Enna apertura anno sociale Lions Club

Per l’apertura dell’anno sociale del Lions club, giovedì sera all’hotel Riviera, la presidente Graziella Cerina Puleo ha scelto di trattare il tema distrettuale di studio: “La nostra storia: cultura, tradizioni e risorse, conosciamole! Potenziali veicoli per una rinnovata crescita sociale ed economica”. Tema che tanto interessa la nostra comunità con le sue implicazioni storico politiche, economiche e culturali nell’attuale incerto momento di crisi generale. Presenti al meeting il sindaco Paolo Garofalo, il prefetto Fernando Guida, il questore Ferdinando Guarino

Relatore Dario Cardaci, insegnante di lettere, pubblicista, con esperienze nella pubblica amministrazione quale vice sindaco e assessore provinciale.

Le tradizionali attività di forza dell’economia locale: la cerealicoltura, l’industria estrattiva, il turismo, sono da reinventare – ha detto – per poter decollare adeguandosi ai tempi, sfruttando il quarto elemento, le risorse umane presenti nel territorio. “Abbiamo l’obbligo di crederci e l’obbligo di fare”, in piena coscienza dei cambiamenti in corso. Il grano duro, di cui oggi disponiamo, domani per il cambiamento climatico e l’aumento della temperatura, potrà essere coltivato anche nel nord, dove l’agricoltura è industrialmente praticata. “La pagnotta della val Dittaino è la migliore al mondo – ha asserito l’oratore – eppure le lobby internazionali ne frenano l’espansione. L’Europa deve darcene spiegazione.”

L’olio delle colline ennesi è della migliore qualità, come del resto quello delle colline nissene, ma farsi la guerra è deleterio, meglio unire le forze e produrre “l’olio siciliano”. Specialità nostrane sono la pesca di Leonforte e i fichidindia di Piazza Armerina, mentre, per quanto riguarda lo zafferano, Enna è al terzo posto in Italia. Ben l’85% della nostra superficie è coltivata.

Oltre il 35% delle acque siciliane appartiene alla provincia di Enna, ma per lo più irrigano altre province.

Occorre razionalizzarne l’uso.

4500 sono le aziende iscritte alla Camera di commercio, di cui 2500 riguardano la zootecnia, la produzione del formaggio piacentino e dell’agnellone pesante, ma ancora una volta si deve prendere atto che non si sa gestire la concorrenza di altre zone siciliane.

Tra le tradizioni cittadine si annoverava la fiera, un tempo la più importante del sud, a maggio e a settembre, eppure l’abbiamo persa, perché i capannoni di eternit non erano adatti: altro insuccesso, ma dagli errori del passato si deve imparare e sapersi rinnovare.

Pasquasia produceva il migliore potassio, il 40% della produzione mondiale, dovette chiudere per la concorrenza americana, cui non si seppe far fronte. L’oratore ha informato a questo punto di un fatto poco noto, a dir poco sconcertante, cioè l’interesse dei Russi alla miniera, capace di produrre il magnesio alleggerito, materiale utile alle imprese aerospaziali. Sembrava affare fatto, invece fu bloccato dallo Stato italiano su pressione degli Americani.

In questo panorama, ricco di chiaroscuri, ultima chance in mano degli Ennesi è la recente industria culturale, con l’istituzione della quarta università dell’isola. Favorita dalla sua posizione centrale, a Enna conviene sollecitare la soluzione dei problemi di viabilità, principalmente la sospirata nord sud.

Alla relazione sono seguiti due interventi, il primo per lamentare la scarsa capacità imprenditoriale e di vivace spirito commerciale, non adeguatamente incentivati; il secondo la mancanza di fattiva opera di riqualificazione del territorio che offrirebbe spazi pubblici all’aria aperta, centri di ritrovo e di richiamo turistico. 

 Anna Maria De Francisco

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