Emergenza rifiuti a Enna, i dipendenti in esubero di Enna Euno rispondono al Presidente della SRR Armando Glorioso

Dovendo assistere increduli alle continue vanterie riguardo presunti strabilianti successi ottenuti dalle varie gestioni della SRR, riteniamo opportuno ricordare che la legge regionale 9/2010 è stata ed è attualmente disattesa in maniera sistematica e dolosa, e l’unico concreto e sbandieratissimo risultato è stato il collocamento (peraltro con criteri e procedure assolutamente contrarie alla legge e spesso, ma non sempre, con importanti riduzioni contrattuali) di gran parte degli operai e di alcuni (graditi) amministrativi in un sistema precario e frammentanto; frammentazione che tra l’altro, con buona pace dell’opinione del Dott. Glorioso, è in assoluto contrasto con la legge nazionale e prima ancora con le direttive europee che stabiliscono che un sistema per essere davvero efficiente, economico, funzionale, e auspicabilmente privo di infiltrazioni, dovrebbe garantire un ambito geografico ed economico significativo.
Ancora una volta ci troviamo nella necessità di ricordare le principali inadempienze della SRR (tutta la SRR! dal Presidente fino ad ogni singolo socio, che si è reso complice o mandante o, semplicemente, testimone compiacente), iniziando dalla mancata definizione di una tariffa d’ambito (art 238 del D. Lgs. 152/2006 e art. 15 c 4 della L.R. 9/2010), per cui si è consentito ai comuni di prevedere ed affidare servizi di igiene urbana, il cui costo oscilla fra l’irrisorio 97 €/pro capite del comune di Leonforte e l’incredibile costo del comune di Enna, che ha provveduto all’affidamento diretto alla propria società EcoEnna Servizi per un costo di circa 230 €/pro capite (costo peraltro ben superiore alle previsioni del Piano d’ambito vigente e a qualsiasi media nazionale).
Assolutamente sbigottiti, ci troviamo anche a dover ricordare al Sig Presidente che il medesimo Piano d’Ambito vigente, prevede che l’impiantistica non sia costituita dai tre impianti di cui ogni tanto si ricorda, ma che fosse invece previsto che entro luglio 2017 fossero funzionanti e funzionali al servizio ben 5 impianti. A se tal proposito si potrebbe forse essere d’accordo che alcuni di questi impianti sono solo un modo per farcire le 600 pagine del Piano, che invece è incredibilmente carente di una concreta e definita programmazione riguardo alla realizzazione e gestione degli impianti di primo livello, i Centri Comunali di Raccolta, che sono imprescindibili per un sistema realmente efficiente di raccolta differenziata (a proposito di Raccolta Differenziata, ci si augura che qualcuno voglia andare a verificare la veridicità di queste percentuali che improvvisamente ed inspiegabilmente sono balzate per quasi tutti i comuni ennesi a cifre degne della civilissima Svezia). Da ciò deriva nuovamente la necessità, e peraltro anche l’obbligo, di aggiornare immediatamente il Piano d’Ambito del 26 febbraio 2016.
Tornando ai meriti di cui ci si vanta, si continua a ripetere che gli innocenti e quasi virginei comuni sono stati affrancati dalla malvagia EnnaEuno (di cui i comuni stessi sono soci e controllori, anche se continuano a dimenticare gli oltre 200 milioni di euro di disavanzo determinatosi a causa della discordanza fra il reale costo del servizio ed il deliberato dei consigli comunali: ovviamente tale dimenticanza consente loro di ignorare il romantico concetto di bilancio comunale consolidato): vorremmo sommessamente ricordare che ad oggi si è ben lontani dalla applicazione della legge, infatti un solo comune dovrebbe aver affidato in maniera approssimativamente conforme agli obblighi della L.R. 9/2010 il servizio, alcuni altri hanno proceduto ad un affidamento diretto ad una propria società controllata (dimenticando con colpevole malafede la cosiddetta legge Madia, vigente nel resto del territorio della Repubblica Italiana, che non consentirebbe a chi ha condotto al fallimento la propria società di gestione Sicilia Ambiente e prossimamente condurrà la Enna Euno, di gestire i medesimi servizi con nuove società partecipate), mentre tutti gli altri comuni continuano a provvedere ai servizi d’igiene urbana affidando in maniera estemporanea con procedure contingibili e urgenti, che sono per propria natura caratterizzate principalmente dalla celerità e molto meno dalla trasparenza; a tutto ciò si aggiunga che la quasi totalità dei comuni sta in ogni caso applicando piani di intervento neanche lontanamente somiglianti a quanto inserito nel Piano d’Ambito ad oggi vigente e aggiornato al febbraio 2016 (repetita iuvant).
A questo punto invece vorremmo che il Dottore Glorioso precisasse da chi e quando è stato minacciato, se sono minacce recenti o se si riferisce a qualcosa avvenuta prima dell’inizio dei trasferimenti; intanto noi
lavoratori che siamo ancora a spasso affermiamo con assoluta chiarezza la nostra assoluta estraneità e ci sentiremmo offesi, oltraggiati e beffati da qualsiasi illazione in proposito; anzi forse noi siamo stati assolutamente dei “minchioni” continuando a subire il mancato pagamento di oltre due anni di stipendio e assistendo quasi in silenzio alla rovina delle vite nostre e delle nostre famiglie, ma purtroppo, o per fortuna, noi siamo davvero delle brave persone. L’unica giustificazione che sappiamo darci per la nostra apparente ignavia è l’assoluta e angosciante mancanza di attenzione nei confronti nostri e delle nostre denunce da parte dell’opinione pubblica e delle istituzioni.
Infine in merito alla sussurrata e timida voglia di dimissioni del Dott. Glorioso e dell’Avv. Bevilacqua, noi ci sforzeremo di costruire loro ponti d’oro e di augurargli buon riposo: ce ne faremo una ragione, come ci stiamo facendo una ragione della sparizione del Dott. Di Mauro e del suo collega Dott. Ginevra, che per noi oramai sono quasi delle creature mitologiche che si sono improvvisamente smaterializzate dal sistema solare. Ci auguriamo peraltro che i prossimi coraggiosi “sventurati” che dovranno mettersi ai comandi di questa macchina, abbiano il coraggio di cercare nuove strade e abbiano la volontà di applicare alcune semplici e concrete e fattibili soluzioni che consentirebbero di dare alla cittadinanza un servizio razionale, funzionale e congruo e permetterebbe a noi e alle nostre famiglie un futuro sostenibile. Anche perché si deve immediatamente comprendere che la vecchia strada, che si continua a percorrere con ottusa ostinazione, non era stata intrapresa per giungere ad un servizio efficiente e sostenibile, ma era stata disegnata da alcuni inqualificabili complici, con l’unico scopo di assecondare la più infima politica che ha preteso che noi fossimo sacrificati e dati in pasto alla pancia della più meschina opinione pubblica.

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