Enna, Anna Finocchiaro inaugura “Dialoghi alla Kore”

«Ritengo che il testo varato a Palazzo Madama sarà quello definitivo. Verrebbe così a compimento dopo settant’anni quell’idea di un’ innovazione costituzionale che consenta a questo Paese – lasciatemelo dire –di stare meglio in equilibrio. Dando alle istituzioni territoriali un luogo, una sede, una rappresentanza che sia in grado per davvero di interferire nelle decisioni legislative». Lo ha dichiarato ieri mattina all’Università Kore Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari Costituzionali, riferendosi alla Riforma del Senato. Indiscussa protagoniste della prima e della seconda repubblica, la senatrice del Pd siciliano ha inaugurato il nuovo ciclo di «Dialoghi alla Kore», una serie di incontri con grandi personaggi italiani riservato agli studenti dell’ateneo. «Un’icona della nostra repubblica», l’ha definita il presidente Cataldo Salerno nel suo breve saluto aggiungendo: «è motivo di orgoglio per noi siciliani e credo per tutte le donne per quello che fa». La Finocchiaro prima d’intraprendere la sua carriera politica è stata infatti pretore, dall’82 all’ 85, nel Tribunale di Leonforte. Una celere visita ai locali dell’ateneo ennese anche l’ex parlamentare Crisafulli ha incontrato la senatrice per un breve saluto per poi entrare nel vivo del dibattito. Abbigliamento informale, niente testi alla mano, la sua autorevolezza passa nel raccontare avvolte gesticolando appassionata tutti i passaggi di questa riforma per la quale racconta lei stessa non ci ha dormito la notte, del resto i fantasmi da combattere e le fedi politiche divergenti erano molte il bicameralismo perfetto «è nato sul filo della paura», tanto si è discusso perché «questo è un Paese dov’è residuale il “complesso del tiranno”». «Dopo un dibattito durato trent’anni – ha detto – poniamo fine al bicameralismo perfetto, differenziando le funzioni delle Camere e riequilibrando il sistema istituzionale. Ora il Senato, cambiato nella sua composizione, rappresenterà le istituzioni territoriali e cura il raccordo tra Stato, Europa ed enti locali. Sarà un organo con un senso costituzionale». Tante e interessanti le domande poste dalla platea folta platea, matricole guidate nella discussione anche dall’intervento del preside della Facoltà di Scienze economiche e giuridiche, Roberto Di Maria (il più giovane a esercitare questo ruolo in Italia) e dal moderatore, il giornalista Salvo Fallica. Il dibattito, che si è protratto sino alle 13,30, non poteva esaurire l’argomento si è infatti solo citato la necessità di rivedere l’Italicum e l’importanza della riforma del Titolo V con la ripartizione delle competenze tra stato e regione.

Angela Montalto  

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