Emergenza rifiuti, verso l’apertura del Centro intercomunale di raccolta differenziata di Gagliano Castelferrato

La “telenovela” del Centro intercomunale per la raccolta differenziata di Gagliano Castelferrato, costato diversi milioni di euro con finanziamenti europei, completato da alcuni anni ma mai aperto arriva ci si augura, ad una svolta decisiva. Infatti il sindaco di Gagliano Castelferrato Salvatore Zappulla ha annunciato che il Comune sta per rilasciare all’Ato Ennaeuno le autorizzazioni di propria competenza e necessarie per l’apertura. “Lo scorso 23 gennaio ho dato mandato ai responsabili del mio ufficio tecnico comunale di avviare le procedure per il rilascio ad Ennaeuno delle autorizzazioni necessarie – conferma Zappulla. Così si va a chiudere una querelle che si trascinava da anni con la vecchia amministrazione di Gagliano Castelferrato guidata dall’allora sindaco Salvatore Prinzi che non aveva rilasciato, e non si è mai capito perchè, le autorizzazioni di competenza comunale. Così se non ci saranno altri particolari problemi, si potrà attivare una infrastruttura che potrà dare un importante impulso all’avvio definitivo della raccolta differenziata in particolare nella zona nord della provincia visto che l’impianto è stato concepito per differenziare 12 frazioni secche di rifiuti. L’unico “piccolo” problema potrebbe essere adesso quello che l’Ato dovrà eseguire dei lavori di manutenzione dovuti al non utilizzo dell’impianto e che potrebbero a quanto pare superare 100 mila euro. Ma intanto il difficile pare sia stato superato. Quindi adesso la provincia di Enna sarebbe l’unica in Sicilia ad avere un impianto per il trattamento delle frazioni secche appunto quello di Gagliano Castelferrato e l’impianto di compostaggio di Dittaino che invece trasforma la frazione umida in fertilizzante compost. Ma ad oggi proprio perchè in provincia di Enna la raccolta differenziata non è decollata, l’impianto di Dittaino lavora a pieno regime ma trattando però i rifiuti umidi di altre province. Inoltre lo stesso compost prodotto e che messo sul mercato potrebbe rappresentare una risorsa economica per lo stesso Ato, pare che non trovi sbocchi di vendita. Il ciclo completo dei rifiuti dovrebbe chiudersi dopo che la discarica di Cozzo Vuturo a pochi chilometri da Enna e dove conferivano tutti i comuni della provincia da diversi anni chiusa con decreto direttamente del ministero dell’Ambiente perchè mancante dei requisiti necessari di sicurezza per poter continuare l’attività, sarà soggetta ad interventi di riconversione. E’ previsto infatti che il rifiuto “indifferenziato” che arrivi in discarica venga ulteriormente trattato. Attualmente i comuni dell’ennese conferiscono i rifiuti nella discarica di Motta S.Anastasia con un aggravio di costi del servizio per i cittadini non indifferente. La Regione ha previsto sul sito di Cozzo Vuturo lavori per un importo complessivo di circa 15 milioni di euro già assegnati attraverso bando di gara e che dovrebbero iniziare entro il 2015 e durare un paio di anni. Al termine di questi interventi, il ciclo completo della filiera dei rifiuti sarebbe pressochè completa. Ma intanto nelle more che vengano eseguiti questi interventi c’è da mettere in sicurezza la vasca B1 di cozzo Vuturo per ridurre la produzione di percolato che ogni anno viene a costare all’Ato Ennaeuno solamente per il suo smaltimento circa 650 mila euro. A quanto pare i lavori di messa in sicurezza verrebbero a costare non meno di 1 milione di euro. Ma dalla riunione di lunedì scorso convocata dal Prefetto con sindaci ed rappresentanti di Srr e Ato Ennaeuno e commissario straordinario inviato dalla Regione, si è capito che il reperimento delle somme necessarie per questi interventi non è assolutamente cosa facile.

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