Emergenza Rifiuti a Enna; l’SRR approva l’atto di indirizzo del Piano d’Ambito

A pochi giorni dalla scadenza della proroga di sei mesi concessa dalla Regione prevista per il 15 gennaio (anche se pare che ci sarà una proroga per tutti gli Ato siciliani per la maggior parte ancora in alto mare) per il passaggio alle Srr, l’assemblea dei sindaci che compone questo nuovo soggetto che andrà a gestire il servizio di raccolta dei rifiuti, compie un passo se non decisivo ma sicuramente molto importante. Infatti nella serata di lunedì scorso al termine di una interminabile riunione i sindaci presenti, poco più della metà dei componenti dell’assemblea dei soci della Srr, hanno approvato l’atto di indirizzo che andrà definire il nuovo Piano d’ambito, in pratica il “nuovo Vangelo”, sulla gestione dei rifiuti, in sostituzione delle società d’ambito. Una grossa soddisfazione per il presidente del Cda della Srr il sindaco di Regalbuto Francesco Bivona, visto che per arrivare a “partorire” questo documento di indirizzo ma non ancora definitivo si sono dovute convocare diverse sedute di assemblee di cui buona parte andate a vuoto a causa dell’ostruzionismo, di numerosi primi cittadini che adesso che c’è da prendere delle decisioni per certi versi anche impopolari in particolare nell’ambito del personale tecnico amministrativo (a cui molto probabilmente sarà chiesto un “sacrificio”) non si volevano assumere queste responsabilità. Ma probabilmente non per “senso di responsabilità” ma solo perchè arrivati ad un punto di non ritorno, lunedì sera anche i sindaci della schiera dei “falchi” sono stati “costretti” ad andare avanti ed a votare il documento. Infatti se alla scadenza della proroga ci si arriva senza un nulla di fatto, il servizio di raccolta dei rifiuti in tutti e 19 comuni dell’ex provincia salterebbe come il tappo di una bottiglia di spumante e piomberebbe nel caos e con tutti i sindaci costretti a ricorrere alle ordinanze d’urgenza di protezione civile la più comunemente chiamata “191” con costi che lieviterebbero notevolmente. Il nodo principale rimane comunque sempre lo stesso, cercare di trovare un punto di incontro tra l’abbassamento del costo del servizio ed il mantenimento dei livelli occupazionali di un comparto dove vi operano non meno di 450 persone. Ma non è facile riuscire a fare quadrare il cerchio e trovare trovare un compromesso tra il costo attuale che viene fuori dalla sommatoria del deliberato dai vari consigli comunali e che è di circa 19milioni e 500 mila euro e quello reale che si aggira intorno a 27 milioni. Adesso il Cda composto oltre che da Bivona dai sindaci di Assoro e Pietraperzia, Pippo Bertini e Calogero Bevilacqua, dovrà rivedere il Piano d’ambito recependo le modifiche “consigliate” dall’atto d’indirizzo approvato dall’assemblea e se lo riterrà opportuno ma non obbligatorio riportarlo in tempi molto stretti in assemblea per il voto definitivo. “Finalmente abbiamo compiuto un passo in avanti molto importante – ha commentato al termine dell’assemblea Bivona – dove ha prevalso il senso di responsabilità dei colleghi sindaci che compongono l’assemblea”

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