Emergenza occupazione, stamattina Sit – In davanti la Prefettura degli stagionali di Biomasse Sicilia Spa

Malgrado il governo nazionale ne abbia decretato la chiusura entro la fine dell’anno, per il mondo del lavoro ennese la Prefettura rimane l’ultimo baluardo di speranza. Infatti stamattina a stazionare davanti al Palazzo del Governo, in piazza Garibaldi saranno i 65 lavoratori stagionali motoseghisti che da giovedì scorso dovevano iniziare l’attività alla Biomasse Sicilia Spa di Dittaino. Ma poiché dalla Regione non è arrivata all’azienda nessuna comunicazione sulla conferma o meno della concessione per continuare a utilizzare scarti di alberi eucalipti per la produzione di energia elettrica, sono state momentaneamente “congelate” le assunzioni di questi lavoratori che avrebbero operato sino al prossimo mese si giugno. Ma la paura più grande è che questo problema possa avere un effetto domino su tutto quello che ruota attorno alla centrale che tra lavoratori diretti ed indotto interessa circa 300 unità. Quindi Cgil, Cisl e Uil per stamattina hanno organizzato un sit in davanti la Prefettura chiedendo un incontro al Prefetto Fernando Guida che ad onor del vero in questo periodo di sua permanenza a Enna si sta dimostrando molto sensibile alle numerose vertenze occupazionali che stanno interessando il territorio. Infatti quella della Biomasse Sicilia non è che l’ultima emergenza che si sta consumando in provincia di Enna. Dalla Prefettura in questi mesi è passato di tutto, dai forestali, ai consorzi di bonifica, ai lavoratori delle aziende di servizi appaltati all’Asp, ai precari e dipendenti di ruolo degli enti locali, a quelli del mondo della scuola, della formazione professionale, dei cantieri di servizio, Multiservizi agli edili. E domani si ferma in tutta la Sicilia per uno sciopero di 8 ore il settore del trasporto pubblico locale in forte crisi e dove le aziende interessate paventano tagli nei loro organici. Anche la provincia di Enna è fortemente interessata a questa vertenza visto che due delle più grandi aziende siciliane il Gruppo Interbus e la Sais Autolinee che insieme mettono circa 600 dipendenti, hanno sede a Enna. Una situazione quindi fortemente da attenzionare con un “contenitore” fatto di diverse migliaia di lavoratori delle più svariate categorie che rischia di “scoppiare”. Nei giorni scorsi in alcuni settori si sono toccati momenti di alta tensione come in quello dei rifiuti dove un lavoratore senza stipendio da 5 mesi è salito su un cornicione. Ma anche tra i precari con un gruppo di lavoratori del parco minerario di Floristella senza stipendio da aprile saliti su una torre dell’ex sito minerario. E da lunedì scorso la protesta al Consorzio di Bonifica dove le sedi di Sparacollo in territorio di Regalbuto e Enna ma con altre in “ebollizione”, occupate e con lavoratori in sciopero della fame. Ed il tutto nel quasi silenzio assordante della politica. In particolare in ques’ultima vertenza, a farsi sentire solo il deputato regionale del Pd Mario Alloro, particolarmente attivo sulla vicenda in questi giorni sul fronte palermitano. Ma anche il sindaco di Regalbuto Francesco Bivona e ieri il suo collega di Assoro Pippo Bertini che ha dato piena solidarietà ai lavoratori ed esortando i suoi colleghi sindaci a fare fronte comune per la difesa dei posti di lavoro e del futuro del settore agricolo. Pare che la protesta ennese abbia mosso qualcosa a livello regionale visto che l’emergenza interessa tutti gli 11 consorzi isolani. Ma i lavoratori fanno sapere che sino a quando non arriveranno risposte concrete la protesta andrà avanti ad oltranza.

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