Enna, alla Camera di Commercio incontro sulla figura della personalità di Napoleone Colajanni

Un uomo integerrimo che dedicò la vita al compimento del dovere e, in qualità di deputato nazionale, si batté per il bene dell’Italia e dell’isola natia; un po’ burbero, spigoloso, ma incorruttibile e ricco di umanità: ecco il ritratto di Napoleone Colajanni emerso durante l’incontro svoltosi mercoledì pomeriggio alla Camera di Commercio alla presentazione del libro di Paolo Di Marco “Mafia è stato – Intervista a Napoleone Colajanni”, editrice Euno, pagg 192, euro 12. Tra il numeroso pubblico in sala alcuni ragazzi liceali, per i quali il concittadino è esempio di disinteressato impegno politico.

Ha introdotto l’autore, a cui sono seguiti gl’interventi di Eduardo Maddalena, che ha scritto la tesi di laurea sui rapporti del parlamentare di Castrogiovanni col fascismo, e della nipote dello statista ennese Letizia Colajanni.

Ci sarebbe bisogno oggi di un altro Napoleone Colajanni, anzi ce ne vorrebbero tanti – ha esordito Di Marco – sebbene ancor oggi esistono i politici affidabili. E ha ricordato che, se a Enna non ci sono stati morti nella repressione governativa contro i Fasci Siciliani del 1892-93, com’è accaduto invece a Valguarnera e in tanti altri centri siciliani, si deve alla mediazione di Colajanni. Di lui ha poi, tra l’altro, riferito la frase in cui afferma che non ci sono territori dove la mafia attecchisce, ma condizioni che ne favoriscono lo sviluppo.

La simpatia verso Mussolini – ha chiarito Maddalena – è rivolta al primo Mussolini di estrazione socialista e al suo patriottismo. Nato nel 1847 morto nel 1921, Colajanni non poté seguire gli sviluppi dell’ideologia fascista.

La nipote Letizia ha detto che, per tacitarlo sullo scandalo della Banca Romana e l’emissione sconsiderata di banconote, gli fu offerta l’enorme somma, all’epoca, di centomila lire che rifiutò. Ha ricordato il grande amore che legava il nonno alla seconda moglie Carolina, di 29 anni più giovane, “i cui begli occhi azzurri brillavano parlando di lui”.

La signora Colajanni ha concluso con parole di apprezzamento per il libro di Paolo Di Marco: lo stratagemma dell’intervista – ha detto – lo rende di facile e piacevole lettura, anche per i più giovani.

Di Marco non è al suo esordio, ha già avuto successo col precedente (2011) libro storico “Euno, Figlio della libertà” vincitore di un premio letterario e col libro-intervista all’allora (2013) sindaco di Enna Paolo Garofalo.

Anna Maria De Francisco

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