di D.A.S.P.O., adottato dal Questore di Enna, dott. Ferdinando Guarino, in data 14.10.2014, nei confronti di un tifoso della compagine sportiva “Ravanusa”. La misura di prevenzione in questione scaturisce da episodi di intemperanza posti in essere dallo stesso tifoso il 21/09/2014, in occasione dell’incontro di calcio “USD ENNA – RAVANUSA”, valevole per il Campionato Regionale Dilettanti di 1^ Categoria, Girone C, disputatosi presso l’impianto sportivo di Pergusa (EN).

Prima dell’inizio del predetto incontro, il giovane tifoso di Ravanusa, infatti, accendeva un fumogeno e lo lanciava all’interno del campo.

A pochi minuti dal termine della gara, lo stesso reiterava la condotta criminosa, accendendo e lanciando all’interno del terreno di giuoco un altro fumogeno.

Per i fatti sopra riportati, lo stesso veniva deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, poiché indiziato del reato di cui all’art. 6 bis della legge n.401/89, per aver lanciato materiale pericoloso in occasione di una manifestazione sportiva.

Il provvedimento del Questore di Enna prevede il divieto di accesso (DASPO) per il periodo di anni UNO in tutti i luoghi ove si svolgono competizioni calcistiche della società sportiva “RAVANUSA”, nonché in tutti gli stadi o altri impianti sportivi in occasione di eventi calcistici riguardanti il Campionato Nazionale Dilettanti. Il divieto è esteso, nelle medesime circostanze di tempo, in tutti gli spazi antistanti o comunque limitrofi agli stadi o ai campi sportivi ove si disputeranno tali manifestazioni ed altresì in quelli interessati alla sosta, al transito ed al trasporto delle persone che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime. Al tifoso è stato imposto l’obbligo di comparire presso il Comando Stazione Carabinieri del Comune di residenza al 20° minuto di ogni tempo di tutti gli incontri ovunque disputati dalla squadra calcio “RAVANUSA”.

L’emissione del provvedimento in parola si inserisce in seno all’ampia campagna di contrasto ad ogni forma di violenza, anche in occasione di manifestazioni sportive, fortemente promossa dal Questore Guarino, nella convinzione che lo sport è e deve essere un momento di aggregazione giovanile, veicolo di messaggi positivi, non certo una occasione per porre in essere comportamenti violenti.

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