Emergenza Viabilità, ne parla il Presidente regionale dei Geologi Fabio Tortorici

Una migliore gestione della viabilità non può ignorare una pianificazione delle problematiche di natura ambientale collegata direttamente con le reti stradali. Lo afferma il presidente regionale dell’Ordine dei Geologi il valguarnerese Fabio Tortorici a proposito della grave situazione in cui versa la viabilità interna siciliana ed in particolare della della provincia di Enna. “Ogni autunno si ripete la solita storia – commenta – dopo eventi meteorici anche modesti o per una normale evoluzione di fenomeni franosi, la rete viaria è soggetta a dissesti, classificati “idrogeologici”, di varia importanza e gravità che generano disfunzioni nella circolazione stradale ed elevati costi per la rimessa in servizio”. Tortorici si sofferma poi in particolare sulla situazione della provincia di Enna “Nella nostra provincia non c’è un’arteria stradale che non presenti tratti interrotti o danneggiati da dissesti, legati ad un alto indice di franosità del territorio in cui prevalgono affioramenti di rocce argillose – continua – queste ultime essendo dotate di scadenti caratteristiche fisico-meccaniche, si prestano a fenomeni franosi. Per un territorio caratterizzato da così numerose emergenze da alluvioni, terremoti, frane, non si può semplicisticamente ed in maniera riduttiva additare unicamente la mancata prevenzione. Sarebbe meglio riflettere su una scarsa “cultura” riguardo ad un corretto uso del territorio in senso lato, marcando una mancata sensibilità geologica nella pianificazione urbanistica e nella gestione dell’ambiente. Un Esempio per tutti Enna, capoluogo di provincia, non ha nel suo organico nemmeno un geologo. Ma poco diversa è la situazione nei restanti comuni dell’intera Sicilia”. Tortorici conclude parlando di rischi sismici. Riguardo il rischio sismico a cui sono soggette le strade della provincia, va detto che buona parte delle principali arterie sono state realizzate in assenza di norme sismiche e quindi prima del 1974. Quindi presentano un elevato grado di vulnerabilità. Comprendiamo bene quindi come una tale situazione nel caso scongiurabile di eventi sismici anche di media intensità, metterebbe in crisi il sistema di soccorso e di protezione civile”.

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