Emergenza Rifiuti, in Italia in aumento la raccolta dei rifiuti Raee

L’attenzione all’ambiente e la raccolta dei rifiuti
La raccolta differenziata non riguarda soltanto quello che solitamente buttiamo nel secchio sotto casa ma anche gli elettrodomestici e tutti i loro componenti. La raccolta dei rifiuti elettrici ha l’obiettivo di diminuire le immissioni di anidride carbonica nell’atmosfera e preservare il ben noto strato di ozono dall’assottigliamento causa del surriscaldamento globale che crea l’effetto serra. Raccogliere e riciclare i materiali di scarto elettrici e le loro carcasse significa preservare l’ambiente anche per le generazioni future. Una produzione industriale eco sostenibile è da anni ormai tra gli intenti delle nazioni economicamente più potenti della terra, che siglano accordi e trattati (come il Protocollo di Kioto firmato nel ’97 da più di 180 paesi del mondo). Nel nostro piccolo però possiamo fare tanto, per esempio gettando le confezioni
dei detersivi per lavatrice come questi nel modo giusto seguendo le indicazioni riportate sul retro della confezione. I prodotti rifiuto dell’elettronica, oggetto della normativa europea e del riciclo per rispettare l’ambiente, vengono chiamati tecnicamente RAEE, acronimo che sta per Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, per i quali l’Unione Europa si è impegnata imponendo un livello di raccolta anche pro-capite, che ha visto in Italia un miglioramento sostanziale nell’ultimo anno.

Il rapporto rapporto annuale sui RAEE
Il 7° rapporto sulla raccolta e il trattamento di questi prodotti destinati al riciclo ha visto l’Italia uno tra gli stati europei che hanno migliorato la loro performance. In particolare il rapporto parla di un netto aumento della raccolta dei RAEE non solo pro-capite ma anche in alcune zone geografiche, in particolare al Nord e al Centro. I dati che si riferiscono al 2013 avevano un trend negativo, che nel 2014 invece è cambiato aumentando la raccolta dei RAEE del 2,56%. Il dato generico parla di una raccolta collettiva che converge poi nei siti di Conferimento di quasi 232 milioni kg nel 2014. Si tratta quindi di circa 6 milioni di kg in più, dove la quantità media pro-capite ha raggiunto il valore di 3,8 kg. Un dato questo che rientra nell’obiettivo che era stato fissato dall’Unione Europea come valore “minimo”. In questo rapporto spicca anche l’aumento percentuale (l’1%) dei Centri di Conferimento (3801 distribuiti su tutto il territorio nazionale). Naturalmente il raggiungimento del valore minimo fissato dall’Unione Europea è dovuto alle regioni italiane che si sono distinte sia nella raccolta pro-capite che per la consegna presso i Centri di Conferimento. La regione più virtuosa in tal senso è stata la Valle d’Aosta, replicando la sua già buona “condotta” del 2013. In questa regione infatti la raccolta media pro-capite è stata pari a 7,8 kg. In generale sono tutte le regioni del Nord Italia che si sono piazzate fra i primi posti del rapporto annuale RAEE. La Lombardia per esempio ha raccolto circa 49 milioni di kg di questi prodotti rifiuto, mentre per quanto riguarda la presenza dei Centri Raccolta è il Trentino Alto Adige a essere al secondo posto. Sul suo territorio infatti ci sono 21 Centri di Raccolta ogni 100 mila abitanti. E’ invece la Lombardia ad avere il maggior numero di Centri di Raccolta in quanto ne conta 50, mentre i centri di Conferimento sono addirittura 826. Nel centro Italia invece è la Toscana ad aver registrato un riscontro positivo con i suoi 20 milioni circa di kg di RAEE, che corrispondono a 5,41 kg per abitante. Fanalino di coda purtroppo sono le regioni del Sud, in particolare Puglia, Calabria e anche la Sicilia. Tutte hanno registrato il dato negativo che è al di sotto dei 2 kg per abitante, ben lontane dall’obiettivo dell’Unione Europea.

Resoconto dei dati sui prodotti rifiuto RAEE
I dati che sono risultati dal rapporto annuale lasciando intendere che il divario tra le regioni del Nord e del Centro Italia e quelle del Sud, affonda le radici nella disparità di strutture preposte alla raccolta. Lo ha confermato anche Fabrizio D’Amico che è il Presidente del Centro di Coordinamento RAEE, che ha parlato della necessità non solo d’investire in strutture di raccolta, ma anche della sensibilizzazione rispetto alla destinazione dei prodotti rifiuto RAEE. E’ pur vero che il calo che si è registrato negli ultimi anni, soprattutto se guardiamo al dato pro-capite, rispecchia certamente la crisi economica che ha visto un calo dei consumi anche nell’acquisto degli elettrodomestici. Una tale situazione ha fatto si che ci fosse un minore ricambio con nuovi prodotti. Oggi invece che ci sono pur deboli segnali di ripresa, ritroviamo un dato positivo anche se non su tutto il territorio nazionale.

Visite: 742

Condividi questo Articolo

GUARINO-ASSICURAZIONI