Emergenza rifiuti, rimangono ancora senza lavoro e da oltre 2 anni senza stipendio 50 lavoratori

Tutto ciò che oggi vediamo nel sistema rifiuti in Provincia di Enna è la logica conseguenza di una ignobile e spregevole inganno costruito da persone senza scrupoli che hanno volutamente prodotto cinquanta “morti” per dare soddisfazione all’opinione pubblica che gradiva e auspicava l’umiliazionedel“CarrozzonePolitico”.
Il Piano d’Ambito, e di conseguenza la relativa dotazione organica, neanche ha mai provato a dare soluzioni tecniche per una corretta gestione del servizio di igiene urbana ed infatti giace assolutamente disapplicato nei cassetti della S.R.R. a Nissoria. Ciò perché aveva invece lo scopo ormai evidente di produrre un “sacrificio umano” che i politici, rigorosamente con la p minuscola, potessero offrire alla gente. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: sembra sia importante solo che qualcuno, in qualche modo, stia togliendo la spazzatura dalle strade mentre continua a passare inosservato che gli affidamenti siano liberi con palesi forzature delle norme, e che gli attuali costi delserviziotravalichinoquasicertamentei21milioniprevistidal“vigente”Pianod’Ambito.
Tutte queste contraddizioni sono da tempo “luminosamente” sul tavolo delle Istituzioni, anche se tutti, cittadini e Istituzioni stesse, tengono ostinatamente gli occhi serrati: per anni abbiamo continuato a sentire il Presidente della SRR di Enna, Glorioso, vantarsi che, ribadendo puntualmente il concetto che la Legge 9/2010 era “sbagliata”, l’avrebbe puntualmente non attuata. A chi gli urlava che avrebbe prodotto una “macelleria sociale”, oggi tangibile con 50 unità abbandonate e 200 “fortunati” che hanno, per disperazione, accettato contratti capestro part-time anchea6oresettimanali,ilpresidenteGloriosohasempreaffermato:“sietedeipessimisticosmici ebisognaavereunamentalitàottimista;velatrovoiolasoluzione;ioperaltrosonoimprenditoredi successo;equellocheviconcedovibastapercampare”.
Ora siamo arrivati alla fine dei conti, è scaduto il tempo delle favole e dell’ottimismo a buon mercato, ora è il momento della responsabilità e di aprire gli occhi e guardare le “luminose contraddizioni”chegiaccionoinputrefazionesuitavolidelleistituzioni.
Si devono affrontare i problemi con soluzioni adeguate che ci sono sempre state ma mai perseguite perché si è preferito salvaguardare gli “amici”, con sacrifici sempre più gravosi per gli “ultimi” rimasti. È finito il tempo delle ipocrisie; è scaduto il tempo della disonestà intellettuale di colorochehannovolutoinassolutamalafedenegarel’evidenzaeintalmodohannoconsentitoun alibiatuttele“disattente”coscienze,provincialieregionali,esoprattuttohaimpeditoachiunquedi attuaresoluzionireali,equeesostenibili
Adesso si devono affrontare e risolvere i problemi perché chi fa Politica ha il dovere di garantire un servizio efficiente, economico e legittimo, e perché è imperativo morale per la dignità umana non rovinare la vita a decine, forse centinaia, di famiglie. A tal proposito vorremmo rivangare nel passato richiamando alla memoria di tutti il più grande degli scheletri nascosti, il cosiddetto “delta fra costo e deliberato” che ha determinato un disavanzo di oltre 200 milioni di euroecherappresentalapiù“luminosa”,abbaglianteeillegittimadituttelecontraddizioni.
Si ricorda e ribadisce che i “poveri” dipendenti e padri di famiglia ad oggi rimasti fuori dal sistema rifiuti ed ancora in capo ad EnnaEuno S.p.A. in Liquidazione, società a capitale pubblico, senzalegale rappresentante daoltre un anno, vantano 30 MENSILITA’ arretrate, costringendoli, pur di far fronte alla primarie esigenze familiari, ad elemosinare piccole somme di denaro ed, in alcuni casi, a vendere beni di proprietà, acquistati negli anni con numerosi sacrifici pur di “bloccare” l’iter “distruttivo” delle Banche. Ricordando peraltro che tutte queste difficoltà le dobbiamo affrontare da soli, non avendo EnnaEuno alcuna guida da mesi, perché nessuno vuole assumersi le proprie responsabilità, e pertanto né i sindaci, né il Tribunale di Enna, né il Tribunale di Palermo né tantomeno il Dipartimento regionale ritengono di voler o dover individuare un Legale Rappresentante che possa attivarsi per far valere i nostri diritti retributivi e contributivi, che tuteli il patrimoniosocietarioechepossaconsentirel’accessoalTFRperilpersonalegiàfuoriuscito.
Si sottolinea altresì la totale assenza delle Organizzazioni Sindacali, i quali, con grande maestria, non hanno fatto nessuna opposizione all’iter intrapreso dalla SRR ed egregiamente “se nesonolavatilemani”accontentandosidiquellochevenivaconcesso.
Infine, stanchi di quanto subito ad oggi, al fine di dimostrare quanto detto brevemente sopra ed auspicare l’applicazione equa e legittima dell’attuale legge 9/2010, ci si riserva di produrre entro breve tempo una ricostruzione degli avvenimenti relativi al personale degli ultimi mesi,sullabasedegliattipubblicidisponibili,

Visite: 734

Condividi questo Articolo

GUARINO-ASSICURAZIONI