Enna, alla Biblioteca comunale presentato il libro di Orsetta Bellani “Indios senza Re”

Se a Enna arriva la “Lumaca col passamontagna”

Immaginate che da oggi a Enna , Sindaco, Giunta e Consiglio debbano “comandare obbedendo” alla comunità (nel senso stretto del termine, non in quello patinato e svuotato di “servizio alla comunità”).
Il mandato del “buon Governo” è rotativo e non retribuito. Le nuove generazioni vengono educate all’autonomia, alla capacità di riflettere e deliberare e disabituate all’ubbidienza senza memoria, pratiche e riflessione.

Suona rivoluzionario? Eppure ieri 6 Febbraio 2017, Orsetta Bellani, giornalista free lance è arrivata a Enna dal Chiapas, per presentarci il suo libro “Indios senza re. Conversazioni con gli zapatisti su autonomia e resistenza” e senza far rumore, ha insinuato nella testa di una trentina di presenti, curiosità, dubbi, speranze, scetticismo, ma soprattutto interrogativi.
L’incontro, organizzato dall’associazione culturale Zanni, ha preso il via da una semplice domanda: “Dove sono finiti gli zapatisti?”
Sono “lumache col passamontagna” che camminano lentamente perché sono rivoluzionari e indossano un passamontagna perché senza sarebbero invisibili. E lentamente hanno costruito quella che “probabilmente oggi è l’esperienza più avanzata di democrazia che si conosca al mondo”.

La democrazia più avanzata tra i Maya della regione più povera del Messico?
L’autrice è stata in grado di mostrare attraverso l’uso sapiente di parole e immagini, l’evoluzione degli zapatisti nel Chiapas, in un excursus dal 1994, anno in cui dichiararono guerra al governo messicano, ad oggi, quando le “Caracoles” (comunità)si presentano come “pratiche in divenire”.
Se le pratiche non funzionano se ne creano di nuove o si intensificano quelle già esistenti. Un concetto all’apparenza basilare ma che approfondito risulta molto distante da quelli vigenti nella mentalità occidentale. Un “non- sistema” imperfetto ma mai debole, al contrario, capace di trasformare la realtà.
Processi collettivi, quelli della Caracoles in cui l’Io, cui siamo tanto affezionati, lascia spazio al Noi, alla ricerca del Buen vivir, che non è “un vivere bene, ma è avere una vita degna. Non è un’idea romantica di ritorno alla vita silvestre, ma una proposta politica che implica una critica al concetto di sviluppo e allo stile di vita occidentale”.

“Un modello che – afferma la giornalista – sarebbe assurdo pensare come totalmente riproducibile in un contesto così differente come può essere quello ennese. Riproducibile è invece l’idea di base secondo cui i cambiamenti partono da una comunità che si confronta continuamente, che sia realmente libera di pensare e libera di chiedere”.
Ai dubbi del pubblico in sala – “ma come si difendono dagli attacchi del governo?” “Come resistono al capitalismo”? – e alle riflessioni dello stesso- “a noi manca la dimensione collettiva!”. “È una questione di scelte”- Orsetta Bellani ha replicato con una osservazione: “A volte il cambiamento non inizia con una risposta, ma ponendosi delle domande”.

Giuliana Scillia

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