Emergenza rifiuti: i dipendenti dell’Ato Ennaeuno “Le notizie che i cittadini ennesi devono sapere”

Questa una letera aperta scritta da n gruppo di dpendenti dell’Ato Ennaeuno sospesi ormai dal lavoro da diversi mesi senza una sede che a loro dire danno delle informazioni che i cittadini ennesi debbano sapere

Senza entrare nella polemica tra il Presidente della SRR Glorioso ed il Sindaco di Enna Di Pietro, desidero informare i cittadini della Provincia di Enna su alcuni fatti che li riguardano, si riguardano proprio i cittadini:
1) Il merito della nascita della EcoEnnaServizi è dei tecnici, di chi ci ha lavorato: esatto, gli stessi che lavoravano all’ATO con livelli di inquadramento medio-alti e che prima erano inspiegabilmente incapaci. 2) La SRR aveva il compito di selezionare il personale da trasferire: esatto, ma solo dopo una richiesta del Comune, richiesta fatta attraverso un bando prima sospeso e poi annullato: con quali criteri è stato assunto il personale della EcoEnnaServizi? 3) La tariffa di 115 euro a tonnellata è in linea con i costi regionali: mercanteggiare significa gettare le basi per la creazione dell’ennesimo buco di bilancio. Quanto al presunto aumento dei costi e conseguente aumento delle bollette, i Sindaci non considerano i risparmi che i Comuni avrebbero in termini di carburanti, lavoro straordinario, usura dei mezzi, ecc.: mi chiedo, ma questi costi dovuti al fatto che si scarica fuori provincia non si ribaltano sulle bollette? Forse è lecito pensare che le “Voci” sulla presunta intenzione della EcoEnnaServizi di occuparsi dell’affidamento della discarica ad un privato piuttosto che farla gestire alla società di scopo della SRR (società pubblica) non siano propriamente la “sublime espressione di uno spirito libero” 4) Il Sindaco di Enna intende salvaguardare i posti di lavoro come ha fatto con i lavoratori dei CCR? 5) Coloro i quali hanno creato i debiti dell’ATO sono i Sindaci i quali, da SOCI dell’ATO, hanno deliberato un costo del servizio inferiore a quello reale per stessa ammissione del Sindaco Di Pietro che adesso dice di averlo “Adeguato” (da 3.8 milioni a 6.4 milioni) come è giusto, ma lo era anche prima! Non solo: i Sindaci SOCI dell’ATO in larga parte hanno sempre versato solo una piccola parte del loro stesso deliberato, determinando di fatto il fallimento dell’ATO salvo però usare i dipendenti dell’ATO come capro espiatorio da dare in pasto alle associazioni di consumatori che ovviamente lamentavano il cattivo funzionamento del servizio (ma senza soldi non si canta messa). 6) A proposito di fallimento dell’ATO: i Signori Sindaci sanno spiegare perché i vari Liquidatori dell’ATO non sono riusciti a fare approvare i bilanci dell’ATO dal 2008 in poi? Non sono forse loro, i Sindaci SOCI che devono farlo? E come hanno fatto ad approvare i bilanci comunali omettendo di annoverare tra le loro poste i bilanci di una società partecipata come l’ATO?
Cari concittadini della Provincia di Enna fatevi delle domande e datevi delle risposte.
Alcuni lavoratori dell’ATO

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