Emergenza rifiuti, Cgil, Cisl e Uil incontrano Assessore regionale

L’era delle ordinanze fuori dalla norma… intervenga la Magistratura.

L’incontro di ieri con l’assessore Regionale per l’energia e i servizi di Pubblica Utilità, Vania

Contrafatto, ci ha consegnato, ancora una volta, l’immagine di una Regione impotente di fronte

all’anarchia dei sindaci dei Comuni che da un lato si ergono a paladini di giustizia e moralità

rinnegando il vecchio sistema degli ATO, di cui dimenticano troppo spesso essere stati i soci, e

dall’altro affidano a ditte terze attraverso discutibili ordinanze contingibili ed urgenti il servizio dei

rifiuti per somme cospicue e per periodi medio-lunghi.

Nelle province di Palermo, Enna, Agrigento, Messina, Caltanissetta, si registrano affidamenti diretti

alle ditte da parte di diversi comuni che aggirano le previsioni del T.U. Ambientale e le norme sugli

appalti pubblici e consegnano milioni di euro per la gestione del servizio di raccolta rifiuti che resta

transitorio, sovraccaricato sui cittadini, sfavorevole per i lavoratori del settore senza retribuzione

ed oggi anche licenziati, privo di logiche industriali ed orientato verso una gestione a dir poco

“grigia”.

Lungi dal volere attribuire responsabilità ad un assessore che nominata 9 mesi fa si è trovata a

gestire anni ed anni di gestione “allegra”, continua a risultare inspiegabile l’inconsistenza

dell’azione regionale sul tema dei rifiuti anche e soprattutto in considerazione del fatto che la

legge e la direttiva che hanno riposizionato il sistema dei rifiuti nella logica del singolo comune è

stata voluta ed approvata nel 2013 dal Governo Crocetta.

La Legge 9/2010 pur con i suoi limiti individuava nella dimensione territoriale delle SRR,

nell’impiantistica e nella Raccolta Differenziata i fondamenti della riforma del settore e del rilancio

di un sistema che in altre parti crea ricavi ed occupazione.

La riforma Crocetta, la individuazione degli ARO, la scelta politica di ritornare a singole forme di

gestione comunale ha disarcionato il sistema frantumandolo, duplicando i debiti, creando

disoccupazione, maggiore tassazione sui cittadini, maggiore infiltrazione di ditte “amiche di amici”.

Auspichiamo che l’assessore possa essere accompagnata nel suo tentativo di riformare in tempi

rapidi gli aspetti della norma che la hanno resa di difficile attuazione ma sia chiaro che l’assemblea

regionale, il governo regionale e l’ANCI Sicilia, devono cambiare passo.

Le parti sociali hanno già dimostrato di essere pronte a far fare sacrifici ai lavoratori per

mantenere i livelli occupazionali ma resta inteso che la rivisitazione dei costi del servizio necessita

della giusta sensibilità da parte di tutti gli attori in campo e soprattutto di soggetti istituzionali in

grado di mantenere gli impegni assunti e far rispettare le norme.

La nano politica a tutti i livelli è corresponsabile del disastroso sistema dei rifiuti realizzatosi in

Sicilia e considerato che queste OO.SS. hanno ripetutamente denunciato le distorsioni di tale

sistema investendo assessorato e dipartimento regionale rifiuti con continue segnalazioni di

mancato rispetto delle norme nei comuni dell’Isola dove questo si è verificato, non ci resta che

chiedere alla Magistratura di intervenire aprendo un’ampia panoramica su un sistema che si regge

sui tributi pagati dai cittadini, essenziale per la collettività per troppi anni gestito con modalità

commissariali e negli ultimi mesi con inconcepibili ed allegre ordinanze.

Palermo, 15 settembre 2015

FP CGIL FIT CISL UIL TRASPORTI

Claudio Di Marco Dionisio Giordano Pietro Caleca

 

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