Emergenza rifiuti; i dipendenti di Ennaeuno si riducono lo stipendio

Un taglio secco di oltre il 15 per cento sul costo complessivo del servizio che dovrebbe aggirarsi intorno a 25 milioni di euro. E’ quello che hanno individuato azienda Ennaeuno e sindacati di categoria nel comparto dei rifiuti e derivante da una “sforbiciata” al costo del lavoro. Infatti giovedì scorso si è tenuta una riunione tra il legale rappresentante della società d’ambuto Ennaeuno in liquidazione Antonino Di Mauro ed i segretari provinciali del settore di Cgil Maurizio Salvaggio, Cisl Mario Stagno, Uil Filippo Manuella, Fidadel Salvatore Sauro e più le Rsu di queste organizzazioni e dell’Ugl che aveva come obbiettivo proprio quello di trovare un accordo per la riduzione del costo del lavoro dei dipendenti, fermo restando che il contratto di riferimento rimane quello di Federambiente e non con l’applicazione del contratto degli enti locali come invece pretendono sindaci senza però essere competenti in materia. Inoltre tutte le riduzioni riguarderanno il personale con orario full time che sono circa 270 sui 430 complessivi mentre nessuna riduzione su quelli che hanno contratti Part time. Ma i sindacati però hanno preteso dall’azienda che come loro con grande senso di responsabilità stanno facendo fare sacrifici ai lavoratori (che dovrebbero recuperare parte del salario e stipendio perdo con l’applicazione dei contratti di solidarietà) dall’azienda arrivino anche dei segnali di “discontinuità”, con la riduzione di parte di costi di gestione, dal nolo dei mezzi, carburante, affitti, consulenze e quant’altro. Ad ogni modo l’accordo trovato giovedì prevede una riduzione del 30 per cento degli stipendi dei dirigenti, del 20 di tutto il personale tecnico e amministrativo e del 5 per cento del personale operativo in cantiere. Inoltre l’azzeramento di tutti i “superminimi” ai 15 dipendenti che ne usufruiscono e che assommano a circa 140 mila euro annui e l’avvio delle procedure per l’incentivo all’esodo di un gruppo di dipendenti che verrebbero “accompagnati” verso il raggiungimento dell’età pensionabile con un periodo di prepensionamento sino ad un massimo di 4 anni. “Per l’ennesima volta il sindacato ha confermato che vuole trovare una soluzione come quella della riduzione del costo del servizio anche passando da un sacrificio dei lavoratori – hanno commentato al termine della riunione – adesso vogliamo vedere se gli altri attori della vicenda in primo luogo i sindaci hanno veramente interesse a trovare una una soluzione”.

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